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Chiesa di San Pio X

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Sono molto legato a questa parrocchia perchè è lì che sono cresciuto, è lì che ho frequentato prima il catechismo e poi ho preso la mia Prima Comunione, è lì che ho dato i primi i calci ad un pallone e non nascondo che, ogni volta che entro in questa chiesa, provo un emozione particolare. Ho raccolto notizie dal sito della Curia (http://www.curiadifoggia.isnet.it/) e le ho inserite in questa pagina. Alberto Mangano

 

Chiesa di San Pio X

Chiesa di San Pio X

Con delibera del 31.1.1959 il Consiglio di Amministrazione della GESCAL (Gestione Case Lavoratori) decise la donazione del suolo in località “Pantanella” (attuale Rione S. Pio X) alla Diocesi per la realizzazione del complesso parrocchiale S. Pio X. La donazione fu ufficialmente ratificata con Atto Notar Alfredo Spezzano di Roma del 13.12.1966.

Nella Pasqua del 1959 Mons. P. Carta, con la partecipazione delle Autorità locali, dei responsabili della GESCAL e di numerosa folla di fedeli, benedisse e pose la prima pietra per l’erigendo complesso parrocchiale.

Il progetto dell’Ing. Marco Piloni di Roma, approvato dalla Pontificia Commissione di Arte Sacra, fu finanziato dal Ministero delle OO.PP. (legge 18.12.52) con decreto provveditoriale n. 15126 del 26.6.63. La realizzazione del progetto fu affidato all’Impresa Sergio Brattoli, sotto la direzione dell’Ing. Eugenio Telesforo di Foggia. I lavori ebbero inizio nel 1959. Nel settembre 1960, il locale destinato a salone parrocchiale, portato a termine, fu benedetto e adibito come provvisorio luogo di culto. Il 30.11.1960, nonostante che la chiesa non fosse ancora costruita, Mons. Carta eresse la Parrocchia intitolandola a S. Pio X.

L’iniziale attività pastorale fu svolta con encomiabile zelo da D. Luigi Cavotta e durò dal settembre 1960 al 23.1.1964, data in cui D. Luigi per gravi ragioni di salute rassegnò le sue dimissioni. Gli successe D. Rosario Casparrini, nominato Parroco il 10.3.1964, mentre erano da poco tempo iniziati i lavori di costruzione della chiesa.

Il progetto originale della chiesa, che prevedeva la cupola sull’area del presbiterio e il campanile staccato dalla chiesa, subì la variante a firma Ing. E. Telesforo, perché i previsti finanziamenti dello Stato risultarono insufficienti. A lavori terminati, la chiesa sarebbe stata consegnata al rustico. Fu grazie allo zelo e alla generosità di D. Rosario e anche dei fedeli se la chiesa fu completata e resa funzionale. Infatti, il Parroco s’impegnò personalmente con la stessa Impresa Brattoli perché si provvedesse a completarla con gli intonaci, la pavimentazione e la zoccolatura con pietra di Apricena, con gli infissi, le vetrate, l’altare e la sede del celebrante, con l’impianto elettrico e d’illuminazione. Al falegname G. De Magistris commissionò i banchi, i confessionali e l’armadio della sacrestia. Affidò al pittore Prof. Guido Grilli la realizzazione del grande dipinto, su pannelli multistrato, che occupa l’intera parete dell’abside, raffigurante il Crocifisso, S. Pio X e la Chiesa (mq. 173), e delle vetrate istoriate.

Provvista dell’impianto di amplificazione e sufficientemente arredata, la chiesa fu finalmente aperta al culto l’8.12.1967 col solenne rito della benedizione officiato da Mons. Giuseppe Lenotti.

Il 24.11.1967 morì improvvisamente il Prof. G. Grilli, lasciando incompleto il grande dipinto (e tale rimane ancora oggi a memoria e nel rispetto del grande artista foggiano) e delle vetrate istoriate riuscì a realizzare solo quella del rosone, raffigurante la Madonna Madre della Chiesa.

Gli impianti di riscaldamento furono realizzati dalla Ditta Iris di Foggia per la canonica e i locali destinati ad ufficio parrocchiale e alle attività pastorali, e dalla Ditta De Santis di Bari per la chiesa.

Agli inizi del 1968, a G. Grilli subentrò, come direttore artistico della ditta Camper, il Prof. Giuseppe Zaccheria, a cui D. Rosario affidò il lavoro delle vetrate istoriate della navata. Le otto vetrate, realizzate in quello stesso anno, narrano con immagini e simboli i grandi temi del Concilio Vaticano II.

Anche l’acustica della chiesa richiese interventi correttivi: furono sgusciati gli angoli lungo la navata e le pareti furono rivestite di materiale assorbente.

Nel 1970, dal Prof. M. Gennari di Lecce furono realizzate le quattro pale d’altare collocate simmetricamente nella navata, bassorilievi su cemento armato impastato con bronzo fuso, raffiguranti il rito del Battesimo, Gesù Maestro, il S. Cuore di Gesù e la Madonna del Rosario; inoltre, realizzò la statua della Vergine col Tabernacolo e le due piccole statue di Mosé e di S. Paolo Ap. che adornano l’ambone disegnato dal Prof. Zaccheria. A ornamento della statua della Vergine col Tabernacolo, il Prof. Zaccheria realizzò la vetrata-raggiera e la croce astile di cristallo.

In quell’anno fu acquistata dalla Ditta Serpone di Napoli la Via Crucis in bronzo con raffigurazioni in basso rilievo.

Alla mancanza del campanile e delle campane si ovviò con l’installazione di un impianto elettronico suppletivo, opera della ditta Fratucelli di Padova.

Oltre che alla funzionalità e al decoro della chiesa, D. Rosario dovette, lungo gli anni settanta, rimediare all’insufficenza dei locali quanto mai necessari per lo svolgimento delle attività pastorali e di associazioni. Nel rispetto del disegno originale, l’Impresa Edile Michele Antonucci realizzò la sala teatro sull’area adiacente al presbiterio, sale dietro l’abside, due saloni per adunanze e attività catechistiche, sull’area del cortile antistante l’ufficio parrocchiale con relativo ampliamento del terrazzo del-la canonica; furono ricavati dei vani nel seminterrato e realizzati il box e i locali adibiti a spogliatori della palestra (ex salone parrocchiale).

Più tardi fu recintato il cortile antistante i locali d’ufficio: la Ditta Cavallo eresse il muretto e la Ditta Camper realizzò la cancellata in ferro.

Oltre le attività pastorali, il Parroco curò quelle ricreative e sportive: l’ex salone fu utilizzato come polisportiva parrocchiale, e quella educativa dell’infanzia con la collaborazione del Comune di Foggia: il salone a sinistra, entrando nei locali d’ufficio, fu adibito a scuola materna.

Il 14.9.1983, dopo oltre 19 anni di ministero pastorale a S. Pio X, D. Rosario fu promosso Parroco della Basilica di S. Giovanni Battista. Suo successore è D. Michele Genovese, che dopo un anno di attività pastorale, dovette anche lui far fronte a lavori di riparazioni, a iniziare dal tetto della canonica e dalla pavimentazione del terrazzo, lavori eseguiti e finanziati dal Genio Civile di Foggia. Nel 1985 passò al rinnovo di alcuni ambienti della canonica: sostituzione dei vecchi infissi con altri nuovi in anticorodal, attivazione dell’impianto di riscaldamento a gas metano, e nuovo impianto elettrico; lavori eseguiti dalla ditta Sciusco Francesco di Foggia per i rivestimenti, da Pugliese Nicola di Andria per gli infissi, da Pannone Giuseppe di Foggia per la posa in opera della caldaia di riscaldamento. In quello stesso anno, a spese del Comune di Foggia, fu riparato il tetto della Chiesa. Anche l’arredamento dell’ufficio parrocchiale e degli altri locali variamente adibiti fu rinnovato.

Nel 1992 la Ditta La Mura realizzò la nuova bussola d’ingresso della Chiesa in ferro e a vetri. Nel 1996 fu necessario intervenire ancora per riparare il tetto della Chiesa: la riparazione fu eseguita dalla Ditta Erione Eduardo, che curò anche la ridipintura di tutto il complesso parrocchiale.

Cessate già nel 1983 l’attività dell’Asilo e poco più tardi anche quella della polisportiva, D. Michele si dedicò esclusivamente a quelle pastorali, tra le quali si contano due Missioni popolari, tenute nel 1987 dai PP. Passionisti e nel 1991 da un Padre Gesuita e da consacrate laiche; ricordano le due missioni il monumento a Gesù Redentore nel cortile a destra della Chiesa e il piccolo monumento alla Madonna di Fatima nel cortile antistante l’ufficio parrocchiale.