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A cent’anni dall’apparizione della Madonna

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Marzo 1831

Dal Giornale Patrio:

Sabato 19 marzo: L’alba di questo giorno è stata annunziata al pubblico con sparo di grossi mortali in diversi punti della città, e col suono de’ sacri bronzi della basilica. Tutti han conosciuti che si apriva già la gran festa dell’Apparizione di Maria Santissima Iconavetere nella ricorrenza del secolo, in cui accadde per la prima volta la prodigiosa Apparizione il 22 marzo 1731.

Circa le 11 poi è stata trasportata processionalmente la Santissima Vergine dalla chiesa basilica in quella dei padri Cappuccini col consueto corteggio, come negli anni antecedenti, menocchè si è anticipato di un giorno. All’atrio di quella chiesa è venuto eretta una specie di arca costruita a legno e verdure indicanti quel locale in dove in quell’epoca fu da medesimi padri collocata la sagra Icona per salvarla dalle rovine del terremoto avvenuto nella notte de’ 19 marzo 1731 alle ore 9 e mezza italiane, e che in commemorazione si è fatta la medesima funzione collocando la detta sacra Immagine in quell’arca ove, cantatisi degli inni analoghi dal reverendo capitolo, e dopo breve esortazione al popolo detta dal canonico Capuano con tenera commozione d’immensa popolazione ivi accorsa, intonatosi il te deum ed entrata Maria Santissima nella chiesa de’ Cappuccini ornata analogamente alla circostanza, si è dato principio alla sagra funzione, assistita dall’amministrazione comunale, e governatori della cappella, nonché da numeroso popolo che formava il più bel colpo d’occhio sparso per le adiacenti campagne, e che per l’intiera giornata non han mancato di concorrervi, ad onta del cattivo tempo e del sensibile freddo. Una splendida illuminazione lungo la strada de’ Cappuccini unitamente a tanto sparo di mortali ha dato termine questa sera alla prima giornata festiva.

Domenica 20 marzo: Rammentandosi al far del giorno di questa mattina il momento dell’indicato flagello si è avvertito al pubblico con suono delle campane di tutte le chiese della città, e con lungo sparo di mortaretti, e mortali, nonché del suono della banda venuta da Barletta espressamente per detta festa, che ha percorso le principali strade in mezzo a numerosa popolazione. Nella chiesa de’ Cappuccini si è celebrata in quell’ora istessa solenne messa, cantata da que’ padri, e seguita dall’inno ambrosiano in rendimento di grazie all’Altissimo, fra il concorso di un immenso popolo devoto.

Circa le 10 antimeridiane si è di bel nuovo trasportata la sagra Icona colla stessa processione come nel dì antecedente nella chiesa di San Giovanni Battista sita nel Piano della Croce in memoria del passaggio che la detta sagra Icona dalla chiesa de’ Cappuccini fece in quella di San Giovanni per le circostanze di allora.

Un’indicibile folla di popolo di ogni classe ha accompagnata la processione, la quale appena giunta in chiesa e situata l’Immagine su di una elegante macchina ivi eretta, si è dato principio alla messa solenne accompagnata da scelta musica. L’orazione panegirica è stata recitata dal sacerdote don Antonio Patierno.

Questa sera vi è stato solenne vespero, a grande orchestra. Nel largo del Piano grande illuminazione, e comecchè vi era preparato un vistoso fuoco artificiale a spese di devoti, questo non ha potuto aver luogo a causa della pioggia sopravvenuta, e proposto per ciò per altra sera.

Lunedì 21 marzo: Un affare veramente dispiacente è avvenuto questa mattina per intorbidare gli animi di questa popolazione, dedita oggi totalmente al culto di questa gran festa. Vari cartelli sediziosi, e rivoluzionari si son trovati affissi al far del giorno in diversi punti della città, scritti in italiano ed in francese, e con minacce al riposo del governo. La polizia non ha mancato di sorprenderli all’istante, e toltosi da tutti i siti ov’eran affissi, grazie alla Provvidenza, il buon ordine anche per la giornata festiva che corre, e pel concorso di tanti forestieri si sono spedite delle varie pattuglie sì a piedi che a cavallo, e questi girando la città per l’intera giornata han conservato sempre quell’ordine che per nulla è stato turbato. Non si manca intanto da queste autorità indagarsi l’origine di simile attentato, e scovrirsene i rei.

Circa le 11 antimeridiane ha avuto luogo la gran processione della Vergine Santissima che dalla chiesa di San Giovanni si è restituita nella sua chiesa basilica, e comecchè il tempo rigido e piovoso non ha permesso il solito giro per tutte le strade, si è ritirata dopo il solo transito della strada Mercantile. E’ indicibile il dispiacere che la popolazione ha sofferto per non aver potuto godere di sì solenne e vistosa processione, e di non aver potuto venerare maggiormente la loro divina protettrice. All’uscita della sagra Vergine dalla chiesa di San Giovanni vi è stato lungo e raddoppiato sparo di mortali e calcasse, il quale è stato replicato poi in diversi punti della città, allorchè la processione si è ritirata, e che doveva eseguirsi durante il giro di essa.

Questa sera si son celebrati nella basilica i primi vesperi con grande e numerosa orchestra guidata da un nuovo primo violino venuto appositamente da Bari, signor Giuseppe Siviglia, in mancanza del primo violino signor Pepe, che si è ritirato in Napoli dopo la chiusura del teatro. La macchina a cera erettasi nella detta basilica è una delle più grandiose e belle, ed ha il primato a quante negli anni antecedenti se ne sian fatte. Il popolo accorso questa sera in chiesa è stato talmente immenso, che niuno poteva più accedere in quel tempio.

Martedì 22 marzo: Questa mattina al far del giorno è stata ricordata al pubblico la giornata che oggi ricorre della gloriosa e mirabile Apparizione di Maria Santissima con replicati e lunghi spari, unitamente al suono delle campane della basilica e della banda, che ha girato tutta la città.

Circa le 11 antimeridiane si è dato principio alla messa solenne che è stata celebrata dal cantore Biccari, in mancanza del Vescovo ancora assente, colla massima pompa, e con scelta musica a grande orchestra, assistita dal reverendo capitolo, dall’amministrazione comunale e governatori della cappella secondo il solito. L’orazione panegirica è stata recitata dopo l’Evangelo dal padre maestro Fragassi, predicatore quaresimale. Il concorso d’innumerevole popolazione di ogni ceto è stato di un modo indicibile, e da non potersi descrivere ed al di là di tutti gli anni antecedenti, anche perché i forestieri venuti appositamente han contribuito alla maggior folla.

Questa sera vi è stata gran musica e con una Salve Regina cantata dal signor Valentini, venuto appositamente dalla provincia di Bari. Questa sagra funzione è stata chiusa questa sera con vistoso fuoco artificiale nel largo del Piano: quell’istesso che doveva spararsi nella sera di domenica, e che fu differito a causa della pioggia. L’intendente Santangelo, in unione del segretario generale Spasiani, e di varie signore del paese han goduto di simil divertimento dalle ringhiere del palazzo comunale, ove l’amministrazione ne faceva gli onori.

(ved. anche: La prima apparizione della Madonna – Il terremoto del 1731)