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L’omicidio di Leonardo Biagini – 25 ottobre 2004

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da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 26 ottobre 2004

Il titolo della Gazzetta del Mezzogiorno

Il titolo della Gazzetta del Mezzogiorno

FOGGIA – Un consigliere comunale di opposizione di AN, Leonardo Biagini, 38 anni, autista dell’ATAF, è stato ammazzato a colpi di pistola in un agguato avvenuto alle 19,30 nel suo circolo privato “Riva destra”, di viale Di Vittorio 111.

Nell’agguato è rimasto ferito di striscio alla gamba destra, Antonio Catalano, 42 anni, che da qualche mese frequentava l’esponente politico. Il che è stato oggetto ovviamente anche di annotazioni da parte delle forze dell’ordine.

A sparare secondo una prima sommaria ricostruzione di carabinieri e squadra mobile è stato un solo killer che ha agito a volto coperto da passamontagna ed armato di pistola forse una calibro 38.

Erano le 19,30 e nel circolo c’erano alcune persone quando il sicario è sceso da un’auto grigia – una Uno – sulla quale pare ci fossero altri due complici: l’auto è stata abbandonata ad alcune centinaia di metri dal luogo del delitto. Sarebbero stati cinque i colpi esplosi. Al momento si sta verificando chi fosse il vero obiettivo dell’agguato: se Biagini raggiunto da due colpi di pistola al petto e al braccio oppure Catalano colpito di striscio ad una gamba.

L’ambulanza del 118 ha trasportato Biagini e Catalano in ospedale dove il consigliere comunale è deceduto intorno alle 20,20 in sala di rianimazione. Il luogo del delitto è stato sigillato per i rilievi di polizia scientifica, le persone presenti al momento dell’agguato sono state accompagnate in caserma per essere interrogate e cercare di ricostruire la dinamica del dodicesimo omicidio dall’inizio dell’anno in Capitanata, il terzo a Foggia.

L’agguato desta clamore perchè è la prima volta che cade sotto i colpi della malavita un esponente politico, anche se nel recente passato un assessore e un consigliere comunale erano finiti nel mirino di ignoti malavitosi, vittime di avvertimenti e attentati dinamitardi.

Chi e perchè ha ucciso Leonardo Biagini, secondo degli eletti nelle file di AN alle elezioni amministrative di giugno, fratello di Fernando, capo dell’ufficio tecnico comunale? L’assassinio di ieri sera – in attesa di verificare se fosse davvero lui l’obiettivo – è in qualche modo collegato all’attività di consigliere d’opposizione?

Sono gli interrogativi al vaglio di pm e investigatori, così come ci si intyerroga ovviamente sulla vicinanza tra la vittima e il malavitoso rimasto ferito. Antonio Catalano, già condannato in passato per armi e droga è stato assolto nell’aprile scorso dall’accusa di associazione mafiosa nel processo “Double edge” relativo alla penultima guerra di mafia (98-99) che vedeva contrapposti i clan Prencipe-Trisciuoglio e quello di Antonio Pellegrino al quale era ritenuto vicino.

Antonio Catalano è fratello di Marcello, presunto mafioso assassinato insieme all’amico Francesco Viscillo in un duplice omicidio del maggio 99 in via Manzoni collegato alla guerra di mafia: qualche mese più tardi proprio Antonio Catalano fu arrestato mentre era in semilibertà e mentre rientrava al carcere di Foggia a bordo di un’auto blindata nella quale nascondeva una pistola. Disse che temeva per la sua vita, visto quanto successo al fratello.

Che Catalano si accompagnasse a Biagini era stato oggetto, ovviamente, anche delle attenzioni delle forze dell’ordine che – come si è detto – avevano verificato questa circostanza in occasione delle ultime elezioni politiche. Catalano peraltro è uno dei portavoce delle istanze degli abitanti dell’Onpi (dove vive) nella trattativa col Comune per la ristrutturazione dell’edificio.

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Il 19 aprile del 2011 è stato intitolato alla memoria di Leonardo Biagini, un parco tra viale Europa e viale Francia