

Foggia Reggiana 2-1
“Espugnare lo Zaccheria!” per allontanare l’ultimo posto in
graduatoria: questa la speranza o meglio la necessità dopo
Taranto ma soprattutto dopo le due gare interne di mister
Ugolotti che avevano “regalato” al pubblico foggiano due sonore
e tristi sconfitte. Ebbene forse il Foggia che non ti aspetti
surclassa nettamente la seconda forza del campionato meritando
una vittoria che poteva essere tranquillamente più rotonda
considerata la mole di gioco e le occasioni sotto porta dei
calciatori rossoneri. Una squadra, che nelle gare precedenti
aveva sempre mantenuto le redini del gioco dimostrandosi altresì
sterile in fase offensiva, domenica sorprende tutti con Desideri
e Ceccarelli che mettono in seria difficoltà più volte la
retroguardia granata. Cosa è successo in una sola settimana?
Cosa è cambiato nel modulo tattico di Ugolotti? Certamente i
calciatori in campo cominciano a raggiungere un livello di forma
atletica accettabile ma soprattutto la squadra è sembrata con il
baricentro spostato più in avanti con Millesi e Desideri che
facevano compagnia in prima linea a Ceccarelli, con un
centrocampo che prevedeva Agnelli davanti alla difesa e i due
esterni che hanno macinato chilometri sulle fasce laterali. Un
modulo dispendioso ma che se viene oleato può regalarci la
differenza rispetto alle altre squadre che cominciano ad
accusare cali di forma. Gli altri risultati ora ci interessano
di meno in quanto, se torniamo a far valere il fattore campo
nelle prossime 4 gare interne, ci basterebbe un solo punto fuori
casa per raggiungere i 41 punti che potrebbero regalarci la
salvezza diretta, senza voler considerare la restituzione del
punto di penalizzazione. Certamente è fondamentale battere il
Potenza cominciando magari a scongiurare la possibilità di
tornare all’ultimo posto ma dobbiamo crederci sfoderando una
nuova gara di personalità e determinazione perché Eziolino
Capuano è uomo di categoria e saprà come tentare di imbrigliare
il Foggia nella manovra. Bisogna sottolineare infine la prova di
maturità e sportività dei tifosi del Foggia che, nonostante il
divieto imposto dal Prefetto ai tifosi reggiani, hanno
acquistato per loro i biglietti e li hanno invitati in gradinata
a tifare tranquillamente per la propria squadra: grande
insegnamento a tutti coloro che vogliono imbavagliare questo
mondo, offendendo a volte le capacità e l’intelligenza di chi lo
vive da anni. Una bella festa per queste due tifoserie che
insieme, il 4 giugno del 95 salutarono la serie A ma che hanno
dimostrato al mondo pallonaro di continuare ad avere tifosi che
meriterebbero altre platee. Oggi non ha vinto solo il Foggia,
oggi ha vinto lo Sport, quello con la S maiuscola.
Alberto Mangano
Taranto Foggia 0-0
“Bisogna tentare di vincere a Taranto, non
sarà facile ma dobbiamo provarci”: questo sembrava l’imperativo
della scorsa settimana dopo il clamoroso tonfo contro il
Cosenza; si sapeva che la partita era proibitiva ma certamente
poteva rappresentare l’ultima spiaggia almeno per quel che
riguardava la salvezza diretta. Certo sarebbe troppo comodo
commentare uno 0-0 dicendo soltanto che si è mossa la
classifica, che si aveva di fronte una signora squadra e che il
punticino tutto sommato fa morale. Ma cosa stiamo dicendo? Ma
come si fa a parlare di morale risollevato quando abbiamo
raggiunto il fondo del barile e nemmeno in compagnia perché il
Potenza, nel confronto diretto è per il momento vincente contro
di noi? Ma dove sta questa voglia di vincere la partita se il
Foggia non è riuscito a fare un solo tiro in porta, non ha
costruito un azione che potesse far prevedere qualcosa di
positivo sotto porta? Ma che voto prenderà Bremec sulla stampa
sportiva se è uscito completamente lindo, pulito e per niente
stanco, tanto da poter organizzare una pizza con amici e
relativa partitella di calcetto? Basta con il commentare sempre
il bicchiere mezzo pieno (che ormai si è ridotto ad un quinto) e
sperare nella prossima gara perché la realtà di oggi è quella di
evitare l’ultimo posto considerato che il Potenza riesce a
mettere sotto il Cosenza fuori casa realizzando addirittura due
gol (da noi due gol in una gara non si vedono ormai non sappiamo
da quanto tempo), considerando che la sestultima è a 5 punti o
meglio a 6 se si considera sempre il confronto perdente. Abbiamo
aspettato di festeggiare il novantennale per polverizzare tutti
i record negativi che tristemente ci appartenevano ed oggi
parliamo di un punto che fa morale, ma di che cosa stiamo
parlando? Siamo stati capaci di criticare attaccanti come
Plasmati, Delcore, Germinale e persino Salgado ed oggi ci
ritroviamo con bomber che hanno realizzato insieme la bellezza
di ZERO gol, ma ci rendiamo conto? Credetemi io sarò l’ultimo ad
arrendersi, scomoderò precise calcolatrici per fare tutti i
calcoli possibili ed immaginabili che possano portarci il più in
alto possibile, ma di certo dinanzi ad una squadra che non
propone alcunché in attacco e che in difesa vuole addossare
meriti o colpe ai portieri ma che di fatto spazza i palloni alla
“Viva il Parroco”, comincio a vacillare in sicurezza e non
riesco più a difendere questa compagine che per fortuna oggi
aveva la maglia bianca.
Alberto Mangano
Foggia Cosenza 1-3
Zaccheria terra di conquista! Quello
stadio che faceva tremare gli squadroni, dove far punti era
un’impresa per qualsiasi squadra, è ormai diventato una
scampagnata per chiunque. Oggi è toccato festeggiare al Cosenza
che a Foggia non aveva mai vinto e che non aveva fatto
assolutamente niente per sfatare questa tradizione: praticamente
riesce a realizzare tre gol senza far un solo tiro in porta… da
suggerire sicuramente a chi redige gli aggiornamenti dei Guiness
dei primati. Oggi si è toccato il fondo, oggi il Foggia ha
disputato la peggiore partita dell’anno in difesa, in attacco,
dappertutto. Si sono rivisti i lanci lunghi di Burzigotti in
avanti, palle alte, preziosismi sudamericani mai riusciti,
traversoni in area inconcludenti, mai tiri in porta e
centrocampo affidato al solo Agnelli che, visibilmente provato a
metà del secondo tempo, ha evidenziato una preparazione atletica
ancora sommaria. Unica nota positiva un bel gol di Desideri
grazie ad un prezioso assist di Millesi: prima e dopo il nulla
per noi e la manna dal cielo per i nostri avversari. Roba da non
credere! Ora c’è poco da ridere: essendo realisti questa squadra
ha attualmente il 70 % di entrare nei play out, il 20% di andare
in ferie prima conquistando l’ultimo posto e ritengo solo il 10
di realizzare il miracolo. I numeri non sono interpretabili,
sono terribilmente spietati: come si può sperare di salvarsi
realizzando soltanto 4 gol nelle ultime 11 gare? Come si può
sperare con una difesa (portiere compreso) che soffre
continuamente di crisi di panico? Come si può pensare a vincere
una gara se non si gioca mai con la palla a terra? Come si fa ad
ingaggiare un centrale come Di Dio per 4 mesi buttando via già
il primo mese per infortuni pregressi? Quanto tempo dovremo
aspettare ancora per recuperare la forma e un minimo di tenuta
atletica dei nuovi arrivati? Il tempo purtroppo è tiranno e non
ci concederà di ricevere risposte immediate. Di certo al 20’ del
secondo tempo si è visto che anche il pubblico ha mollato, che
nel volto dei fedelissimi, quelli che anche oggi hanno preferito
questa vergogna ai comodi canali calcistici di sky, c’era la
rassegnazione di sperare in un nuovo Marino che ci riporti dove
sembrava che stavamo male: arriveremo a rimpiangere Novelli, D’Addario
e Giannini; è brutto ammettere una sconfitta ma è ancora più
devastante ammettere una simile disfatta!
Alberto Mangano
Real Marcianise Foggia 0-0
Un punto perso o un punto guadagnato? E’ difficile dare una
risposta: di certo se il Foggia avesse perso contro i campani,
avrebbe perso un altro concorrente e le cose in classifica si
sarebbero messe veramente male; sembrerebbe quindi che quello di
Marcianise è un punto sicuramente guadagnato ma, per come si è
svolta la gara, resta l’amaro in bocca per i due legni, per la
inconsistenza dell’avversario, in definitiva per l’occasione
persa. Questa volta abbiamo visto un attacco sterile ma
soprattutto ingenuo considerando il fatto che gli attaccanti
rossoneri riuscivano a farsi trovare sempre in fuorigioco non
riuscendo a gabbare una difesa in linea molto alta che doveva
favorire altresì le nostre ripartenze. A questo punto è inutile
nascondersi dietro al dito ma la incapacità del Foggia sotto
rete non fa ben sperare per le prossime gare considerando che,
tabelle alla mano, la salvezza si dovrebbe raggiungere mettendo
in cascina almeno 16 - 17 punti e quindi portando a casa almeno
4 – 5 vittorie. Il Foggia gioca bene, costruisce, ha un
allenatore che sa impostare la gara cambiando le carte in tavola
repentinamente ma, se non si finalizza, se non hai l’uomo con il
fiuto del gol sarà difficile evitare gli spareggi finali. La
sfortuna anche ieri ci ha accompagnato, soprattutto sul palo
interno di Micco ma le azioni sotto rete, considerata la mole di
gioco, sono state 2 o 3 sorvolando sul fatto che qualche
svarione nella difesa rossonera poteva favorire l’eventuale
vantaggio dei padroni di casa che poi sarebbe stato difficile
recuperare soprattutto su quel campo inzuppato. Guardiamo ora ai
prossimi impegni del Foggia: Cosenza in casa, Taranto fuori, poi
Reggiana e Potenza in casa, il tutto prima dell’ultima sosta di
questo campionato; per avere qualche speranza fondata dovremmo
prendere 8 punti nella speranza che la settimana prossima ci
restituiscano il punto di penalizzazione. Bisognerà provare
schemi che consentano di creare gioco a centrocampo con
repentine verticalizzazioni o magari con giochi sulle corsie
laterali che prevedano traversoni per gli attaccanti rossoneri
in modo da creare il maggior numero di occasioni per le punte e
non dover sempre sperare nel gol della domenica di Visone o
magari di Burzigotti o Micco. Intravedere la salvezza a 4 punti
può darci coraggio ma dobbiamo essere consapevoli che le squadre
impelagate lotteranno sino allo stremo magari essendo più
abituate di noi a divincolarsi nelle sabbie mobili con la
lucidità di chi sa vivere questi momenti senza patemi e ansie e
per noi, abituati in primavera a giocarsi i play off, questo
potrebbe rappresentare un problema. Non dimentichiamo infine che
gli scontri diretti potrebbero diventare discriminanti per la
classifica finale ed il Foggia potrebbe essere vincente con il
Giulianova e non con Andria e Marcianise: motivo in più per
darsi da fare per fare in punto in più rispetto agli altri.
Tanti motivi per spingere Ugolotti quindi a darci sotto senza
alibi e a provare schemi più fruttiferi che possano darci i
punti necessari per mandare in archivio positivamente questa
annata balorda.
Alberto
Mangano
Ravenna Foggia 0-0
(e ora cerchiamo di non
strafare)
Un passo alla
volta! Il Foggia guadagna un punto importante a Ravenna sia per
la classifica sia soprattutto per il morale. Bravo Ugolotti che
ha cambiato in corso d’opera, tentando qualcosa in più nel primo
tempo ma sapendo tirare i remi in barca nella ripresa,
consapevole dell’importanza di riuscire a strappare anche un
solo punticino alla squadra romagnola. Alla fine ci è riuscito,
senza rubare niente ma con una partita saggia e ben impostata
soprattutto a centrocampo: Agnelli illumina e, come contro la
Ternana, è stato la piacevole sorpresa di questa campagna
acquisti una volta definita di riparazione. Quindi, se rivedendo
la gara, potrebbe sembrare che il Foggia abbia fatto un passo
indietro sul piano del gioco, al tempo stesso si può
tranquillamente affermare che la squadra ha saputo giocare,
controllare, soffrire, cambiare modulo in corsa e quindi tornare
a casa con le tasche piene. Aspettiamo ora di vedere il vero
Millesi, contiamo nel suo recupero atletico perché un giocatore
del suo calibro deve riuscire a fare la differenza nelle ultime
gare che ci dividono dal fatidico responso del 9 maggio e anche
perché è lui che potrebbe fare da spalla a Ceccarelli che sembra
un po’ troppo isolato in avanti. E’ vero, domenica prossima c’è
una gara difficilissima che potrebbe segnare una svolta nel
cammino del Foggia ma non è il caso di creare tensioni eccessive
nel gruppo: tutto sommato un altro punto in terra campana con
ulteriori 10 gare da disputare di cui 6 tra le mura amiche ,
potrebbe bastare. Sia ben chiaro, bisogna provare a vincere, ad
imporre il nostro gioco ma senza disdegnare la possibilità di
buttare anche il pallone in tribuna se ciò dovesse risultare
necessario per tornare a casa imbattuti. Per fare questo è
sempre necessario impostare la gara a centrocampo perché in
queste gare riesce a fare risultato solo chi sa fare
interdizione a metà campo e al tempo stesso riesce ad
illuminare, con giocate adeguate, il gioco a favore delle punte
che devono cominciare a finalizzare. Quindi è fuori di dubbio la
necessità di fare risultato pieno ma senza strafare magari a
rischio di perdere non solo il punto del pareggio ma vedere una
diretta concorrente allontanarsi di 3 punti ed il Foggia questo
non può permetterselo. L’allenatore è motivato, ha le idee
chiare e deve certamente caricare i propri uomini che per motivi
vari hanno la necessità, per la propria carriera, di non
apparire, nella piazza rossonera, come semplici comparse ma di
dare tutto, ma proprio tutto per la maglia. Infine risulta
doveroso sottolineare la superba prova del portiere Bindi che ha
dimostrato un carattere determinato a dispetto della sua giovane
età che dovrebbe garantirgli un futuro di tutto rispetto: un
grande ragazzo che dopo essersi accollato ogni responsabilità
per la sconfitta scorsa, è riuscito a sventare in più occasioni
marcature avversarie che avrebbero potuto compromettere in modo
irreversibile l’andamento dell’incontro. E’ con ragazzi come
lui, con la determinazione del gruppo ma soprattutto col cuore
che dobbiamo provare a salvare questo maledetto campionato.
Alberto
Mangano
Foggia Ternana 1-2
La squadra esce tra gli applausi: questo l’epilogo di una
giornata che lascia ai tifosi rossoneri l’amaro in bocca per la
buona prestazione della squadra che però non ha portato a casa i
frutti sperati. Ad una squadra frutto di una radicale
rivoluzione forse non si poteva chiedere di più ed il pubblico
l’ha capito, l’ha incoraggiata e l’ha applaudita: la gente che
capisce di pallone, come quella di Foggia contesta ed applaude
indipendentemente dai risultati ed oggi la squadra meritava di
essere encomiata. Questa squadra si poteva immaginarla ad inizio
stagione? Chi lo può dire? Di certo a gennaio è più facile,
anche dal punto di vista economico, convincere calciatori a
trasferirsi a Foggia perché magari delusi dalla propria squadra
o che magari non riescono ad esprimere al meglio le proprie
potenzialità. Ecco, oggi abbiamo visto finalmente una squadra,
il lavoro di un signor tecnico e ragazzi, con la voglia di
riscatto, che hanno dato tutto, forse anche oltre le proprie
capacità atletiche, considerato che alcuni di loro non
disputavano una gara da un bel po’. Certo gli applausi di fine
gara devono comunicare a calciatori e tecnico che la gente è con
loro, che nessuno molla ma da ora purtroppo gli applausi
potrebbero non bastare valutando l’attuale posizione in
classifica del Foggia: ci aspettano gare proibitive ma da oggi
sappiamo che un gioco c’è, che la qualità c’è e che soprattutto
il gruppo c’è con la voglia di far bene per tirarsi fuori dalla
melma. Dei nuovi possiamo dire bene di Visone e non solo per lo
strepitoso gol, possiamo dir bene di Agnelli, almeno nel primo
tempo, capace di dettare i tempi alla squadra come D’Amico, ma
riuscendo anche a giocare più con la testa alta, cercando quindi
di proporsi come uomo assist; Millesi ha buone qualità ma
sicuramente non è ancora in forma: non è da lui cincischiare
sotto porta con la palla tra i piedi e forse dovrebbe cercare un
po’ più spesso il compagno libero invece di cercare di portar
palla; forse qualche problema oggi lo abbiamo avuto in difesa
dove Artipoli spesso è sembrato timoroso, soprattutto quando ha
capito che il Bindi di oggi non dava sicurezza al reparto e
quindi aspettiamo di vedere all’opera Di Dio che dovrebbe dare
una maggiore sicurezza non foss’altro per la maggiore
esperienza. Ceccarelli ha fatto poco, ha avuto poche palle
giocabili, ma si è visto che è un giocatore che sa attaccare gli
spazi e portarsi l’uomo favorendo magari gli inserimenti dei
compagni. Desideri e Morini hanno fatto vedere buone cose ma
sono entrati in un momento difficile della gara per cui diamo a
tutti una settimana in più e riparliamone con maggiori elementi
a disposizione. Infine è giusto applaudire anche il portiere
Bindi che in più di un’occasione quest’anno ha salvato il
risultato ed una giornata storta aiuta a crescere se è vero che
anche Toldo in Coppa Italia ne ha avuta una analoga. Coraggio e
guardiamo avanti: ci sono i presupposti per tornare ad esultare,
non solo ad applaudire!
Alberto Mangano
Lanciano Foggia 0-0
Non si poteva sperare in
niente di più a Lanciano con l’attuale rosa a disposizione di
mister Ugolotti: uno 0-0 strappato con tutte le forze e alla
fine forse pure meritato. E’ stata veramente una brutta partita
condizionata sicuramente dalla posta in palio tra due squadre
comunque in crisi e che cercavano una svolta. Certo il Lanciano
ha avuto qualche occasione in più ma al solito un Bindi attento
è riuscito ancora una volta a salvare il salvabile. Pretendere
azioni sotto porta da parte della compagine rossonera era troppo
con un attacco inesistente, con Mattioli evanescente e Caraccio
troppo solo tra le maglie della difesa abruzzese. Quindi
giustissimo nel secondo tempo arretrare il baricentro cercando
di riuscire a portare il punto a casa preziosissimo in questo
momento del campionato anche sotto il profilo psicologico. E’
ovvio che da domani si dovrà necessariamente rinforzare la rosa
anche dal punto di vista numerico per dare al nuovo allenatore
la possibilità di fare scelte ed operare sostituzioni durante le
gare. L’unico acquisto che il Foggia aveva fatto era il
difensore Troise che, forse perché non tutelato più da un
allenatore amico, ha pensato bene di lasciarci immediatamente
dopo l’arrivo del nuovo tecnico compromettendo di fatto la
possibilità di vedere Goretti schierato un po’ più avanti nello
scacchiere e di fatto risolvendo anche qualcosa a centrocampo:
che questa vicenda sia di monito per il futuro del mercato
rossonero perché qui ci interessano calciatori motivati e non
vecchi tromboni in cerca di spiagge dove svernare. In definitiva
il punto di oggi è quindi salutare per come si era presentato il
Foggia in campo (con mezza panchina in prestito dalla Berretti)
ma è normale che tutto ciò non potrà avvenire continuativamente;
i rinforzi servono, Ugolotti li ha chiesti e dovranno essere
disponibili già a partire dalla prossima gara che si presenta
difficilissima: dalle sabbie mobili si può uscire, l’Andria
sembra averlo fatto e la società ha il dovere di farlo e anche
in fretta per riuscire a salvare un campionato che, visti i
valori, con un po’ più di attenzione in estate, poteva avere
facilmente un esito più roseo per i nostri colori e per il
nostro blasone.
Alberto Mangano
Foggia
Andria 0-2
E’ buio pesto: la
sconfitta di oggi riconsegna alla piazza un Foggia inconcludente
e irritante dopo che forse la vittoria di Giulianova aveva
illuso più di qualcuno. Oggi il Foggia invece perde
meritatamente contro una diretta concorrente ma soprattutto
perde il vantaggio dello scontro diretto, qualora, a fine
campionato, si dovesse ricorrere, per stabilire gli esiti
finali, agli scontri diretti. Nessuno poteva prevedere un
patatrac di tale portata, non solo per il risultato che poteva
anche essere di proporzioni superiori, quanto per il fatto che
la squadra non ha reagito, non ha mai dato la sensazione di
poter recuperare, di sfruttare qualche occasione sotto rete:
niente di niente. Le dichiarazioni di Porta a fine gara parlano
della possibilità di raggiungere la salvezza grazie a 6 vittorie
da realizzare da qui sino al 9 maggio: ma con quale gioco? Con i
gol di chi? Probabilmente dovremo affidarci ai favori della dea
bendata o ai miracoli che sinora fa solo l’estremo difensore
Bindi. Allora dobbiamo essere seri e capire che oggi abbiamo la
seria possibilità di perdere tutte le restanti gare e finire
inesorabilmente ultimi perché o i calciatori in campo non
riescono ad esprimere quello che la guida tecnica chiede, oppure
dobbiamo pensare che la guida tecnica non è in grado di
trasferire le proprie convinzioni sul campo ed assistiamo quindi
a gare come quelle di oggi dove il Foggia resta in balìa di una
sua concorrente (non la prima della classe) che poteva chiudere
la gara almeno con un paio di gol in più. Certo qualcuno dovrà
spiegarci l’inserimento di Sgambato con l’avanzamento di Micco a
centrocampo per poi,dopo 10-15 minuti, tornare a Micco dietro
con Quadrini in campo:: in tutto ciò il Foggia brucia due
sostituzioni sacrificando una punta , Mattioli con una passivo
da recuperare per poi ritornare alla punta in più inserendo
Caraccio. Sembra quindi che ci sia una confusione totale, che
ognuno possa fare tutto quello che vuole e desidera, a discapito
dei compagni ed infangando la maglia del Foggia. Alla vigilia di
due trasferte che si annunciano proibitive la situazione è
drammatica e non si vede una via di uscita: una partita che si
vince fuori e un disastro in casa (sarà stata la partita più
brutta?) con un pubblico che sembra ormai rassegnato al peggio e
forse non ha più neanche la voglia di protestare o contestare.
Ora come ora non sarebbe il caso che i due tecnici, capaci di
offrire tale spettacolo, non facciano un passo indietro e
lascino la squadra nelle mani dell’amministratore Francavilla?
Il buon senso direbbe questo senza cercare di stilare programmi
di vittorie da qui alla fine del campionato che rasentano il
ridicolo dopo una prestazione come quella di oggi. C’è da
imparare da mister Papagni che, nonostante il vantaggio e la
possibilità di portare a casa i tre punti fondamentali per il
cammino della squadra barese, è tornato ad inizio ripresa con
una squadra che continuava a fare gioco e a proporsi dalle parti
di Bindi invece di preoccuparsi di difendere il minimo
vantaggio: onore ai vincitori e commiserazione per i vinti che
oggi hanno lasciato in tutti i presenti la triste certezza che
la quarta serie possa essere una reale possibilità per i colori
rossoneri.
Alberto Mangano
Foggia:
che sarà il 2010?
Si ritorna a giocare,
forse a soffrire magari a gioire… chi lo può dire? Certamente
stiamo in una fase strana, che lascia riflettere, che dà lo
spazio a tante interpretazioni. Facciamo un po ‘ di chiarezza:
l’ultima partita del 2009, persa in casa con la capolista, ci
regala un penultimo posto in classifica, una graduatoria ormai
spaccata in due tronconi dove otto squadre giocheranno per
evitare ultimo posto e play out; lo staff tecnico decide di dare
alla squadra circa 10 giorni di riposo forse per allentare la
tensione o forse per festeggiare mentre tutte le altre
approfittano per un richiamo di preparazione; inizia il mercato
di gennaio ed il Foggia comincia sostituendo in difesa Cuomo con
Troise mentre in attacco si decide di fare a meno delle
prestazioni di Di Roberto; la società di fatto non c’è più, si
aspetta un acquirente che ogni tanto tenta di affacciarsi ma lo
stesso poi svanisce nel nulla; di certo c’è il fatto che gli
otto, o forse quattro, o chissà quanti, a giugno lasciano il
tutto senza provvedere all’iscrizione al campionato. Pare che
dovremmo avere indietro un punto che ci è stato tolto
ingiustamente: ma chi dovrebbe provvedere a restituire il
maltolto è lo stesso che doveva penalizzare il Crotone l’anno
scorso? Mi viene da chiedere: c’è da stare allegri? Ci sono
reali possibilità che quello che ormai appare come il miracolo
della salvezza possa avverarsi? Siamo alla resa? A chi giova
tutto questo? Purtroppo a questo punto possiamo anche pensare
che il Foggia a Giulianova faccia il risultato pieno, che vinca
tutte le partite di qui alla fine del campionato e che si
inserisca anche tra le squadre che si giocheranno i play off per
la B ma i fatti sono questi e c’è poco da stare allegri. Noi
siamo fiduciosi perché crediamo nei miracoli ma è anche triste
dover constatare che non c’è stata nemmeno la buona volontà per
evitare che si arrivasse al miracolo.
Alberto Mangano
Spal
Foggia 0-0
Non è stata una partita
che passerà alla storia quella disputata ieri a Ferrara tra la
Spal e il Foggia: gara noiosa, con pochissimi spunti di cronaca
che però dà ai rossoneri un punto prezioso soprattutto perchè
ottenuto fuori casa contro una diretta concorrente per la
salvezza. Si può senz’altro aggiungere che il Foggia non prende
gol da tre gare e continua la sua serie positiva per quel che
riguarda i risultati; certamente constatare che nel primo tempo
il possesso di palla è stato soprattutto degli uomini di Porta
che tuttavia non sono riusciti a far annotare un numero
sufficiente di occasioni sotto rete, dovrebbe far riflettere la
guida tecnica. Il Foggia riusciva a far girare palla sino alla
tre-quarti lasciando i centrocampisti incapaci a lanciare le
punte che non si organizzavano ad aggredire gli spazi o a creare
punti di riferimento. Il centrocampo, pur senza Velardi, ma con
Mancino più indietro del solito e con Colomba che veniva
preferito a Ferrari o a Carraccio, ha retto sicuramente e contro
la Spal la partita andava gestita così però mangiarsi le mani
solo per una traversa colpita da un difensore in azione
solitaria, fa molta rabbia considerando la totale inconsistenza
della squadra avversaria soprattutto nella prima frazione di
gioco. Nel secondo tempo la gara si fa più equilibrata poiché il
Foggia arretra, fa meno pressing e rischia qualcosa in più:
quindi non è certo la Spal che si organizza, ma è la squadra
ospite che offre la possibilità agli avversari di tentare
l’impostazione. Quindi si stava quasi per soccombere nonostante
la enorme differenza tecnico-tattica del primo tempo, e grazie
soprattutto all’espulsione di Salgado che denota poca
tranquillità nella squadra, cosa che con quella classifica non
si può nemmeno ipotizzare. Noi vogliamo continuare a vedere il
bicchiere mezzo pieno ma, soprattutto in vista della prossima
gara interna contro la capolista bisognerà ripartire dal
pressing del primo tempo, dal raddoppio sul portatore di palla
per mantenere il gioco lontano dalla nostra difesa e soprattutto
da un centrocampo non affidato solo e sempre ai soliti Velardi e
D’Amico ma rinforzato magari anche a scapito di una punta visto
che il cileno dovrà accomodarsi in tribuna. Forse così, nella
speranza che qualche tiro da fuori trovi il giusto compenso,
potremo imbrigliare gli scaligeri e continuare la serie
positiva.
Alberto Mangano
Foggia
Cavese 0-0
Un punto, solo un misero
punticino contro una diretta avversaria, nella gara che ci
avrebbe allontanato dallo spettro dei play out ma anche e
soprattutto da quello dell’ultimo posto. Le ultime buone
prestazioni avevano fatto sperare in orizzonti più tranquilli,
in mari meno tempestosi ed invece il pareggio contro la Cavese
ci riporta con i piedi per terra, ci consiglia ancora una volta
di guardarci alle nostre spalle. Diciamoci la verità, oggi si è
assistito ad una brutta partita, ad un match di serie C che ha
offerto molto poco alla cronaca e qualche decisione affrettata
del direttore di gara non deve nascondere i problemi di questa
squadra che non ha praticamente creato niente sotto la porta
avversaria a causa della scarsa vena dei propri attaccanti ma
anche perché oggi la squadra era molto lunga con i soli D’Amico
e Velardi a fare un gran lavoro di interdizione. Purtroppo oggi
si è persa una grande occasione e le grandi squadre, si sa, sono
tali perché approfittano delle occasioni al momento opportuno e
oggi l’occasione era ghiotta e meno male che, considerato il
fatto che le occasioni più favorevoli le hanno avute gli ospiti,
la partita non ha preso una piega diversa. Non dobbiamo quindi
lamentarci se il Foggia non riesce a vincere a Pescara perché,
con quella classifica, bisogna pensare a lottare con le tue
concorrenti dirette e, poiché contro di esse noi soffriamo e non
poco, bisogna veramente stare attenti perché si rischia di
perdere terreno anche nella valutazione degli scontri diretti
che, in una classifica corta, potrebbero essere maledettamente
determinanti. Bisogna imparare a lottare, a sacrificarsi
evitando giocate spettacolari ma riuscire a pressare sul
portatore di palla, aggredire con maggiore intensità evitando,
soprattutto in casa, che gli avversari possano proporsi in
avanti. Probabilmente potrebbe essere più giusto e gratificante
rafforzare il centrocampo a discapito di una punta perché è
palese che con questo modulo non riusciamo ad avere occasioni e
allora evitiamo che le stesse le possano avere i nostri
avversari.
Alberto Mangano
Foggia
Portogruaro 2-1
Grande vittoria della
squadra rossonera contro una delle prime di questo girone B. Gli
uomini di Porta e Pecchia portano a casa tre punti preziosissimi
in chiave salvezza anche se gli stessi non servono ad uscire
fuori dal tunnel e l’impressione è che, finchè la squadra non
troverà una certa continuità nei risultati, si lotterà sino
all’ultima giornata. In effetti la partita non si era messa
subito bene: il Foggia schiera due punte con due esterni,
Mancino e Di Roberto che hanno difeso poco e quindi è sembrato
di vedere un modulo 4-2-4 con Velardi e D’Amico a sudare sino
allo stremo per mantenere da soli il centrocampo; ma non è più
tranquillo un 4-4-2 indipendentemente dal risultato di oggi?
Comunque si vede un brutto Foggia, svogliato e timoroso sino al
gol dei veneti che segna un po’ la svolta della gara; da quel
momento in poi si vede un Foggia capace di aggredire e lottare
su tutte le palle approfittando anche di un Portogruaro che va
in bambola regalando palle agli avversari con errori grossolani
che ci indicano ancora una volta che questo campionato, tranne
pochissime eccezioni, è fortemente livellato al punto che oggi
in campo non si notava assolutamente la forte differenza tra la
terza e la penultima squadra in classifica: motivo in più per
rammaricarsi per quello che poteva essere e che certamente non
sarà. Non cantiamo assolutamente vittoria perché dopo Reggio
Emilia c’è Potenza e dopo Rimini il Pescina per cui con serenità
affrontiamo domenica il Pescara cercando di giocare con un
pressing alto sui portatori di palla senza perdere la tensione
in difesa perché si affronta una squadra sicuramente valida e
seriamente indiziata per la vittoria finale. Cerchiamo quindi di
mantenere la concentrazione evitando di affrontare ora discorsi
diversi da quelli che riguardano il calcio giocato perché
dobbiamo uscire subito dalle sabbie mobili senza far troppi
conti sulla restituzione del punto di penalizzazione. I tifosi
hanno incitato, hanno contestato, hanno invitato ad onorare la
maglia, a cacciar fuori gli attributi ed oggi forse la squadra
ha meritato anche se, con una caterva di occasioni maturate
nella metà campo dei veneti, bisognava chiudere la partita prima
perché alla fine dobbiamo ringraziare un grande intervento di
Bindi che riesce a difendere i tre punti che sicuramente sono
ampiamente meritati; continuiamo con grinta e carattere e
sicuramente riusciremo a raggiungere la meta prefissa, il
risultato minimo ma necessario per salvare questa stagione
balorda.
Alberto Mangano
Pescina
Foggia 2-0
Il Foggia cade nuovamente in
campionato e lo fa in trasferta contro il Pescina squadra che,
per rappresentare un piccolo comune dell’Abruzzo, si affida a
calciatori esperti che hanno calcato, in un recente passato,
l’erba degli stadi del massimo campionato italiano. Il Foggia
arrivava in Abruzzo con tante speranze tese soprattutto ad
abbandonare le ultime posizioni della graduatoria dopo la
sonante vittoria contro il Rimini per 3-0. La squadra rossonera
subisce in avvio il gol del vantaggio dei padroni di casa ma non
si arrende e tenta la rimonta impastendo manovre che però non
vengono mai finalizzate. E’ bastato un Salgado sofferente tra le
maglie della difesa del Pescina, per annotare nella prima
frazione un grande possesso di palla ma pochissime vere
occasioni da gol. Nella ripresa, mentre si aspettava la reazione
degli uomini di Porta, si assiste ad un gioco abulico e
inconcludente anche da parte dei nuovi innesti. Il Foggia prende
il secondo gol e, grazie ad alcune pregevoli parate di Bindi,
riesce a contenere il risultato evitando la goleada e non dando
mai l’impressione di poter invertire l’andamento della gara. Un
grosso passo indietro del Foggia oggi che deve far riflettere
soprattutto per il cammino che ci aspetta da domenica prossima
in avanti. Se si vuole vincere, se si vuole rimediare ad un
risultato che appare in salita durante un incontro bisogna
proporsi in area avversaria perché il solo Salgado non può
sempre da solo risolvere le partite a nostro favore: gli
avversari riescono a prendere le misure all’attaccante cileno ed
il Foggia non riesce più a creare una sola azione da gol.
Usciamo mesti e sconsolati da uno stadio, quello di Avezzano,
con pochi intimi, non da un campo caldo e fastidioso come quelli
del centro-sud, come quello di Cava. Oggi i ragazzi potevano
giocarsela sino alla fine, alla pari, senza condizionamenti
psicologici ed invece la brutta prestazione ci fa capire che
oggi siamo riusciti ad essere più deboli del Pescina, squadra
che comunque non aveva avuto un grande inizio di campionato
soprattutto tra le proprie mura. Ormai abbiamo capito che a
Foggia non ci sono più la capacità economiche sia per cambiare
la guida tecnica sia per prevedere qualche ulteriore innesto:
questo significa che, stando così le cose, bisogna affidarsi
alla buona sorte nella speranza di riuscire a strappare qualche
punticino qua e là sino alla fine del campionato. Sappiamo che
sarà dura, molto dura ma, se questo passa il convento…
Alberto Mangano
Foggia
Rimini 3-0
Vittoria doveva essere e
vittoria è stata: il tabù Zaccheria è stato sfatato e il Foggia
rifila tre gol al Rimini in una gara sicuramente non bella ma
che doveva dare la vittoria ai padroni di casa che oggi lasciano
volentieri l’ultimo posto in classifica ma soprattutto si
riprendono dal punto di vista morale. Il nuovo modulo varato da
mister Porta sembra più adatto alle caratteristiche tecniche dei
propri uomini anzi, nel secondo tempo, quando il centrocampo si
è rafforzato con l’innesto di Velardi al posto di Ferrari, si
sono viste le cose migliori del Foggia. In effetti, anche se la
gara è sembrata in discesa grazie all’ennesima perla di Salgado
in avvio, nel primo tempo gli ospiti hanno creato di più
cercando di impegnare l’ottimo Bindi in più di un occasione e,
all’intervallo, i rossoneri sembravano quasi in affanno nei
confronti dell’avversario. E’ bastato arretrare il baricentro ed
addirittura si sono viste le cose migliori in attacco con una
palla che alle volte girava secondo geometrie precise, come non
si vedeva da tempo. Il fosso è stato saltato? Assolutamente no,
abbiamo solo messo tre punti in carniere ma, certamente ci sono
cose ancora da rivedere per giungere senza eccessive sofferenze
alla sperata salvezza: oggi per esempio in più di un occasione
si è cercato di raggiungere Salgado e Di Roberto con lanci
lunghi dalla tre-quarti rossonera che, o venivano intercettati
dai centrali della difesa romagnola, oppure passavano ma
schizzavano a causa del campo scivoloso; con la palla a terra e
con un centrocampo così infoltito si poteva facilmente far
salire la squadra e su questo siamo certi che la guida tecnica
avrà da discutere in settimana. Bisogna non perdere la
concentrazione e ritornare in campo con la stessa determinazione
per raggiungere, grazie ad una classifica corta, tranquillamente
la metà della classifica e vivere finalmente una primavera
tranquilla. Meritano sempre un encomio i tifosi che hanno
incitato la squadra ininterrottamente e l’auspicio è quello di
riuscire a vedere ancora più gente allo stadio perché mai come
quest’anno è decisivo il dodicesimo uomo in campo ma per
arrivare a ciò è necessario fare risultato e far rinascere
quegli entusiasmi che latitano a Foggia ormai da troppo tempo.
Infine la società, con una scritta sulle maglie, ha voluto
ricordare la assurda tragedia del palazzo di viale Giotto che
colpì la nostra città esattamente 10 anni fa: iniziativa
lodevole che deve farci sentire oggi, ancor più di ieri, vicini
a questi nostri fratelli che ormai ci guardano da lassù.
Alberto
Mangano
Potenza
Foggia 2-1
Con il Ravenna più di
qualcuno aveva detto di non illudersi, che la gara l’aveva vinta
soprattutto Salgado il quale aveva estratto il classico coniglio
dal cilindro come non gli capitava da un po’; ebbene questa
gente ha avuto ragione a non illudersi, a rimanere con i piedi
per terra, che la zona bassa era vicina e che si poteva
raggiungere; credevamo che poteva non essere così, invece il
fanalino di coda Potenza, che non vinceva dalla seconda di
campionato, ci mette in mezzo ad una strada con un risultato che
poteva essere ancora più rotondo se l’estremo Bindi non avesse
compiuto un miracolo prima del gol di Mancino che poteva
riaprire la gara. Ora poco importa se siamo ultimi o penultimi,
di certo la zona salvezza è a 3, meglio a 4 punti: se non si
riacchiappa il gruppone si rischia di dover giocare solo per
determinare l’eventuale posizione nella griglia dei play out o
di evitare la retrocessione diretta. Cosa non funziona nella
squadra? Sembra evidente che non esiste un gioco ordinato, una
benché minima organizzazione di gioco e, in una partita che
sembrava essere già uno spareggio, il Foggia riesce a non
impensierire praticamente mai il portiere avversario: certo
Mancino oggi poteva diventare il Salgado di Ravenna con una
doppietta ed un bel gol in acrobazia, ma la prestazione sarebbe
rimasta mediocre e nettamente al di sotto della sufficienza;
cosa combineremmo oggi in una spareggio play out? Attualmente, è
inutile negarlo, siamo la squadra più scarsa del girone, squadra
che magari vanta anche due vittorie in trasferta nelle quali
però, se avesse perso, c’era poco da obiettare. La difesa
continua ad essere un disastro anche per le prestazioni non
eccellenti dei due nuovi Micco e Carboni, un centrocampo che non
fa filtro ed un attacco che manca della punta centrale, presente
in tutte le compagini indipendentemente dal modulo di gioco;
certamente Ferrari non era al meglio, ma se era in panchina,
forse a 5 minuti dalla fine avrebbe potuto tentare
l’impossibile, piuttosto che far entrare un difensore, Cuomo, ed
avanzare Burzigotti a fare il centravanti. Ma chi può darci una
spiegazione? A chi giova questo silenzio stampa? Qui si rischia
di sprofondare in C2 senza società e senza organico,
praticamente di entrare nell’anticamera del terzo fallimento
nella storia del Foggia (forse rappresenterebbe un record). Con
quale spirito vivremo questa settimana che ci separa dal match
con il Rimini? Chi può dirci se val la pena di crederci ancora
oppure si è mollato tutto? Di certo proprio la partita di oggi
diventa la più preoccupante tra quelle disputate perché di
fronte avevamo quella che era considerata la squadra peggiore
della categoria ma noi siamo stati bravi a sottrarre loro questo
poco nobile scettro.
Alberto
Mangano
Reggiana
Foggia 3-4
Finalmente una bella
partita! Emozionante, intensa e che alla fine ha visto prevalere
il Foggia in quello stadio che lo vide disputare la sua ultima
gara in serie A. Ebbene, contro tutte le previsioni, la squadra
rossonera ritrova i tre punti ed un Salgado che disputa forse la
sua migliore partita da quando è giunto in Capitanata. Pensare
di aver saltato definitivamente l’ostacolo è da folli anche
perché le quattro sconfitte consecutive e gli striminziti
pareggi casalinghi pesano ancora sull’attuale classifica.
Certamente il morale comincia a salire, tutto sommato qualcosa
di positivo sul gioco espresso si è visto ma gli svarioni
difensivi soprattutto a destra e al centro che hanno portato gli
avanti amaranto più volte vicini alla realizzazione meritano una
attenta riflessione a partire dalla ripresa degli allenamenti.
Riconosciamo che oggi la dea bendata in più occasioni ci ha
strizzato l’occhio perché se, soprattutto nel finale, la
Reggiana avesse pareggiato, di certo non avrebbe rubato nulla:
ma il calcio si sa è così, una domenica ti leva ed un’altra ti
regala. Per fortuna oggi, a mente serena e con tre punti in
saccoccia, Porta e Pecchia dovranno valutare probabilmente altre
soluzioni in difesa perché molto, ma molto spesso gli attaccanti
avversari si trovavano soli davanti a Bindi il quale ha dovuto
fare gli straordinari per arginare i numerosi attacchi da parte
di una squadra apparsa sicuramente non trascendentale e che in
futuro potrebbe avere problemi con squadre più quadrate ed
attente. Come si diceva oggi è il gran giorno di Mario Salgado
capace, con la sua tripletta, di trascinare i suoi alla vittoria
e regalando due perle ai presenti allo stadio che hanno
ricordato giocate di calciatori sudamericani più famosi di lui:
abbiamo ritrovato il Salgado che avevamo perso? Tutti lo
speriamo perché, con un fuoriclasse di quella portata, possiamo
veramente tirarci fuori dalle sabbie mobili della zona play out
ma bisogna dimenticare in fretta la gara del Giglio e
concentrarsi per affrontare la prossima, quella che ha già il
gusto dello spareggio, che si svolgerà a Potenza e proprio da
quella gara potrebbe ripartire il nostro campionato con un po’
più di attenzione dietro, confidando anche nel ritorno di
Carboni, e mettendo in campo quei ragazzi che hanno dimostrato
in casa con il Taranto ed in trasferta oggi di lottare sino
all’ultimo senza mollare mai. Grazie ragazzi e grazie Salgado
per la bella giornata che avete voluto regalare ai vostri tifosi
che sono accanto a voi per superare definitivamente questo
bruttissimo momento.
Alberto
Mangano
Cosenza
Foggia 4-0
Se qualcuno pensava che
la settimana appena trascorsa poteva creare una sorta di svolta,
se non altro psicologica, per cercare di raccogliere qualcosa di
positivo nella trasferta calabrese, ebbene questo qualcuno è
rimasto ancora una volta deluso dalla prestazione offerta dal
gruppo guidato dal duo Pecchia Porta. La squadra affonda davanti
a circa 200 supporters rossoneri che a fine gara decidono di
voltare le spalle alla squadra in senso di pacifica e legittima
protesta. Un 4 a 0 e la quarta sconfitta consecutiva affondano
sembra in maniera definitiva una squadra allo sbando totale e
sempre in balìa degli avversari. Oggi, così come domenica scorsa
contro il Marcianise, non si intravedono spiragli positivi per
il futuro e un eventuale , oggi improbabile, salvezza può
passare solo attraverso un cambio alla guida tecnica e rinforzi
dimostratisi ancora una volta indispensabili. Purtroppo, però,
se la società ha deciso di mollare definitivamente, tutto ciò
non potrà avvenire perché si andrebbe oltre la somma destinata
dagli 8 soci per la normale amministrazione. Sicuramente, anche
per rispetto di chi ha sottoscritto l’abbonamento, e quindi ha
firmato un assegno in bianco, la società ha il dovere di non
chiudersi nel silenzio e di affrontare le telecamere per
spiegare il da farsi perché queste persone,
il cui impegno in questi anni non è in discussione, hanno però
preso una squadra in C1 e il raggiungimento di 3 finali play off
non giustifica il fatto di abbandonare la squadra che ,
agonizzante, sta perdendo anche la categoria. Allora, non si può
lasciare così come si lascia un azienda qualunque: c’è una
storia da onorare e dei colori da rispettare e si ha il dovere
di ringraziare quei tifosi che, numerosi, si sobbarcano
chilometri e chilometri la domenica invece di seguire la
squadra, come tanti, comodamente seduti in salotto. Nessuno ha
prescritto a nessun altro di avventurarsi nel calcio ma, una
volta preso un impegno, bisogna cercare di farlo con passione e
responsabilità per il rispetto di tanti che hanno dato fiducia a
queste persone. Lo spettacolo di Cosenza è per la quarta volta
consecutiva indecente e probabilmente è fortemente al di sotto
anche della normale amministrazione. Chi è che ha avuto la
splendida idea di far giocare Torta a Foggia e spedire Posillipo
chissà dove? Ma sui limiti tecnici di questa squadra e anche
sulla incapacità di creare uno schema che preveda tre passaggi
consecutivi ci si potrebbero scrivere capitoli e capitoli ma
oggi è necessario fare due + due e chiarire se c’è la
possibilità di modificare qualcosa in campo o dobbiamo solo
sperare che questi signori si allontanino da via Napoli? A
questo punto conviene allora lanciare un appello a tecnici e
calciatori oggi senza contratto e che magari hanno fatto parte
in passato della nostra famiglia affinchè possano tornare in
Capitanata, sia chiaro a titolo GRATUITO, per tentare di evitare
la retrocessione: la città sarebbe loro grata in eterno e
verrebbero riportati tutti sui libri della storia rossonera.
Pensate che sia utopistico? Io voglio ancora credere che non sia
così.
Foggia
Real Marcianise 1-3
Vergognatevi!
Con questo grido unanime si è conclusa la gara con il Real
Marcianise, ma probabilmente si e concluso un ciclo, uno dei
tanti nei quasi 90 anni di storia dei colori rossoneri. Da un
po' di tempo avevano mollato i soci ma dopo la catastrofica gara
dello Zaccheria sembra che siano in tanti a voler abbandonare la
nave che affonda. C'e da salvare almeno la categoria ma se il
Marcianise giunto a Foggia rappresentava il classico fanalino di
coda, l'impresa a questo punto risulta essere assai ardua ed
insidiosa. D'altro canto la squadra ha manifestato dei grossi
limiti sul piano del gioco ma soprattutto ha evidenziato carenze
tecniche dei singoli calciatori in balìa totale degli avversari
ed incapaci anche delle giocate più elementari; probabilmente
quest'anno si è osato troppo realizzando un cocktail tra
"fenomeni" che giocano svogliati e desiderosi di cambiare aria e
che alla fine passeggiano per il campo e ragazzi inesperti che
magari danno il massimo che è purtroppo insufficiente per quello
che questo pubblico si attende; il tutto poi condotto da due
tecnici inesperti che non sono in grado di gestire una
situazione diventata ormai difficilissima. Sicuramente questo è
il prezzo da pagare dopo tre play off buttati al vento, tre
occasioni che avrebbero potuto cambiare il corso della storia e
che invece potrebbero mettere la parola fine al calcio a Foggia:
non si tratta di essere disfattisti o qualunquisti ma in una
città con mille problemi, con l'immondizia che giace abbandonata
agli angoli delle strade, pensare di trovare forze fresche
capaci di risollevare le glorie dell' US Foggia, diventa
veramente una impresa a dir poco irrealizzabile. La società?
Sicuramente ha messo fuori dei soldi ma forse andavano
distribuiti in modo diverso evitando di dare carta bianca a
Salerni con più di un contratto troppo oneroso per la categoria,
e chiedere oggi un campionato che preveda una salvezza
tranquilla con un gruppo di ragazzini di buona volontà; c'e
veramente poco da stare tranquilli, all'orizzonte non sembra
palesarsi un nuovo sodalizio e le prospettive di vanificare
quella grandiosa cavalcata che fu sapientemente guidata da
mister Marino, sono purtroppo maledettamente fondate.
Alberto
Mangano
Foggia
Ravenna 1-2
Il Ravenna viene e vince
senza sudare più di tanto: di fronte si trova un avversario
evanescente e senza idee che invece di riscattare la brutta
scoppola di Terni riesce a peggiorare la propria situazione sia
nel morale sia soprattutto in classifica. Oggi non si riescono a
trovare giustificazioni per una partita brutta che ha
evidenziato in maniera netta alcuni limiti, anche tecnici, nella
squadra guidata dal duo Porta-Pecchia. Dopo il vantaggio ospite
non c’è stata alcuna reazione in campo e la gara è stata
raddrizzata dal bel gol di Goretti che ci dice che forse un po’
di esperienza in campo non guasterebbe. Guardiamoci seriamente
alle spalle, affrontiamo il Real Marcianise consapevoli che
siamo già ad uno scontro diretto e soprattutto non pensiamo ai
punti che ci separano dalla vetta perché sarebbe l’errore
imperdonabile che potrebbe farci sprofondare. Oggi si è vista
una squadra capace di reagire solo ad inizio della ripresa,
probabilmente caricata dai tecnici, ed infatti è sembrato che da
un momento all’altro si potesse esultare per il gol vittoria; ed
invece dopo il gol mancato di Di Roberto ed un tiro dalla
distanza di Salgado, si è tornati ai lanci lunghi, ai falli
inutili e ai dribbling inutili; non si è vista una trama di
gioco, non si è mai vista la possibilità di ribaltare il
risultato se non nel finale con quel tiraccio di Mancino. Forse
è giusto salvare solo la prova di Salgado che, se non altro, si
è mosso bene in avanti ma che si è ritrovato sempre solo senza
un compagno che riuscisse a liberarsi per un eventuale appoggio.
Alla fine della gara, un pubblico sempre inneggiante per tutti i
90 minuti ha fischiato la squadra in maniera civile e all’uscita
dello stadio i volti erano quelli di chi ormai, deluso da
promozioni svanite per poco negli ultimi anni, si trova a
gestire una situazione nuova, mortificante e forse difficile da
affrontare. Sappiamo che la società difficilmente tornerà sul
mercato, anche quello degli svincolati, e allora stringiamo i
denti, riconsideriamo bene le nostre ambizioni ed incrociamo le
dita: quest’anno ci tocca soffrire più degli altri anni ma il
tifoso rossonero non si tira indietro ed è sempre pronto a
stringersi intorno alla squadra nei momenti difficili.
Alberto Mangano
Ternana Foggia
4-1
Il Foggia
raccoglie la prima sconfitta del campionato e lo fa nel peggiore
dei modi cancellando in soli 90 minuti tutto quello che di buono
era stato detto intorno a questo giovane gruppo. Ad onor del
vero il Foggia aveva anche incominciato la gara con il piglio
giusto riuscendo ad imporre il proprio gioco imbrigliando gli
avversari e collezionando alcune occasioni da gol; e tutto
sommato, nel primo tempo, il pareggio poteva starci
tranquillamente. Ma nella ripresa la squadra ha evidenziato
tutte le proprie lacune e i propri limiti nei confronti di una
squadra che ha saputo trafiggere gli ospiti rimasti in dieci ma
soprattutto senza idee, evanescenti e inconcludenti.
Probabilmente non andava tutto bene nelle prime gare cosi come
non va tutto male dopo la disfatta del Liberati e la partita di
mercoledi potrà dirci dove possono arrivare Porta e Pecchia con
questo gruppo. Certo che una squadra matura non può farsi
prendere dal panico quando vede le cose che non si mettono nel
verso giusto così come è successo subito dopo il secondo gol
rossoverde. Oggi non possiamo più dire che il Foggia va bene in
trasferta e soffre in casa, così come non possiamo più dire di
avere la difesa meno perforata della categoria. Bisogna
ammettere che le squadre che avevamo incontrato fino alla scorsa
gara probabilmente erano di una levatura inferiore alla Ternana
e che dobbiamo imparare a restare con i piedi per terra quando
un risultato ci esalta e cercare di reagire dopo una disfatta
come quella di Terni. Certo può essere che la sosta di domenica
scorsa può averci fatto perdere la condizione, la tensione ma
fatto sta che, almeno nel secondo tempo, si è vista una squadra
alle corde che avrebbe potuto subire ancora tanti gol. Per
fortuna c’è subito la partita di mercoledì contro il Ravenna e
solo il risultato pieno può far subito dimenticare la brutta
figura di domenica: diamo ancora fiducia a questo gruppo
recandoci tutti allo stadio per voltare subito questa brutta e
triste pagina.
Alberto Mangano
Foggia
Virtus Lanciano 0-0
Il Foggia continua a
rimanere imbattuto anche se i propri tifosi si aspettavano la
prima vittoria soprattutto dopo la buona prestazione di Andria.
Ma forse la squadra è ancora acerba, ancora non pronta ad
affrontare lo Zaccheria con la giusta determinazione. La cosa
che salta maggiormente agli occhi è il fatto che la squadra di
Porta gioca a centrocampo con Velardi e D’Amico che alla fin
fine sono due interditori e che quindi possono far meglio fuori
casa che in casa. Ecco, quello che non si è visto con il
Giulianova e con il Lanciano è stata la impostazione di gioco
fluida e lineare che deve appunto necessariamente passare da
centrocampisti dai piedi buoni, cosa che forse quest’anno non si
riesce ad intravedere. Poi va senza dubbio sottolineata la
condizione ancora lontana dallo standard di Salgado e Di Roberto
che riescono ad essere sempre in ritardo sul pallone e che
dovrebbero ora cercare di impegnarsi un po’ di più visto che il
mercato è fermo e i rossoneri hanno bisogno della loro classe e
del loro estro. Sicuramente la difesa sta facendo progressi e si
vedono dei miglioramenti giornata dopo giornata, frutto di una
intesa tra i singoli che cominciano a prendere coscienza delle
proprie possibilità. Riguardo alla classifica che va
delineandosi, vola come un razzo la Ternana rincorsa dal
Portogruaro, dal Pescara ma soprattutto stentano alcune squadre
di coda, che poi sono quelle che dobbiamo guardare per prime
considerando la giovane età e la conseguente inesperienza della
nostra compagine. Noi possiamo continuare nella nostra crescita
settimana dopo settimana preparandoci per il prossimo
consecutivo impegno casalingo contro il Ravenna che ancora una
volta potrà darci un altro tassello per arrivare a capire dove
può arrivare questa squadra. Infine vale la pena spendere alcune
parole sull’attuale proprietà del Foggia: quest’anno ha dettato
delle regole rigide che sembravano dovevano farci affondare in
fondo alla graduatoria: per il momento ciò non è avvenuto e
sinora, su quattro partite, indipendentemente dal risultato
finale, nessuna squadra è sembrata nettamente superiore ai
ragazzi di Porta. Questo vuol dire che bisogna credere nei
giovani, ma anche saperli scegliere, conoscerli e motivarli
perché, il più delle volte, questa piazza ha rappresentato e
continuerà a rappresentare un buon trampolino di lancio per la
carriera: la società lo sa, i ragazzi pure e quindi siamo pronti
ad aspettarci il massimo da ciascuno di loro cercando di
raggiungere il più presto possibile la matematica salvezza, per
poi cercare di togliersi qualche piacevole sfizio.
Alberto Mangano
Che campionato sarà?
Il calcio
d'agosto e le chiacchiere di ombrellone sono ricordi ormai
lontani e da due settimane ormai i numeri tornano a fare i
padroni. Dopo la rivoluzione della rosa e i malumori della
piazza, tutto sommato i 2 punti in carniere hanno gettato un po'
d'acqua sul fuoco e probabilmente qualche timido sorriso e
affiorato sulla bocca di qualche detrattore. Certo i 2 pareggi
hanno una valenza totalmente diversa: molto più prestigiosa ed
inaspettata la prima al Bentegodi rispetto alla prestazione
dello Zaccheria di domenica scorsa; non si tratta di vedere il
bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto ma di comprendere che certi
meccanismi, indipendentemente dai risultati, vanno ancora oleati
e perfezionati per cui sentenze affrettate su questa squadra
risultano fuori luogo e destinate solo a tentare di far male ad
un gruppo giovane e quindi fragile. La società ha preso una
strada ed è giusto tirare le somme più in là, quando la
classifica sarà maggiormente delineata ed avrà affidato un
ruolo alla compagine rossonera; non dimentichiamo che la squadra
affidata a Novelli un anno fa non dava affidamento eppure alla
lunga vennero fuori ragazzi come Troianello, Bremec, poi
Pedrelli mentre delusero quelli che dovevano fare la differenza
e cioè Salgado e Delcore: alla fine sono stati centrati i play
off meritatamente. Secondo me oggi bisogna gioco forza
privilegiare una gestione oculata come avviene per il Chievo in
A, per l'Albinoleffe in B e per tante altre società che riescono
a sopravvivere e ad iscriversi ai rispettivi campionati. Poi, se
ci sono magnati disposti a spendere milioni per allestire una
signora squadra, che si facciano avanti perché la porta di via
Napoli è sempre aperta. Per il momento ci conviene stare vicini
alla squadra a partire dalla prossima gara contro l'Andria,
attuale fanalino di coda, in attesa che la società voglia
puntellare l'organico magari pescando tra i disoccupati tra i
quali il Foggia ha sempre visto bene. Se, come penso, questi
giovani vengono presi in seria considerazione dal duo
Porta-Pecchia e capiscono che una vetrina come questa è
fondamentale per il proseguio della carriera, allora sì che
potremmo vederne di belle, sempre cercando di guardarci le
spalle piuttosto che cercare di “acchiappare” le grandi. Il
campionato è lungo e i veri valori sul campo si vedranno solo a
gennaio mentre chi avrà birra ancora in primavera potrà gestire
la fine del campionato da protagonista… ma adesso, per piacere,
un passo alla volta!
Alberto Mangano
Benevento
Foggia 2-2
Peccato! Il sogno
rossonero svanisce sul terreno del S.Colomba di Benevento.
Ancora una volta usciamo da questi maledetti play off senza
perdere e questo fa rabbia ancora di più. Avremmo voluto una
città con le bandiere e gli stendardi a sostituire quei
manifesti elettorali che in queste settimane hanno imbrattato le
nostre strade, le nostre piazze, i nostri palazzi. Purtroppo il
verdetto del campo è stato spietato anche se l’ultimo quarto
d’ora foggiano lascia ammutolito il pubblico di fede giallorossa
consegnando alla storia una squadra che sino all’ultimo è stata
capace quasi di sovvertire pronostici e affrettate conclusioni:
in definitiva l’ultima gara del Foggia in questa stagione
rispecchia fedelmente l’intero suo campionato con una prima
parte in cui si esalta la buona volontà rossonera ma anche le
qualità e la forza cinica degli avversari ed una parte finale
caratterizzata dalla rabbia e dalla voglia di lasciare il segno,
praticamente di mortificare gli avversari. Ecco forse al Foggia
di quest’anno è mancata la costanza, la sicurezza e il tutto è
stato determinato solo dalla buona volontà del gruppo e molto
spesso dalla forte determinazione. Cosa prendere di buono per il
futuro dalle esperienze degli ultimi 3 anni? Certamente che i
play off si possono anche disputare ma non da quinti, bisogna
puntare se non al primo almeno al terzo posto per evitare di
uscire mestamente come quest’anno e come in passato giocando al
pari con gli avversari. In questo momento verrebbe voglia di
fare previsioni per il mercato, per la squadra dell’anno
prossimo, per il prossimo allenatore ma i tempi purtroppo non
sono ancora maturi; dalle parole del presidente traspare la
volontà di trovare nuova linfa per il sodalizio, traspare una
delusione che stronca sul nascere i buoni propositi, se mai ce
ne fossero, degli otto soci. Di certo noi tifosi ancora una
volta, a testa alta, con la dignità che è propria di coloro che
vantano esperienze di altri livelli, malinconicamente ammainiamo
le bandiere senza la voglia di commentare, senza la forza di
processare ma con un solo grido che ancora una volta accomuna
tutti noi: Grazie ragazzi e forza Foggia!
Alberto Mangano
Foggia
Benevento 1-0
Il
primo atto della semifinale play-off il Foggia la vince solo
sugli spalti grazie ai tifosi che sorprendono tutti, ad inizio
gara, con una nuova coreografia bella ed emozionante. Subito
dopo la gara: il Foggia la comincia bene imbrigliando il
centrocampo giallorosso e cercando di arrivare ad impensierire
il portiere avversario con geometrie forse un po’ troppo
complicate. Comunque tutto sommato un bel Foggia considerato
anche che di fronte aveva una squadra con ottimi elementi sia in
difesa sia soprattutto in avanti ed infatti Novelli riesce a far
giocare alta la squadra, con un pressing asfissiante sul
portatore di palla e con Germinale e Salgado che riescono sempre
ad aggredire gli spazi. Poi, nella seconda metà della gara la
squadra rossonera cade nel tranello tesogli dagli avversari e si
allunga, evidenziando in tal modo le differenze tecniche tra le
due compagini ed offrendo il fianco agli attacchi sanniti che
non giungono alla meta finale solo per errori grossolani degli
attaccanti; di contro il Foggia, con un Troianiello un po’ al di
sotto del suo standard di rendimento, non riesce mai ad
incunearsi tra le maglie strette dei difensori avversari e
finisce sempre con rimbalzare davanti ad un muro di gomma: certo
se ci fosse qualcuno in grado di piazzare ogni tanto un bolide
dai 25-30 metri forse certe partite potrebbero prendere un’altra
piega. Ad onor del vero bisogna anche dire che il Foggia
recrimina per due rigori netti non assegnati, uno su Salgado nel
primo tempo ed un altro su Trezzi nella seconda frazione di
gioco ma questi purtroppo sono episodi che non possono
giustificare il risultato di una gara che andava vinta e che
rimanda tutto alla settimana prossima, sul terreno campano, dove
gli uomini di Novelli, per accedere alla finale, dovranno
portare a casa l’intera posta e la cosa non sembra facile. Il
Benevento a Foggia ottiene quello che voleva ed ora,
obiettivamente, ha almeno il 70% delle possibilità di passare il
turno. Noi comunque continuiamo a crederci, la nostra squadra
quest’anno ci ha fatto grossi regali quando meno ce lo
aspettavamo e chissà che domenica prossima possiamo riuscire a
risollevare il nostro morale che purtroppo oggi non è al
massimo. Come sempre incrociamo le dita e sempre Forza Foggia.
Alberto Mangano
Foggia
Crotone 1-0
Il Foggia
conquista i play off

E alla fine la rincorsa
tanto affannosa e nella quale in pochi credevano si è compiuta:
il Foggia è nei play off conquistandoli al triplice fischio
dell’ultima gara così come predetto da mister Novelli. Oggi è
giusto festeggiare perchè dopo la gara persa in quel di Arezzo
il traguardo sembrava veramente irraggiungibile ma poi, grazie
anche ad un vistoso calo della Cavese, il Foggia si trova lì,
per il terzo anno consecutivo, a disputarsi la promozione tra i
cadetti. Cercando di rimanere obiettivi, possiamo affermare che
attualmente il Foggia è la squadra che ha una marcia in più, che
forse ha sofferto meno degli altri il calo di forma che altri
hanno subito in primavera e non dimentichiamo il fatto che i
rossoneri solo una volta hanno lasciato l’intera posta nel
girone di ritorno, ad Arezzo appunto. Adesso il Foggia ha le
stesse possibilità degli altri anzi, proprio nella semifinale
contro il Benevento, si troverà di fronte una grande delusa di
questo campionato, una di quelle compagini che aveva speso tanto
quest’estate per tentare il salto diretto e che invece si trova
ad affrontare una squadra di giovani, guidati da Fabio Pecchia,
che arrivano all’appuntamento del 31 maggio con una
determinazione ed una voglia di far bene che potrebbe essere
l’arma vincente; d’altro canto bisogna studiare bene la gara in
queste due settimane perché proprio le squadre che fanno
dell’esperienza la propria forza, possono avere la meglio sugli
avversari nei momenti importanti. Noi crediamo nella squadra,
nel suo tecnico che ha lavorato in un ambiente spesso ostile e
nei dirigenti che, tra mille difficoltà, nel mormorio di tanti
che li vedrebbero gettare da un momento all’altro la spugna,
sono lì per il terzo anno consecutivo a giocarsela e quest’anno
il primo traguardo ha un sapore magico proprio perché
conquistato tra l’indifferenza di tanti e dopo che la società
aveva dichiarato di aver sposato la linea dei giovani:
chiediamoci quanti di noi pensavano ai play off dopo la gara di
agosto contro il Barletta oppure dopo i mugugni di Natale quando
la società non solo riconfermò Novelli ma diede il benservito a
Delcore e a Coletti. Oggi, comunque vada il campionato, questa
gente ha avuto ragione riuscendo nell’impresa. Un capitolo a
parte meritano comunque i tifosi, anche oggi splendidi
nonostante le tante delusioni subite negli ultimi anni: crederci
non ci costa niente, anche Caramanno 20 anni fa vinse contro
tutto e tutti e dal suo successo nacque quella squadra che
avrebbe strabiliato l’Italia intera; noi siamo ancora qui
aspettando l’alba di un nuovo giorno…
Alberto Mangano
Ternana Foggia
2-2
Godiamoci una mezza
giornata di euforia. Abbiamo conquistato il quinto posto con una
rimonta che sembrava impossibile sino a qualche settimana fa
soprattutto convincendo sul terreno di gioco e dimostrando di
meritare il tanto sospirato traguardo. Godiamo sì, ma non troppo
perché sarebbe sciocco rovinare il tutto all’ultima puntata, non
vogliamo pensarci ma sarebbe un qualcosa di assai triste:
quindi da domani bisogna rimboccarsi le maniche e cercare di non
perdere condizione e concentrazione. A questo punto, arrivare ai
play off al filo di lana significherebbe continuare il
campionato con l’euforia di chi ha conquistato un qualcosa che
sembrava irraggiungibile e poi, diciamocela tutta, attualmente
il Foggia è la squadra più in forma del campionato e dovranno
essere i nostri avversari a temerci. Domenica prossima dobbiamo
riempire lo Zaccheria e trascinare la nostra squadra alla
vittoria con la forza e il calore che il nostro pubblico, al
pari di pochi altri, sa dare nei momenti importanti. Dimostriamo
domenica di essere veramente il dodicesimo uomo in campo e
spingiamo la nostra squadra alle fasi finali di questa
stagione perché le merita sicuramente. Questo è un gruppo che
nei momenti di difficoltà, quando la piazza borbottava, quando
c’era aria di contestazione e di diffidenza, è riuscito a
restare compatto, a lavorare con professionalità sotto lo
sguardo attento di mister Novelli che merita un grande plauso da
tutti noi che abbiamo seguito attentamente tutte le fasi, quelle
buone e quelle meno buone, di questa stagione. Diciamo che la
missione impossibile è stata raggiunta; per mettere l’ultimo
tassello a questo puzzle siamo chiamati tutti a raccolta e siamo
certi che tra una settimana, a quest’ora, saremo di nuovo in
giro con le bandiere per il raggiungimento della prima tappa.
Tutti uniti per gridare: FORZA FOGGIA!
Alberto Mangano
Foggia
Virtus Lanciano 4-1
Il Foggia svolge nel
migliore dei modi il compito assegnatogli e rende pan per
focaccia al Lanciano che lo aveva umiliato nella gara di andata,
proprio la gara che determinò scelte importanti sulla rosa della
squadra da parte del sodalizio di via Napoli. Tutti contenti,
tutti soddisfatti! Attenzione, siamo arrivati sino a 180 minuti
dal traguardo e non possiamo distrarci, non c’è niente da
festeggiare ed il fatto che ormai il “nemico” è ad una sola
lunghezza, non deve far distrarre i ragazzi attesi da una
difficile trasferta, la stessa che ci regalò i play off lo
scorso anno, ma forse oggi gli umbri sono più forti di allora,
considerando che sono riusciti a bloccare gli assalti della
Cavese, complicando loro la vita (e meno male) in un campo
ostico sotto tutti i punti di vista. La gara del Foggia di oggi
è stata consegnata alla storia come una partita nella quale i
rossoneri hanno fatto il minimo indispensabile contro una
squadra molto allegra, soprattutto nella fase difensiva, ma
soprattutto mai capace di mettere in discussione un risultato
acquisito già nei primi minuti di gioco. A nulla valgono le
lamentele del tecnico abruzzese sugli errori arbitrali perché
ogni tanto bisognerebbe farsi un esame di coscienza invece di
buttar fango per nascondere i limiti tecnici e tattici che oggi
una squadra ha mostrato sul rettangolo di gioco dello Zaccheria.
Ma questi sono problemi che non ci toccano, noi dobbiamo
guardare avanti, pensare a raggiungere gli spareggi finali
perché sono alla nostra portata: le squadre su di noi stanno
mostrando di avere problemi di forma e di rendimento e questo è
fondamentale non solo per il raggiungimento del tanto desiderato
quinto posto, ma può rappresentare quel qualcosa che ci può
tornare utile nella disputa delle fasi finali. Non è il caso
comunque di fare già voli pindarici, manteniamo i nostri piedi
per terra e ringraziamo questo gruppo che, spesso con il clima
avverso e sicuramente con un’esperienza modesta, ci sta
avvicinando al sogno tanto sospirato. Dobbiamo restare
concentrati e ripartire domenica con lo stesso spirito con il
quale i ragazzi si sono congedati oggi dallo Zaccheria: tutti
insieme, abbracciati, gli undici titolari e i ragazzi della
panchina a dimostrazione di un gruppo che è solido, di un gruppo
che vuole arrivare, ben guidati dal timoniere, mister Novelli,
che è meno scarso evidentemente di quello che qualcuno vuol far
credere in giro ma a noi anche questo non interessa, bisogna
stringersi tutti insieme e gridare a squarcia gola FORZA
FOGGIA!!!
Alberto Mangano
Paganese Foggia 0-0
Tutti si aspettavano i 3
punti a Pagani ed invece il Foggia non va oltre lo 0-0 iniziale
in un campo dove ad onor del vero, tante squadre avevano
lasciato l’intera posta in palio. C’era sicuramente la
possibilità di agguantare l’Arezzo ed invece si è riusciti ad
accorciare le distanze e a portarsi a sole due lunghezze: c’è da
ricordare che, per via della differenza reti, al Foggia non
basta agguantare la squadra toscana ma è necessario superarla
per guadagnare la possibilità di accesso ai play off. In
effetti, in terra campana ieri, non si è vista una gran partita:
le squadre si sono a lungo studiate e controllate a centrocampo
e raramente si sono affacciate dalle parti dei portieri
avversari; le occasioni da rete, in definitiva, sono da contare
sulle dita di una sola mano e quindi il risultato finale,
rappresenta in maniera perfetta l’andamento della gara. Le
esternazioni del trainer della Paganese, mister Eziolino Capuano,
sono sembrate esagerate: parlare di un furto perpetrato ai danni
della sua squadra non ha fondamenta e al limite possiamo essere
d’accordo con lui solo quando ha dichiarato che si aspettava di
più dal Foggia: il calcio è bello anche perché ciascuno può
vedere la stessa partita in modo completamente opposto! Diciamo
pure che il Foggia non doveva conquistare la promozione a Pagani
e non doveva certo farlo con tre domeniche di anticipo. Il
quinto posto è lì, matematicamente e agevolmente raggiungibile e
noi tutti abbiamo il dovere di crederci per il rispetto che
meritano tutti nell’averci portato sino a qui con speranze non
certo ridotte al lumicino. E’ necessario un ulteriore sforzo da
parte di tutti, pubblico compreso, per spingere la squadra di
Novelli senza farsi tanti conti a tavolino, senza studiare gli
eventuali passi falsi delle altre squadre e soprattutto senza
sottovalutare le nostre prossime gare: domenica avremo di fronte
una squadra che ci umiliò all’andata, in una gara che
rappresentò una tappa fondamentale nel cammino dei rossoneri,
una di quelle gare che invitarono tutti, dirigenti, allenatore e
giocatori a fare il punto della situazione e a riprogrammare la
stagione. Che cosa è cambiato da allora? Diciamo pure che il
Foggia, che sembrava indebolito dal seguente mercato di
riparazione, anche di fronte ad un palese scetticismo generale,
seppe stringere i denti per cercare di recuperare in classifica
con sacrificio e abnegazione. Questa squadra merita ancora
rispetto anche perché se ci avesse aiutato il Pescara o se non
avessimo preso quel gol balordo ad Arezzo, oggi saremmo
tranquillamente in zona play off. Quindi bisogna andare avanti
pensando solo a noi stessi cominciando dall’affrontare il
Lanciano con la rabbia di che deve vendicare quella brutta
figura senza stare attaccati alle radioline perché potrebbe
succedere che i risultati degli altri campi ci sono favorevoli e
noi magari stecchiamo; siamo riusciti a tenere sulla corda sino
a questo momento perlomeno Arezzo e Cavese mantenendo la media
inglese nelle ultime 4 gare e, a questo punto del campionato,
chi ha il coraggio di chiedere di più a questi ragazzi?
Alberto Mangano
Foggia Taranto 2-0

Il Foggia vince e
agguanta l’Arezzo che, se volesse ristabilire le distanze dai
rossoneri, dovrebbe andare a vincere in Abruzzo ma, considerata
la situazione precaria del Pescara, l’impresa per i toscani
diventa sicuramente impervia. La squadra di Novelli sente la
partita e lo dimostra dai primi minuti di gara imponendo alla
stessa ritmi elevatissimi costringendo i rossoblù alle corde.
Certo non era facile mantenere quei livelli dispendiosi di gioco
e il Taranto un po’ alla volta esce dal guscio e tenta di
avvicinarsi alla porta avversaria, cosa che alla fine fa anche
in modo pericoloso in un paio di circostanze. Alla fine le
partite èerò si vincono con gli episodi, con gli uomini che
fanno la differenza ed ecco quindi il coniglio che esce dal
cappello di Salgado e che determina una vittoria meritata
indipendentemente dalle lamentele dei tarantini per alcune
decisioni arbitrali. Quell’episodio vincente chiude di fatto la
gara: il Taranto, con un uomo in meno e dopo aver speso tanto,
si butta in avanti ma senza cavare un ragno dal buco, anzi è il
Foggia a raddoppiare e a sfiorare il terzo gol almeno in un paio
di occasioni con Malonga che oggi avrebbe meritato la marcatura
per quel che ha fatto vedere anche nei pochi minuti nei quali è
stato impegnato. Oggi qualche altro scettico ha capito che forse
Novelli non è proprio così scarso come si vuol far credere: non
ha uno squadrone ma tanti ragazzi di buona volontà che lo
seguono e che cercano di raggiungere qualcosa di importante per
loro stessi e per la tifoseria che ci crede e che non li ha mai
abbandonati. Comunque, indipendentemente dal risultato di
mercoledì prossimo a Pescara, bisogna tenere i piedi per terra e
affrontare il futuro con la stessa determinazione messa oggi in
campo: solo noi possiamo buttare al vento tutto senza nemmeno
tentare la lotteria dei play off. Guai a pensare di essere
diventati bravi di colpo, sarebbe un disastro che, nella
situazione attuale, non possiamo permetterci.
Alberto Mangano
Benevento Foggia 1-1
Partita perfetta quella
disputata dal Foggia a Benevento contro una delle squadre che
doveva ammazzare il campionato e che invece è sembrata in
affanno contro i ragazzi di Novelli che, come a Gallipoli e come
spesso sta facendo negli ultimi tempi in trasferta, ha giocato
con un pressing alto limitando sul nascere le azioni degli
avversari e che spesso si è proposto sotto la rete giallorossa.
Una difesa attenta con pochissime sbavature ed un centrocampo
perfetto fanno ben sperare per questo finale nel quale bisogna
continuare a credere anche se c’è ancora molto da fare ma oggi
sappiamo ancora una volta che possiamo farcela. La
considerazione più ovvia da fare è che ormai i rossoneri hanno
capito come imbrigliare gli avversari in trasferta ma che forse
sono ancora imballati in casa dove sono obbligati a fare il
risultato pieno e dove necessariamente devono impostare il
gioco. C’è sempre da sperare nei passi falsi delle altre (forse
ormai solo dell’Arezzo) ma comunque ormai ogni gara, da oggi
alla fine, è una finale ed ogni nostro eventuale passo falso
sarebbe inevitabilmente fatale. Chissà se la sola media inglese
potrà regalarci i play off ma certo non si può chiedere di più a
questa squadra e a Novelli che comunque ci stanno regalando
emozioni sino alla fine. Ancora una volta il messaggio da
lanciare è quello di crederci, di non mollare e di non perdere
la giusta tensione perché le squadre sopra di noi hanno
dimostrato, sentendosi ormai in paradiso, di sentirsi un po’ più
tranquille e questo, se da un lato può essere per loro un
indubbio vantaggio, può rappresentare il loro tallone di Achille
facendoli arrivare ai play off forse rilassati a differenza di
una squadra come la nostra che arriverebbe affamata e
determinata. D’altro canto, a Benevento, è successo proprio di
vedere che la squadra operaia era padrona del campo al cospetto
di una compagine stellare, con gente di un valore tecnico
elevato, ma che ha sofferto sul terreno di gioco dimostrando,
nell’arco dei 90 minuti, di non essere mai in grado di far
propria la gara se non con episodi come infatti stava accadendo
al momento del loro vantaggio. Il Foggia ha dimostrato di non
arrendersi, di voler esserci tra le grandi ed ha avuto il giusto
premio del pareggio che ha fatto più morale che classifica
sperando sempre che il Pescara, nel recupero contro l’Arezzo
potrà lasciare intatta la classifica di oggi nelle parti alte e
a quel punto basterà un’ulteriore sconfitta dei toscani per
farci entrare nell’Olimpo e a quel punto saremo forse la squadra
più caricata per gli spareggi finali. Per il momento però questo
è fantacalcio, pensiamo a domenica prossima, al derby con il
Taranto che dovremo far nostro ma senza strafare, senza buttarci
a capofitto in attacco, ma facendo quello che sappiamo fare, che
abbiamo dimostrato al Santa Colomba, riuscendo alla fine a
prolungare di un’altra settimana il nostro sogno.
Alberto Mangano
Foggia Perugia 2-1
Tutto è bene quel che
finisce bene: il Foggia ha vinto come voleva e l’Arezzo e la
Cavese hanno lasciato dei punti importanti che ci fanno ancora
sperare per il futuro. Certamente non è stata una bella partita,
non abbiamo visto la nostra squadra determinata nel raggiungere
il risultato ma è inutile fare processi adesso e forse è meglio
aspettare la fine del campionato per tirare le somme. Questa
volta possiamo solo dire che le occasioni tutto sommato le
abbiamo avute ma che le abbiamo sciupate in maniera grossolana
con errori sotto porta che hanno fatto temere al peggio anche
perché ormai alla fine del primo tempo stavamo tutti pensando ad
un ulteriore e maledetto anno in questa categoria; poi, invece,
magari anche per qualche decisione arbitrale inequivocabilmente
a nostro favore, siamo riusciti a portare a casa i tre punti che
mai come oggi sono importantissimi per il proseguio. C ‘è ora da
sperare in una bella prestazione a Benevento, una di quelle gare
che magari non ti aspetti e che ti possono regalare una giornata
come quella di Gallipoli magari con una migliore lucidità sotto
porta indispensabile in questa fase della stagione. Il recupero
di Lisuzzo e magari una settimana in più nelle gambe di Salgado
possono fare la differenza in una squadra che ha bisogno ancora
di un leader in campo che possa caricare la squadra e che al
tempo stesso sappia aiutare a soffrire quanto ce n’è bisogno. Lo
spirito giusto c’è: all’intervallo solo fischi ma alla fine c’è
stato il giusto tripudio necessario a sostenere i ragazzi che
devono dimostrare di crederci perché davanti a noi c’è una
squadra in caduta libera capace di far risultato purtroppo solo
con noi ma in una partita che gli uomini di Novelli potevano far
propria senza alcun problema. Concentrazione quindi e
determinazione, cose che il Foggia degli ultimi tempi ha saputo
fare soprattutto fuori dallo Zaccheria forse perché con meno
pressione e senza l’assillo dei tre punti per forza. Il
Benevento farà la partita ma se noi giochiamo con una pressione
sul portatore di palla soprattutto a centrocampo, come a
Gallipoli, potremo continuare a sperare almeno per un’altra
settimana. Ci sarà, speriamo, da soffrire sino all’ultima gara.
Alberto Mangano
Arezzo Foggia 1-0
Come tutti i primati che
si rispettano, è arrivata anche la prima sconfitta dell’anno
2009 che ha interrotto quella striscia positiva che accompagnava
il Foggia nel suo tentativo di scalata alla serie B. Purtroppo
questo passo falso risulta essere più devastante di una semplice
partita persa sul campo in quanto maturata contro una diretta
concorrente che domenica scorsa avevamo avvicinato a soli 3
punti e che oggi rivediamo a ben sei lunghezze avanti e con una
gara in meno da disputare. Sicuramente l’arbitro di ieri non lo
rivedremo in campo internazionale e certamente il vento di ieri
che impediva qualunque manovra di gioco difficilmente disturberà
altre gare di calcio; mettiamoci pure che mai si era visto che
un campo come quello di Cava dove domenica scorsa si sono viste
immagini da Far West non venisse squalificato neanche per un
turno però… ieri dovevamo almeno tentare di vincere e mi sembra
che il Foggia non abbia mai tirato in porta tranne che ciò non
sia avvenuto durante le pause che solo Conto TV sa darci. Ma la
colpa non è degli attaccanti rossoneri ma di un gioco che
difficilmente li porta in condizione di vedere la porta e di
tentare la via del gol: Germinale e Malonga giocano lontani dal
portiere avversario e il gioco sulle corsie laterali che
dovrebbe portare le punte a concludere spesso viene saggiamente
bloccato dagli avversari di turno. E quindi la gara di ieri
rispetta un po’ l’andamento della squadra in questa stagione: il
Foggia vince, porta a casa il risultato quando realizza quelle
pochissime possibilità di far gol che gli capitano nell’arco dei
90 minuti; purtroppo per un gioco di probabilità se vuoi far gol
devi tentarci almeno 4-5 volte altrimenti pensiamo a riflettiere
sui nostri errori e lasciamo ad altri i vari commenti sulle
espulsioni o sulle ingiustizie del giudice sportivo che comunque
sono sacrosante. Certo una considerazione sugli avversari va
fatta: l’Arezzo è stato mediocre, arruffone ma con un signor
Chianese davanti che 4-5 anni fa a Foggia definivano ormai
vecchio e che da allora ad oggi vince i campionati e segna
continuamente: quell’uomo che può darti da solo quei 5-6 punti
in più che ti possono portare a vincere un campionato. Tutto
finito? La ragione dice di sì il cuore continua a fare conti ma
dovremmo avere d’ora in poi un ruolino di marcia da carrarmato
come mai il Foggia ci ha abituato quest’anno, magari vincendo ma
senza mai convincere se non in poche gare anche nel periodo
positivo del 2009. Che peccato non riuscire ad entrare nei play
off di questo campionato di livello molto basso e dove la quinta
se la giocherà certamente con la delusa della stagione in quanto
ormai nessuna squadra è sicura di riuscire a salire
direttamente. Ovviamente , a salvezza ottenuta, e con ancora
numerose partite da disputare, continuiamo a sperare non solo
negli sbagli degli altri ma anche e soprattutto in una
determinazione e una volontà di affermarsi che anche ieri son
mancate nella triste trasferta toscana.
Alberto Mangano
Foggia Real Marcianise 2-1
“Condannati a vincere!”: questo l’ imperativo che ha
accompagnato gli undici scelti da Novelli per la gara contro il
Real Marcianise e che, con molta probabilità, li accompagnerà
sino alla fine del torneo. Oggi il risultato l’abbiamo portato a
casa con un po’ di affanno e perché no con la buona sorte che ci
ha strizzato l’occhio ma, proprio perché obbligati a realizzare
il punteggio pieno, la squadra non si è espressa con la dovuta
tranquillità e quindi magari si è sbagliato qualche giocata
grossolanamente e qualche calciatore ha risentito maggiormente
della pressione rendendo meno del solito; di fronte avevamo
invece una squadra che, non dovendo più chiedere niente a questo
campionato, ha affrontato il Foggia a viso aperto cercando di
giocarsi la partita tranquillamente. Diciamo innanzitutto che il
gol del pareggio glielo abbiamo regalato mentre stavamo ancora
in piedi sugli spalti abbracciandoci per aver finalmente
sbloccato il risultato e questa cosa avrebbe comunque smontato
qualunque squadra ma non il Foggia che ha continuato ad
attaccare a testa bassa venendo premiato sul filo di lana: ma
quanta fatica oggi per arrivare a concludere! Abbiamo visto un
Germinale che ha lottato ma che si è proposto oggi più come
rifinitore soprattutto nel caso del lancio a Troianiello in
occasione della prima marcatura ed un Malonga che ha mostrato
una grande tecnica, un buon controllo di palla, un ottimo
dribbling ma che non è certo la punta che serviva a questa
squadra. Comunque gli altri risultati ci hanno aiutato e quindi
adesso riusciamo a intravedere qualche “nemico” all’orizzonte,
neanche a farlo apposta proprio un nemico che incontreremo la
prossima settimana al quale potremmo rubare l’intera posta in
gioco tornando prepotentemente tra gli eletti cominciando a
proporci per buttare giù dal ponte qualcun altro. Il campionato
resta comunque ancora lungo e stare vicini agli avversari, in
questo momento, serve esclusivamente a far vedere che non siamo
morti, che ci siamo e che non abbiamo mollato: solo così, con la
loro conseguente ansia, potremo sperare in qualche passo falso
che, come successo oggi a Cava e a Foligno, può portare in casa
Foggia quell’entusiasmo necessario nella fuga finale. Per far
tutto questo è necessario colmare gli spazi vuoti sugli spalti,
tornare allo stadio numerosi, per far sentire alla squadra il
calore che solo questa città e questa tifoseria sa dare.
Alberto Mangano
Sorrento Foggia 0-0
Il Foggia impatta a
Sorrento e resta ancora imbattuto nel 2009. Questo però non
basta a soddisfare i tifosi rossoneri in quanto la distanza dai
play off aumenta, le avversarie sembrano tutte in forma e quindi
i pareggi, in questo momento del campionato, servono a molto,
molto poco. Il risultato sul campo è stato praticamente giusto
con sporadiche apparizioni sotto rete ora da una parte ora
dall’altra però forse il Foggia avrebbe dovuto osare di più
considerando che ormai rischi provenienti dalle nostre spalle
non ne dovremmo avere e quindi forse nel finale Novelli poteva
aumentare le capacità offensive della squadra. E invece, forse
proprio nel finale, abbiamo rischiato di più in quanto il Foggia
sembrava arrendersi indietreggiando il proprio baricentro. A
questo punto bisogna non solo cercare di vincere ma, con il
ritardo accumulato, dobbiamo sperare anche in qualche passo
falso delle squadre che ci precedono che stanno tranquillamente
aspettando le ultime giornate per stabilire definitivamente
l’ordine con il quale si disputerebbero gli spareggi finali.
Diciamo che questa sosta ci ha notevolmente danneggiato e non
solo per aver perso la possibilità di conquistare la Coppa
Italia dei piccoli ma soprattutto per aver interrotto quel ciclo
fuori casa che ci aveva portato a disputare due grandi gare a
Castellamare e a Gallipoli. Oggi si è fatto sicuramente un passo
indietro e questo preoccupa per la volata finale nella quale
dovremo fare l’impossibile per reinserirci considerato anche lo
scontro diretto con l’Arezzo. Non bisogna mollare, le prime
devono sentire il nostro fiato alle spalle: solo così possiamo
sperare nel loro passo falso e nel nostro conseguente
coinvolgimento nel le semifinali e finali di questo campionato;
se le lasciamo giocare serene, è sicuro che non perderanno colpi
e che riusciranno a mantenerci a distanza. Con il Marcianise
bisogna affollare lo stadio per conquistare i tre punti e, con
la radiolina all’orecchio, bisogna credere nei miracoli.
Alberto Mangano
Gallipoli Foggia
2-2
E’ questo il Foggia che
non ti aspetti: dopo una prestazione opaca contro l’ultima della
classe, va in casa della prima e, non solo riesce a starppare un
punto, ma addirittura il triplice fischio lascia l’amaro in
bocca ai tifosi rossoneri che sognavano, per quel che si è visto
in campo, il bottino pieno. Questa volta il merito della
strepitosa gara del Foggia va tutto a mister Novelli che riesce
ad interpretare bene la gara, capisce che bisogna tenere alta la
squadra operando il pressing a metà campo ed evitando così che
le grosse individualità giallorosse in attacco possano arrecare
danni. Ed il Foggia disputa la prima frazione di gara in modo
perfetto riuscendo ad avere numerose occasioni da gol con
Piccolo ma soprattutto con Mancino che riesce a farsi
ipnotizzare da un esperto Generoso Rossi. Resta il rammarico di
non essere mai riusciti a passare in vantaggio perché oggi si è
visto un Gallipoli nervoso, che ha fatto una brutta figura e
forse, se in svantaggio, avrebbe ulteriormente prestato il
fianco agli attacchi rossoneri. Questa partita ci ha dimostrato
qual è il livello del campionato di quest’anno e sicuramente con
un po’ di cinismo sotto rete, con un po’ di fortuna e con la
convinzione di potercela fare, oggi il Foggia potrebbe stare
molto più in alto in classifica. Bisogna crederci, bisogna
stringersi intorno al gruppo, bisogna riconoscere i meriti di un
allenatore che sembra sempre in discussione ma che riesce spesso
a venirne fuori egregiamente. Abbiamo perso un punto sulla
Cavese ma abbiamo tirato giù l’Arezzo con il quale abbiamo lo
scontro diretto fuori casa ma noi stiamo dimostrando che il
fattore campo non è più un nostro problema e che ora è giunto il
momento di dare la sferzata a questo campionato potendo anche
affermare che, lubrificando ancora qualche ingranaggio
cigolante, questa squadra può diventare la rivelazione di questa
fase finale del campionato e, magari sfruttando anche il calo di
qualcuno che ci precede,si può tranquillamente ottenere il
diritto a partecipare alle fasi finali anche quest’anno. Infine
una considerazione va fatta sulla direzione di gara che ha
penalizzato notevolmente il Foggia in due chiare occasioni:
diciamo che, se il rigore sacrosanto non dato ci può pur stare,
l’atterramento di Malonga da parte del portiere fuori dall’area,
e peraltro come ultimo uomo, fa gridare allo scandalo in maniera
inequivocabile: perché Malonga avrebbe dovuto simulare?
Probabilmente le polemiche derivate dal rigore concesso domenica
al Foggia possono aver influito sulla scelta dell’arbitro…
comunque la partita è già stata consegnata alla storia, pensiamo
alla prossima trasferta in quel di Sorrento sperando che la
sosta non influisca sulla forma dei nostri calciatori per
continuare a far bene in questo 2009 che ci vede ancora
imbattuti.
Alberto Mangano
Foggia
Pitoiese 1-1
Si doveva vincere e non
si è vinto, questa è l’unica triste verità che emerge dalla gara
contro la Pistoiese, anche perché la Cavese, che sembra essere
la nostra attuale unica concorrente per la fasi finale del
torneo allunga il passo e prova a seminarci. L’occasione per il
Foggia era ghiotta come sembrava esserla quella contro il
Foligno eppure siamo riusciti a perdere quattro punti che ci
avrebbero proiettato anche verso qualcosa in più del quinto
posto. La partita è difficile da analizzare perché, nonostante
il campo appesantito, nel primo tempo sembrava essere di gran
lunga alla portata degli uomini di Novelli e veramente mancava
solo il gol mentre invece la rete, inaspettatamente, si gonfiava
alle spalle di Bremec determinando il vantaggio ospite nella
prima frazione della gara. Nella ripresa, invece di assistere ad
un arrembaggio produttivo dalle parti del portiere toscano, si
assisteva ad un gioco confusionario ben controllato da una
Pistoiese che cresceva, attenta soprattutto a non subire
cercando anche di ripartire in contropiede per chiudere
definitivamente la partita. Il rigore concesso al Foggia riesce
ad equilibrare una gara che, per come si erano messe le cose,
difficilmente avrebbe avuto l’esito che poi si è concretizzato.
Certo il terreno pesante ha favorito il gioco della squadra di
Torricelli che riusciva a chiudere di tutto sino al punto da
poter contare pochissime occasioni da parte degli attaccanti
rossoneri. Si possono dire tante cose sulla gara come per
esempio il fatto che il Foggia avrebbe meritato ampiamente il
risultato pieno ma, alla fine, resta il fatto che si doveva
vincere ed invece si sono regalati due punti alla Cavese: una
squadra che vuole vincere non può perdere questi appuntamenti
perché questi punti potranno essere determinanti alla fine della
stagione che non è lontana. Comunque si è visto sempre il solito
D’Amico, una spanna sopra i compagni mentre Mancino, in queste
ultime gare, forse per la posizione in campo, non è più il
calciatore che ricordavamo. Val la pena infine sottolineare
l’atteggiamento del nuovo arrivato Malonga che, oltre a muoversi
bene nel secondo tempo, ed oltre a procurarsi il rigore, è
sembrato particolarmente teso in occasione del penalty di
Germinale tanto da girarsi verso il proprio portiere per non
vedere l’esito del tiro ed esultando oltremodo dopo la
realizzazione: questo è un buon segnale perché difficilmente
ricordiamo calciatori che, dopo un paio di settimane, già si
integrano a tal punto… una nota positiva in un pomeriggio,
tanto, troppo grigio.
Alberto Mangano
Juve Stabia Foggia 2-3
Era rimasto l’unico zero
nei tabellini rossoneri, quello delle vittorie esterne, e alla
fine è stato annullato. Non è facile commentare una vittoria
esterna, tra l’altro anche meritata, all’indomani della brutta
figura in casa con il Foligno. Dov’è la verità? In casa il
Foggia non è più schiacciasassi come nel girone di andata? Si è
raggiunto un equilibrio anche di risultati tra le gare interne e
quelle esterne? Certo è che le ultime due gare in trasferta,
entrambe in terra campana senza tifosi al seguito, hanno visto
un grande Foggia, determinato e ben messo in campo. Allora
guardiamo il bicchiere mezzo pieno, valutando la gara con il
Foligno un brutto episodio, che poteva anche finir peggio, ma
sicuramente determinato dalle polemiche della settimana riguardo
la campagna acquisti rossonera. A Castellamare si è vista una
voglia dei ragazzi di portare a casa il risultato pur partendo
con l’handicap dello svantaggio all’inizio della gara. Forse
questa squadra avverte psicologicamente le critiche della piazza
e soffre in casa il minimo fischio alla prima disattenzione: non
c’è altra spiegazione perché si è vista fuori casa una squadra
matura, capace di affrontare gli avversari a viso aperto e
riuscendo a ribaltare un risultato in un ambiente non certo
accogliente. Ormai sembrerebbe una corsa a 6 per 5 posti ma,
attualmente, assistiamo più a una corsa a due per il quinto
posto stando sempre attenti di mantenere le distanze dalle
squadre che ci inseguono: facendo il fisiologico dovremmo
arrivare in primavera più o meno così e giocarci il tutto nelle
ultime gare che hanno sempre deciso i campionati. Quindi
cominciamo a non perdere la concentrazione anche in gare
apparentemente semplici come quella di domenica prossima contro
la Pistoiese e, vivendo alla giornata, dovremmo arrivare senza
problemi al periodo caldo della stagione quando chi avrà ancora
forza nelle gambe riuscirà a prendere la corsia di sorpasso.
Alberto Mangano
Foggia Foligno 2-2
Il Foggia pareggia una
partita brutta giocate da due squadre che sono riuscite a farsi
male da sole. C’era curiosità per visionare quelli che erano i
movimenti di mercato e quali erano i frutti che gli stessi
potevano produrre ma, purtroppo, oggi si sono visti solo gli
effetti dei movimenti in uscita non potendo valutare i nuovi
arrivi considerato lo spazio che hanno avuto nella gara di oggi.
Abbiamo visto tutti che in campo mancavano Coletti e Delcore e
che Burzigotti non è sembrato all’altezza di Rinaldi.Certo, si è
detto che sarà il campo a dare la risposta, come comunque è
sempre stato, ma la mediocrità del Foligno, soprattutto a
centrocampo e i difesa, non doveva rappresentare un grande
ostacolo, eppure la gara è stata noiosa nonostante i 4 gol. Come
al solito Colombaretti e D’amico sono risultati un gradino sopra
i compagni mentre Mancino, nella nuova posizione, merita almeno
una prova d’appello come anche Velardi che ha alternato buone
giocate ad errori abbastanza grossolani in fase di costruzione
di gioco. I due centrali di difesa sono sembrati spesso
impacciati e superficiali mentre in attacco Germinale è sembrato
non al meglio della condizione, cosa che si conosceva già dalla
settimana scorsa. Non c’è comunque tempo per aspettare gli
inserimenti dei nuovi e i recuperi dei vecchi: i play off anche
se sono sempre lì a portata di mano, sembrano allontanarsi
perché, ma non per il risultato, oggi il Foggia ha fatto un
passo indietro nel gioco e nell’impostazione della gara. Ecco
perché alla fine, dopo che il pubblico ha sostenuto la squadra
con impeto ed entusiasmo, si è udito qualche fischio e vari
mugugni nei confronti dei calciatori e del tecnico. Non sarà
facile superare agevolmente questo momento dopo che in settimana
già le dichiarazione di Coletti avevano minato la tranquillità
della squadra e piuttosto che le parole di Zanetti, la gente
avrebbe preferito una risposta convincente sul manto erboso
dello Zaccheria ma come sempre, il pubblico, anche se deluso, ha
dato prova di maturità aspettando ancora per fare una giusta
valutazione su ciò che c’è da attendersi in questo strano
campionato ma attenzione, perché il tempo passa inesorabile e
lascia indietro chi perde tempo.
Alberto Mangano
Cavese Foggia 1-1
Il Foggia, in una
partita che sapeva tanto di spareggio come tutte quelle
disputate negli ultimi anni a Cava, riesce ad uscire imbattuto
mantenendo inalterato lo svantaggio dalla Cavese appunto che
occupa l’ultimo posto utile per disputare i play off a fine
campionato. Molto si chiedeva alla squadra di Novelli nelle
ultime gare, quella di Pescara e quella appunto del Lamberti, e
i ragazzi riescono a mettere nel carniere 4 punti sudati e
meritati che fanno ben sperare per questo girone di ritorno. Ora
bisognerà non steccare la prossima con il Foligno approfittando
dello scontro Crotone – Cavese che potrebbe regalarci il
sorpasso ai danni della squadra campana. La partita ha visto la
squadra di Camplone vantare un maggior possesso di palla
superiore ma il Foggia, dal canto suo, può recriminare per le
occasioni più pericolose dalle parti di Marruocco; viceversa
possiamo affermare che Bremec non ha dovuto compiere interventi
importanti riuscendo a restare in campo stoicamente anche quando
guai muscolari facevano pensare ad una sua sostituzione a metà
della ripresa. La partita, nonostante la posta in palio e le
numerose ammonizioni ai danni di gran parte dei 22 in campo, è
stata tutto sommato corretta anche se abbastanza maschia. La
difesa foggiana non ha fatto una sbavatura anche se con un
Burzigotti che non si vedeva in campo dall’inizio dalla prima di
campionato in trasferta contro il Pescara: il centrale rossonero
è sembrato pronto ed attento alle sfuriate cavesi. Forse si
poteva pretendere qualcosa in più nel secondo tempo in attacco
per provare a vincere la partita ma, onestamente, su quel
terreno ridotto ad un campo di patate, era anche difficile
soltanto restare in piedi. Questa ottima prestazione dei
rossoneri fa meditare su quanti punti sono stati persi
stupidamente in trasferta con avversari sicuramente molto più
scarsi di quelli campani e che potevano farci guardare la
classifica dall’alto in basso; ma è inutile pensare a quello che
è stato, bisogna guardare avanti partita su partita cercando di
recuperare posizioni per reinserirsi tra le prime arrivandosi a
giocare per l’ennesima volta il tutto per tutto. Ci è sembrato
di vedere uno spogliatoio unito, una panchina che ha vissuto
intensamente le fasi buone e meno buone dell’incontro: quindi
l’entusiasmo c’è e sta crescendo, bisogna compattare l’ambiente,
stringersi intorno alla squadra lasciando eventuali polemiche a
fine stagione, sostenendo la squadra incondizionatamente per
provare a centrare un traguardo che questo Foggia merita in
pieno.
Alberto Mangano
Foggia Pescara 2-0
Il Foggia torna
prepotentemente alla ribalta sbarazzandosi con un perentorio 2-0
di una delle avversarie storiche soprattutto nei tempi belli
delle sfide in massima serie. La vigilia della gara è stata
vissuta nella massima indifferenza quasi con la consapevolezza
che ormai per quest’anno le speranze di un buon campionato si
affievolivano dopo il ridimensionamento della rosa attuale.
Ebbene, il Foggia è riuscito a far tornare l’entusiasmo tra i
pochi presenti dello Zaccheria con una prestazione maiuscola che
poteva far registrare un risultato ancora più rotondo. A onor
del vero la squadra di Galderisi è sembrata ben poca cosa: le
note vicende societarie potrebbero aver condizionato la
prestazione ma tutto ciò non deve affatto sminuire la buona
prestazione dei rossoneri. Non sappiamo le reali condizioni di
Salgado e quanto tempo ci vorrà per il pieno recupero ma
comunque un attaccante buono necessita anche perché ieri si è
riuscito a giocare avanti proprio perché la difesa biancoceleste
è sembrata disattenta e approssimativa e certamente il reparto
più scarso. Questa vittoria non deve far dimenticare gli
obiettivi di mercato perché se è vero che Delcore deve partire,
è necessaria la sua sostituzione poiché basta pensare anche ad
un infortunio di Germinale per trovarci spiazzati e con un
attacco praticamente inesistente. Bisogna ora riprovarci fuori
casa raccogliendo l’entusiasmo del gruppo, la certezza delle
proprie capacità e proiettandosi a Cava la settimana prossima
cercando di non far allontanare il treno dei play off: una
vittoria sarebbe il massimo ma certamente non perdere sarebbe
un’ambizione legittima e verosimilmente realizzabile. Infine
bisogna elogiare questo pubblico che ha incoraggiato la squadra
dal primo momento limitandosi ad esporre sarcastici striscioni
prima della gara e che ha osannato i propri beniamini al 91’ al
grido : ”Vi vogliamo così!". Questo pubblico non sarà a Cava per
i soliti noti motivi ma la squadra e il tecnico devono
raccogliere queste grida di entusiasmo cercando di mettercela
tutta per recuperare le posizioni perse nelle ultime gare e
continuare a far sognare questi ragazzi impagabili.
Alberto Mangano
Potenza Foggia 0-0
Anno nuovo problema
vecchio: il Foggia non riesce a far sue gare che, per come vanno
le cose in campo, dovrebbero portare in Capitanata 3 punti
sacrosanti. E’ già un traguardo che alla fine non abbiamo preso
il solito golletto al quale eravamo ormai abituati nella prima
frazione di questo campionato. C’è un problema in attacco
notevole che andrebbe affrontato magari anche sul mercato ma
sappiamo che questo ci regalerà solo movimenti in uscita con
l’ovvio e indiscusso impoverimento delle risorse tecniche e
quindi probabilmente il conseguente ridimensionamento degli
obiettivi di quest’anno. Tornando alla gara di oggi magari si
potrà dire che un punto fuori casa è sempre importante ma con
questo gioco molto dispendioso e poco concreto potremmo avere
seri problemi anche in casa: in definitiva chi deve far gol?
Dobbiamo sempre sperare nella piena condizione di Salgado come
stiamo facendo da settembre? Il silenzio stampa della squadra e
del tecnico evidenzia comunque un disagio e sarebbe ora che la
società parlasse alla piazza in modo chiaro altrimenti si
rischia da una parte una contestazione da parte di una tifoseria
esasperata e stanca, dall’altra il mutismo totale che non aiuta
sicuramente a stemperare gli animi. Forse oggi ci si rende conto
che certi strappi (quello con Delcore) si devono ricucire, che
non si potrà fare a meno di Coletti per questa stagione perché
basta un niente per reinserirsi nel gruppo di vertice e
ritentare la scalata come le ultime due stagioni magari questa
volta con un po’ più di fortuna. Mollare ora significherebbe
arrendersi in una battaglia che non ci vede sconfitti, ma che
può portarci facilmente alla vittoria finale… bisogna crederci
ed incrociare sempre le dita.
Alberto Mangano
Crotone Foggia 1-0
La settimana movimentata
nell’ambiente rossonero non poteva portare niente di buono:
presunti litigi interni, voci di mercato e di divorzi,
calciatori non più graditi alla piazza sono una serie di
problemi che difficilmente potevano star fuori dal rettangolo di
gioco di Crotone. Eppure la partita poteva finire con un altro
risultato, forse di parità, perché il Foggia non ha incontrato
un grande avversario o meglio domenica non si è espresso per
quelle che sono le sue potenzialità. Alla fine la gara è stata
risolta da un episodio sfortunato che purtroppo coinvolge il
miglior calciatore rossonero del girone di andata che, se ieri
ci ha fatto perdere un punto, tanti e tanti punti ci ha fatto
conquistare in questa prima fase di campionato. Forse si poteva
recuperare ma, a parte il palo e qualche altra modesta
conclusione sotto porta calabrese, il Foggia, sia pur in
superiorità numerica per gran parte della ripresa, non ha mai
messo in campo quella grinta e quella voglia per riequilibrare
il risultato. Di chi la colpa? Per il futuro si potrà fare a
meno di Delcore e Salgado? Quali sono le reali ambizioni di
questa squadra? Quali quelle del sodalizio di via Napoli?
Novelli è l’unico responasabile? Forse la sosta giunge opportuna
per riflettere sul futuro del Foggia, almeno quello a breve
termine che dovrebbe riguardare la fiducia al tecnico, il
mercato e l’assetto societario. Però una considerazione la si
può fare da subito: pensare ad un mercato con movimenti solo in
uscita significa dichiarare l’abbandono di una nave in avaria
che ha lanciato l’SOS perché i rincalzi, quelli di cui parla
Fusco, obiettivamente non ci sono e ieri si è visto che in
attacco il solo Germinale, unico attaccante puro, non può
garantire le marcature necessarie per disputare un buon
campionato. D’altro canto cercare oggi qualche alternativa
significa rischiare di incappare in calciatori scadenti, magari
con un passato glorioso in cerca di svernare dalle parti nostre.
Per quel che riguarda Novelli, malvisto da gran parte della
piazza, ha la fiducia totale dei soci per cui è necessario che
anche i tifosi se ne facciano una ragione. Allora, in questo
clima di provvisorietà la società dovrebbe comunicare
onestamente quali sono le proprie aspettative e dichiarare ai
tifosi i reali intenti anche se questi prevedono uno
smantellamento o un forte ridimensionamento del campionato in
corso, in definitiva c’è ancora la volontà dei soci di tirare
avanti la carretta? Mi sembra che i foggiani abbiano il diritto
di sapere che fine debba fare la loro squadra del cuore, se il
2009 potrà portare quelle soddisfazioni che aspettano da tanto
tempo o se è il caso di guardare le squadre alle spalle cercando
solo di mantenere le giuste distanze da loro.
Alberto Mangano
Foggia Ternana 2-1
Alla fine il risultato
positivo può far riflettere durante la prossima settimana perché
se la partita avesse preso la piega che stava prendendo, adesso
forse staremmo allo sfascio totale. Si è vista una brutta
partita determinata da un avversario scarso e da un Foggia che
forse ha risentito della contestazione della settimana e del
silenzio assoluto oggi dei suoi tifosi. I rossoneri sono entrati
determinati in campo ma via via si sono persi invischiati nella
mediocrità dell’avversario riuscendo a sbagliare anche gli
appoggi più semplici. D’Amico su tutti: il centrocampista del
Foggia oggi era su tutte le palle sia in fase propositiva che di
interdizione mentre per il resto si è assistito ad una gara che
ha rispecchiato il periodo di crisi della squadra che almeno
oggi ritrova la vittoria che forse non farà morale ma porta i
tre punti che sono sempre importanti. Oggi si poteva perdere:
sull’1-1 gli umbri potevano trovare il coraggio di tentare il
colpo e la frittata sarebbe stata servita ed invece un minimo di
reazione unito ad un po’ di orgoglio ha mosso la squadra
rossonera e, nell’indifferenza degli spalti che cominciava a
trasformarsi in contestazione, riusciva a riportare la gara sui
binari giusti, quelli di una vittoria dichiarata alla vigilia e
che alla fina è arrivata. Tutto il resto ora sono chiacchiere.
Ed ora? Cosa succederà in settimana? Da una parte i tifosi che
contesta, dall’altra la squadra che si chiude e si isola: a chi
giova tutto ciò? La società dovrebbe cercare di riavvicinare le
parti perché oggi alla squadra è mancato sicuramente il
dodicesimo uomo in campo, quello che spesso è stato determinante
nel conseguimento di un risultato; facciamo tutti un passo
indietro perché oggi stavamo facendo un piacere alla Ternana,
magari domani riusciremmo a buttare al vento quanto di buono
fatto sino ad ora. D’altra parte siamo allora lì in classifica
ed è possibile restarci ancora un po’ di tempo nella speranza di
un’inversione di tendenza e quindi di un allungo finale. Dalla
partita di oggi qualcosa di positivo si può trarre: per esempio
oggi abbiamo capito che Salgado, quando vuole, sa fare il
Salgado e cioè magari dormicchiare tutta la gara e poi
insinuarsi prepotentemente in area avversaria e realizzare.
Abbiamo dimostrato, in questo girone di andata che ormai volge
al termine, di potercela giocare con qualunque squadra, di non
temere nessuno e forse potrebbe bastare la consapevolezza di
sentirci una squadra capace che opera in ambiente favorevole,
per farci fare quel salto necessario per tentare di vincere
questo campionato invece di autoflaggellarci per una sconfitta,
quella di Lanciano, che ci può pure stare ma dimostriamo che
siamo una platea matura e le contestazioni facciamole pure, ma a
ragion veduta considerando che dalla sconfitta con il Barletta
ad oggi di tempo ne è passato e il Foggia qualche progresso,
sicuramente insperato, l’ha fatto e in pochi pensavano di
arrivare a Natale più in alto di quanto fatto con squadre
sicuramente più titolate come quelle di Cuoghi e Campilongo. Non
roviniamo tutto adesso, non cerchiamo per forza di addossare
colpe e responsabilità al tecnico, ai contestatori, a quel
giocatore, a quel dirigente: così faremmo solo il gioco dei
nostri avversari. Attenti!
Alberto Mangano
Virtus Lanciano Foggia 5-2
E’ sempre brutto
commentare una sconfitta soprattutto quando il risultato
numerico è imbarazzante, impensabile sino alla vigilia. La cosa
che fa più rabbia non sono i 5 gol ma il fatto è che ad una
manciata di minuti dal termine si poteva pareggiare e magari
adesso stavamo a commentare una splendida rimonta. E’ difficile
dire se questa è stata la più brutta sconfitta o se a Caserta
contro il Marcianise siamo riusciti a fare peggio. Certo è che
oggi non possiamo dire che i problemi sono sempre e solo in
avanti e che invece in difesa riusciamo sempre a stare attenti e
concentrati perché per la prima volta gli attaccanti avversari,
soprattutto nel primo tempo, scendevano,incutevano terrore ed in
più di una volta ci siamo salvati per il rotto della cuffia e se
il risultato, nella prima frazione, fosse stato più rotondo,
nessuno avrebbe potuto dire alcunché. In questo momento siamo
usciti dalla zona play off e magari sarebbe opportuno cercare di
mantenere a distanza la zona calda dei play out senza voler fare
a tutti i costi i disfattisti ma, se si vuole vincere questo
modesto campionato bisogna far valere la propria determinazione
sul campo, al cospetto di compagini tutto sommato mediocri e
soprattutto bisogna capitalizzare le occasioni clamorose sotto
porta se è vero che abbiamo una coppia di attaccanti invidiata
addirittura da squadre di serie B. Analizzando la gara si può
dire che nel primo tempo la squadra è andata allo sbando, messa
male in campo e sbagliando di tutto nella fase di impostazione
ma soprattutto in quella di interdizione: in definitiva il
Lanciano riusciva ad arrivare dalle parti di Bremec con una
facilità incredibile. A Novelli va riconosciuto il merito di
essere riuscito ad imporsi nell’intervallo perché la sua
squadra, sotto di 2 gol, è entrata nella ripresa con uno spirito
diverso dando la sensazione di poter ribaltare il destino della
gara sia dopo il 2-1 di Coletti che dopo il 3-2 di Salgado. Nel
finale di gara c’è poco da contestare al tecnico: sbagliare quei
gol, favorire le ripartenze dei padroni di casa, sbilanciarsi in
modo scriteriato da terminare l’espulsione di Bremec sono colpe
dei singoli che purtroppo determinano questo momento di
involuzione del gioco e dei conseguenti risultati. Sicuramente
un’inversione di tendenza, magari con un paio di vittorie che
potrebbero alimentare fiducia nei propri mezzi e mettere fieno
in cascina, sarebbe necessaria proprio adesso, nel finale del
girone di andata per evitare crisi di panico determinate da
squadre che ci stanno raggiungendo e superando e che stanno
facendoci ricredere sulle potenzialità della nostra squadra.
Cerchiamo quindi tutti insieme di risalire la china perché le
altre squadre sono alla nostra portata e quest’anno, senza
volerlo ma soprattutto senza dichiararlo , potremmo ritrovarci a
lottare per qualcosa di importante contro avversari che
oggettivamente non sono di un altro pianeta.
Alberto Mangano
Foggia Paganese 1-1
Sicuramente il Foggia oggi lascia due punti importantissimi
in classifica che speriamo di non rimpiangere a fine stagione.
Proprio ora che sembrava ci fosse stata un’inversione di
tendenza fuori casa; e a pensare che alla fine del primo tempo
eravamo secondi ad un solo punto dal Crotone. Non c’è da fare
drammi perché la classifica che ci interessa è quella che
leggeremo all’ultima giornata e poi sappiamo che durante l’anno
c’è sempre un periodo di appannamento per tutte le squadre e se
stessimo in questo momento, nel nostro periodo di crisi,
riteniamoci fortunati perché comunque il punto a partita lo
mettiamo in carniere. Novelli ha avuto il merito domenica scorsa
di sostituire Delcore con Germinale rischiando di vincere la
partita mentre con la stessa sostituzione oggi è stato
criticato: Germinale forse ha risentito dell’esordio casalingo e
degli applausi e dei consensi maturati durante la settimana ma
certamente forse oggi Delcore stava dando l’anima, dimostrava
quella fame di gol che lo contraddistingue a differenza di un
Salgado spento, a volte abulico e spesso assente dalle trame di
gioco: eppure giocava nel ruolo che rivendicava dalla prima
giornata. Poi comunque la buona o la cattiva sorte determinano
il risultato finale e si sa che più sbagli gol che sembrano già
fatti, più la beffa può concretizzarsi da un momento all’altro.
Ecco quindi che Tisci tira fuori dal cilindro uno di quei gol
che si rivedono spesso in videocassetta, uno di quei gol da
manuale del calcio che, come quello maledetto del Rivaldo povero
del Partenio, se lo provi 100, 1000 volte non lo azzecchi più.
Andiamo avanti con la dignità di una squadra che ha tutte le
possibilità di far quadrare il cerchio e presentiamoci a
Lanciano, oggi corsaro a Castellamare, con la voglia di far
risultato cercando però quella lucidità sotto porta che alla
fine farà la differenza in questo campionato tutto sommato
modesto dove nessuna compagine ha dimostrato di avere le
potenzialità per l’allungo; la conquista del primo posto è
ancora possibile, bisogna crederci, bisogna andare avanti con la
consapevolezza di avere qualcosa in più delle altre; la
differenza in campo la stiamo valutando giornata dopo giornata
un po’ verso tutti gli avversari almeno sul piano del gioco. La
squadra deve stare tranquilla, il tecnico deve avere la fiducia
che ha meritato sinora, magari deve valutare al meglio
formazione iniziale e eventuali sostituzioni ma se un calciatore
una domenica fa il fenomeno realizzando una doppietta e il turno
successivo calcia il pallone in maniera goffa davanti alla porta
e sbaglia uno stop dietro l’altro e allora, di grazia, qual è la
colpa di Novelli?
Alberto Mangano
Taranto - Foggia 2-2
Il Foggia doveva vincere
ma per come si erano messe le cose il pareggio può star bene in
barba ai commentatori di conto tv che davano il Foggia perdente
abbondantemente prima del triplice fischio finale. C’è da dire
che una squadra che vuol vincere il campionato anche senza
dichiararlo apertamente deve però essere più spietata sotto rete
anche perché, con tutto il rispetto per Dionigi che vanta un
ottimo curriculum soprattutto in serie superiori, Del Core e
Salgado dovrebbero avere qualcosa in più, ma questo va
dimostrato sul terreno verde che da sempre è il miglior giudice.
Onore comunque a Germinale capace di piegare gli avversari con
un 1-2 micidiale e degno di un vero attaccante di razza: siamo
contenti che da domenica prossima Novelli avrà problemi di
abbondanza in attacco perché questo vuol dire maggior impegno da
parte di tutti, compreso coloro che ritenevano da sempre il
posto da titolare come una investitura dovuta; il tecnico ha
dimostrato in passato con Salgado e oggi con Piccolo che nessuno
il sabato sa se scenderà in campo, soprattutto nel tridente
d’attacco.
Cerchiamo di mantenere
alta la concentrazione nonostante l’impegno infrasettimanale in
quel di Ravenna dove c’è da aspettarsi l’impiego di coloro che
magari giocano meno con l’aggiunta di qualche ragazzo della
Berretti. La Paganese deve rappresentare la vittima sacrificale
per riprendere in casa quel ruolino di schiacciasassi e per
recuperare quei due punti che con il Taranto sono stati buttati
al vento. Tutto sommato i risultati delle altre squadre non
hanno infierito più di tanto ma siamo in un momento del
campionato nel quale bisogna navigare a vista e vivere giornata
per giornata consapevoli che negli ultimi due anni, quelli che
ci hanno visto sfiorare la promozione, di questi tempi si
parlava di esoneri e di crisi: per lo meno la squadra adesso è
più tranquilla e la piazza, domenica dopo domenica, si sta
affezionando a Novelli, sta credendo nelle sue potenzialità e
nel suo modo di creare gruppo. Poi, comunque, se riesci a
recuperare una partita sul filo di lana vuol dire pure che la
dea bendata si è girata dalla nostra parte e noi sappiamo bene
per quanto tempo è stata rivolta da tutt’altra parte.
Alberto Mangano
Foggia - Benevento 1-1
Il Foggia termina la lunga serie di vittorie consecutive in
casa ma racimola un punto che comunque serve a mantenere proprio
il Benevento ad una lunghezza di distanza. Domenica scorsa si
era interrotta la striscia negativa in trasferta e quindi
“finalmente” ci si leva di dosso l’assillo dei record che magari
regalano qualcosa alla storia, agli almanacchi ma che non devono
distogliere dall’obiettivo che strada facendo si sta
concretizzando e cioè la possibilità di arrivare quanto più in
alto possibile la prossima primavera.
Oggi, come era già successo quindici giorni fa con l’Arezzo,
abbiamo incontrato una signora squadra capace di proporre un bel
gioco e di aggredire con pressing asfissianti i portatori di
palla avversari: questa è una squadra che lotterà sino alla fine
per i play off.
Il merito del Foggia è stato quello di crederci sino alla fine
nonostante il campo pesante e scivoloso che aiutava i campani a
mantenere il risultato, positivo sin dalle prime battute del
match grazie ad una dormita generale della retroguardia
rossonera. Il demerito del Benevento, che ha lasciato oggi la
concreta possibilità di scavalcare gli uomini di Novelli, è
stato quello di arretrare il baricentro cercando di soffocare il
gioco foggiano rinunciando magari a chiudere a suo favore la
partita: oggi la maggiore stazza degli uomini di Papagni poteva
certamente fare la differenza a loro favore.
Tra i foggiani si è distinto notevolmente Colombaretti,
autentico stantuffo sulla fascia, Pecchia che ha controllato il
centrocampo facendo partire dai suoi piedi tutte le azioni
foggiane e Delcore che ha lottato difendendo ogni palla e anche
oggi non supportato dal compagno di reparto Salgado spesso
assente dal gioco e capace di sprecare anche le palle più
facili.
Comunque questa “quasi” sconfitta può e deve essere salutare per
il Foggia che forse ogni tanto ha bisogno di un bagno di umiltà
proprio per non perdere quella concentrazione gara dopo gara che
può farci rimanere su il più lungo possibile sperando anche
nella crisi di qualche nostra avversaria. Nel frattempo
cominciamo a pensare al Taranto di domenica prossima, oggi
straripante contro il Lanciano e da sempre nostro storico
avversario: sarà una partita vera, giocata a viso aperto e che
sarà portata a casa da chi avrà il coraggio di osare senza
abbassare la guardia, senza temere la squadra di fronte.
Infine è doveroso ricordare come oggi allo stadio si sia giocato
grazie all’intervento del prefetto che ha disposto il riallaccio
dell’acqua solo per la partita per ovvi motivi di ordine
pubblico; ne abbiamo viste di tutti i colori tra tribunali e
cordate, abbiamo vissuto provvedimenti dell’ultimo secondo per
gare da non disputare per l’inagibilità dello stadio, ma il
distacco dell’acqua per morosità al comune e di conseguenza allo
stadio supera ogni limite: i tifosi onesti, i foggiani puntuali
nel pagare quanto dovuto si sentono vigliaccamente offesi e
traditi.
Alberto Mangano
Perugia - Foggia 1-1
E adesso il Foggia fa vedere buone
cose anche in trasferta cominciando proprio contro una delle
squadre più blasonate della Lega Pro e in estate indicata tra le
favorite per il salto di categoria. Si è visto subito che
eravamo anni luce dalla gara di Caserta già dalle prime fasi del
match: si è vista una squadra quadrata che organizzava il
proprio gioco partendo dai piedi esperti di Fabio Pecchia che
era bravo a dettare i tempi accelerando o rallentando il ritmo
durante le varie fasi della gara; ma si è vista subito la voglia
nel fare risultato, nel rompere il ghiaccio anche in trasferta.
La classifica ci sorride ancora ma il campionato non dà respiro
offrendo ai rossoneri l'ennesima occasione di conferma contro il
Benevento che non dimentichiamolo, ha allestito in estate una
signora squadra, di quelle che potrebbero fare bella figura
anche in serie B. La squadra campana, dopo un inizio in sordina,
sembra aver ripreso il ritmo delle grandi ed è lì a contendersi
con le altre un posto per i play off anche se il campionato è
ancora lungo e forse non ha ancora espresso definitivamente le
squadre che possono ambire alla conquista della cadetteria. Sarà
necessaria un'altra partita gagliarda, magari come quella
disputata contro il Gallipoli per gettare le carte in tavola e
scoprire le vere ambizioni del gruppo di Novelli. Sappiamo pure
che i record esistono per essere superati e ci aspettiamo prima
o dopo una mancata vittoria allo Zaccheria ma ci auguriamo che
ciò non avvenga domenica e, non solo per il ruolino positivo da
consegnare agli annali, ma perchè obiettivamente il Foggia è la
squadra che attualmente, insieme alla capolista Crotone, vanta
la forma migliore nonostante un Salgado non ancora al massimo e
qualche dormita, anche se sporadica, della difesa. Affrontiamo
quindi il Benevento partendo da quanto di buono ha detto la gara
del Curi e consapevoli che solo la concentrazione e la
determinazione e magari anche un po' di lucidità soto rete (vero
Salgado?) possono far continuare a ben sperare per i verdetti
della prossima primavera.
Alberto Mangano
Foggia Arezzo 2-1
E’ questo il Foggia che
non ti aspetti, capace di farsi ridicolizzare in trasferta e
subito dopo determinato anche in inferiorità numerica contro un
signor avversario, non a caso il primo della classe. La vittoria
di domenica è esaltante perché raggiunta in ovvia difficoltà
contro l’Arezzo che è la squadra più forte incontrata sino ad
oggi, una squadra che non si è accontentata del pareggio e che
ha chiuso per circa mezz’ora gli uomini di Novelli nella propria
metà con un gioco ordinato e ben organizzato da mister Cari;
questa è una seria candidata al passaggio diretto in serie B. Ma
veniamo al Foggia che comunque è stato finalmente cinico,
sfruttando al massimo le occasioni capitate e facendo esplodere
di gioia lo Zaccheria al triplice fischio di un signor arbitro
non proprio alla sua migliore giornata e desideroso di fare la
prima donna in campo, cosa che succede spesso in questa
categoria in stadi blasonati come quello foggiano. E’ stata una
vittoria ottenuta con il cuore e giocata correttamente e a viso
aperto da entrambe le squadre che, dopo questo confronto,
meritano sicuramente il rispetto degli addetti ai lavori.
Novelli ha comunque creato una squadra, ha formato un gruppo
anche se fuori casa prende scoppole dagli ultimi della classe,
comunque i numeri ci sono altrimenti il Foggia non avrebbe messo
sotto Arezzo e Gallipoli che attualmente ci sovrastano. Ora
bisogna fare il giusto, il campionato è ancora lungo e forse un
risultato positivo a Perugia potrebbe servire a sbloccare
psicologicamente la squadra perché domenica, anche se a tratti e
in modo non continuo, il Foggia ha dimostrato di poter mettere
chiunque sotto e di poter legittimamente ambire, ora lo possiamo
dire, alla serie B. E’ pur certo che la fortuna, come al solito,
ti deve dare una mano perché se l’Arezzo avesse segnato a metà
secondo tempo, e ne ha avute di possibilità, oggi staremmo a
commentare un’altra partita. Quindi se è pur vero che non
bisogna adagiarsi e mollare è altrettanto sacrosanto che questa
squadra ha i mezzi per fare il salto e Novelli è stato l’unico
allenatore azzeccato da questa società a giugno mentre gli altri
anni, di questi tempi, eravamo a inveire sulle scelte del
sodalizio rossonero. Quindi, senza esitazione, rechiamoci in
Umbria con umiltà ma senza timori reverenziali perché sono loro
che devono aver paura di una squadra che, anche se in compagnia,
ha preso il largo in questo campionato; riguardate la classifica
e date al Foggia anche solo 2 punti in più, quelli che come
minimo avremmo dovuto prendere fuori casa, e vedete se non sono
gli altri a doverci temere.
Alberto Mangano
Real Marcianise Foggia 1-0
Domenica è stata una
giornataccia per il Foggia sbeffeggiato da un Real Marcianise
che in maniera ordinata e soprattutto con merito ha portato a
casa una prestigiosa vittoria. Ma cosa è successo all’undici di
Novelli ad una settimana dalla bella vittoria sul Sorrento?
Molto probabilmente il Foggia è riuscito a portare a casa
risultati positivi sino a quando non aveva i favori del
pronostico mentre è scivolato sul neutro di Caserta avendo la
testa ai play off e alla serie B. Non ci sono parole per
descrivere una partita nella quale il Foggia non ha fatto
assolutamente niente, non ha costruito un azione e non ha mai
dato la sensazione di riuscire a riequilibrare il risultato. Non
è il caso di processare la squadra anche perché quasi
sicuramente il vero Foggia è una via di mezzo tra quello contro
il Gallipoli e quello di domenica oppure forse in effetti è una
squadra non ancora matura per imporre il proprio gioco lontano
dalle mura amiche. Quindi alla vigilia di una importantissima
gara val la pena di mettere una pietra sopra e pensare in
positivo anche perché la classifica ci sorride ancora ed un
‘ulteriore vittoria contro l’Arezzo potrebbe far dimenticare
velocemente il disastro di Caserta. Bisognerà essere
concentrati, preparare bene la partita e scendere in campo
determinati a fare risultato contro i toscani che potrebbero
essere ridimensionati, anche psicologicamente, da una disfatta
in Capitanata. Come al solito i tifosi faranno la loro parte
sino al 90° evitando di perdere la pazienza durante l’incontro
che significherebbe compromettere in maniera netta il risultato
finale e dare la possibilità alla capolista di andarsene in fuga
solitaria. Noi sappiamo che questo non avverrà e che i ragazzi
domenica ci dimostreranno che la strada intrapresa è quella
giusta ma che ogni tanto, per poca attenzione, ci si può anche
imbattere in una buca ma, dopo un attimo si è di nuovo pronti
per la lunga e speriamo fruttuosa camminata.
Alberto Mangano
Foggia Sorrento 3-1
Il Foggia ora fa sul
serio: si impone sul Sorrento e lo fa addirittura con una
tripletta di Salgado, ritrovato e rinvigorito da un paio di
domeniche in tribuna: lo si è visto muoversi, impegnarsi anche
se le cose migliori le ha fatte vedere quando si spostava sulla
sinistra, sua zona prediletta, mentre al centro spesso si è
fatto trovare in fuorigioco mostrando palesemente la sua
incapacità nel giocare da prima punta.
Comunque il Foggia di
oggi ha spadroneggiato contro un modesto avversario che si è
ritrovato in partita anche perché gli uomini di Novelli non
hanno chiuso la pratica già nel primo tempo e il tecnico dovrà
far meditare i suoi perché di fronte non troverai sempre il
Sorrento e magari un’altra squadra oggi avrebbe difeso meglio e
a denti stretti il risultato di 1-1 mentre noi dobbiamo essere
più cinici ed infierire al momento giusto evitando brutte
sorprese che possano minare risultati positivi.
Da elogiare un grande
Bremec che riesce a parare un rigore rimanendo in piedi sino
all’ultimo e riuscendo a tuffarsi dalla parte giusta per
deviare una palla impossibile.
Ma anche Pecchia e
Coletti hanno dato l’anima sino alla fine supportando le giocate
degli avanti rossoneri; solo Mancino dovrebbe cercare di
dialogare di più con i compagni cercando di evitare assoli che
producono ben poco come anche Lisuzzo, sempre preciso ed
attento, non dovrebbe portar palla eccessivamente soprattutto
considerando che dalle sue parti un errore potrebbe costarci
caro.
Certo è che il Foggia
continua a crescere e Novelli comincia veramente a convincere
tutti che la squadra può fare grandi cose perché ha uomini che
hanno tutti voglia di far bene in una piazza importante e
soprattutto sta promettendo quello che più volte aveva
sottolineato e che cioè l’eliminazione in Coppa Italia era stato
un episodio e che la vera forza del gruppo l’avremmo vista a
partire da ottobre.
Ora bisogna navigare a
vista evitando di guardare eccessivamente la classifica e
pensare alla gara della domenica prossima senza farsi conti ed
illusioni che potrebbero risultare effimeri da un momento
all’altro: ogni campionato è lungo e sappiamo che non potrà
andare sempre così, che potrai avere cali di tensione o di forma
per cui val la pena di cominciare a raccogliere quanti più punti
possibili quando tutto ti va bene.
Andiamo a Marcianise
senza considerare la differenza di punti tra le due squadre ma
con la consapevolezza che possiamo andare dappertutto ad imporre
il nostro gioco e magari cominciandolo a fare già da domenica
anche fuori casa per continuare a far crescere l’entusiasmo
intorno a questa squadra e soprattutto intorno al suo tecnico.
Alberto Mangano
Foggia Gallipoli 1-0
E’ questo il Foggia che
volevamo vedere, una squadra che vince ma che scende in campo
determinata a far suo il risultato con la caparbietà di chi sa
come proporsi e come imbrigliare gli avversari. Non dobbiamo
dimenticare che oggi a Foggia si è presentata la capolista,
quella compagine che sembrava sino ad ieri poter ammazzare
questo campionato ed invece il Foggia è stato capace di
ridimensionare e non di poco le velleità di mister Giannini.
Diciamo pure che Novelli ha dato una spinta notevole alla
crescita della squadra quando, nel mettere da parte Salgado, ha
dimostrato a tutti di avere carattere e che nessuno in questo
gruppo poteva sentirsi indispensabile. Oggi abbiamo visto tutti
uscire con la maglia sudata, oggi abbiamo visto i reparti più
vicini tra loro e alla fine nessuno può mettere in discussione
un risultato che poteva essere addirittura più rotondo. Non era
facile reagire positivamente dopo un rigore sbagliato e forse le
speranze da riporre nella squadra rossonera devono partire
proprio da quel secondo tempo formidabile come se quell’incidente
di percorso non avesse minimamente scalfito la voglia e la
determinazione dei calciatori. Ecco perché oggi abbiamo
assistito alla gara più bella dall’inizio dell’anno e la gente
sugli spalti se ne è andata soddisfatta non solo per i tre punti
che comunque ci regalano il terzo posto solitario. Attenzione
ora ai cali di concentrazione perché domenica prossima c’è da
affrontare il Sorrento in casa e dobbiamo continuare a ottenere
il massimo tra le mura amiche. Abbiamo capito che il tecnico può
fare molto quest’anno ed oggi probabilmente ha cominciato a
convincere tutti noi che eravamo ancora scettici su quello che
poteva tirar su da questa squadra: certe scelte tecniche
indicano carattere ma anche estrema competenza e conoscenza del
gruppo che si ha a disposizione. Un uomo che oggi ha dimostrato
che il campo conta più delle chiacchiere distribuite in giro
gratutitamente durante la settimana. Da oggi a Foggia si può
fare sul serio lasciando fare a ciascuno il proprio lavoro
sperando sempre che la fortuna finalmente possa anche ridarci
tutto quello che ultimamente si è preso. Va bene così, avanti un
altro!
Alberto Mangano
Addio Andrea Stimpfl

L´ex difensore rossonero degli anni ´80
Andrea Stimpfl è morto questo pomeriggio nella sua abitazione di
Acitrezza (CT) all´età di 52 anni, stroncato dalla leucemia che
lo ha colpito pochi mesi fa.
Originario di Bolzano, dove era nato il 13 giugno del ´56,
Stimpfl era un difensore possente, che approdò in rossonero dal
Pergocrema nell´estate dell´80: con la maglia del Foggia ha
disputato quattro stagioni (3 di B ed 1 di C), totalizzando
complessivamente 113 presenze ed 1 gol. Ha vestito anche le
maglie di Triestina, Varese, Acireale e Giarre. Lascia la moglie
e due figli.
Andrea AStimpfl potrebbe essere l´ennesimo caso di una lunga
lista di calciatori segnati da un triste destino comune.
Il Foggia, che si stringe alla sua famiglia in questo momento di
grande commozione, ha appreso della morte di Andrea direttamente
nel ritiro di Pescia, nell´immediata vigilia della trasferta di
Pistoia. Domani non potrà commemorarne la memoria per ovvie
ragioni, lo farà domenica prossima in occasione del match
casalingo con il Gallipoli.
(usfoggia.it)
Foggia - Juve Stabia 1-0
Il Foggia vince e si
piazza in classifica a ridosso delle prime. Probabilmente ad
inizio del campionato nessuno se lo aspettava ma i tre punti
conquistati contro la Juve Stabia non fanno esultare i
sostenitori rossoneri ma non perché conquistati con un rigore
nel finale, bensì per il modo con il quale sono stati
legittimati in campo. Novelli aveva pregato i tifosi di
sostenere i ragazzi e pensiamo che, da questo punto di vista,
non sia rimasto deluso ma, se i calciatori non hanno pensato a
fine gara di andare sotto la curva, evidentemente anche loro si
sono resi conto di non aver disputato una partita esaltante. E’
sembrato di vedere i reparti scollegati tra loro, molti
calciatori fuori forma (Salgado innanzitutto) e altri
posizionati in campo forse in ruoli non proprio adatti alle
singole capacità. Chi ha visto l’incontro sarà d’accordo che
l’ex Brunner non è mai stato impegnato in modo serio disputando
una gara tranquilla e gestendo solo la normale amministrazione,
che i tre attaccanti rossoneri non si sono quasi mai proposti e
che gli uomini di centrocampo hanno sbagliato di tutto nella
fase di impostazione lanciando spesso la palla in zone non
presidiate da alcun compagno di squadra. Certo è vero che la
squadra campana si è solo difesa pensando a spezzare le trame
foggiane ma è altrettanto vero che, negli ultimi 10 minuti, in
svantaggio di un gol, si sono proposti pericolosamente dalle
parti di Bremec e solo grazie ad un miracolo di quest’ultimo
oggi non stiamo a commentare un pareggio casalingo; dobbiamo
cominciare a preoccuparci del reparto difensivo considerato che
quasi non siamo stati capaci di gestire, per soli 10 minuti, lo
striminzito vantaggio? Quindi non è il caso di vedere la
classifica o cullarci per i pochi gol subiti ma invece andrebbe
rivista la gara, azione su azione, per cercare di rimediare in
fretta ad errori tecnici grossolani determinati spesso dalla
precipitazione e dalla superficialità. Se Salgado non è in forma
probabilmente una preparazione differenziata in settimana e
qualche salutare panchina la domenica potrebbe portare benefici
nel tempo mentre sarebbe il caso di provare anche qualche altro
elemento che va in tribuna e che però viene regolarmente pagato
a fine mese. E’ il caso di avere una rosa così folta? Agostinone
merita sempre di rimanere fuori campo? Mattioli potrebbe giocare
qualche minuto in più? Noi non vogliamo assolutamente
sostituirci all’allenatore che certamente ne capisce più di noi,
ma poiché questo Foggia non piace anche quando vince qualcosa
andrebbe comunque cambiata anche perché le alternative forse ci
sono ma noi non le conosciamo se non solo di nome: qualcuno ha
portato questi giocatori a Foggia e forse potrebbero anche avere
l’occasione di disputare qualche incontro, altrimenti sarebbe
più oculato, per le casse societarie, provvedere alla loro
collocazione in giro, sempre però alla riapertura del mercato. E
pensare che noi abbiamo un ragazzo, Compierchio, che nel Genzano
sta regalando gol alla propria squadra: che cosa fanno di male i
Foggiani per non giocare nella propria squadra del cuore? Chi ha
voglia può vedersi il gol realizzato da questo nostro ragazzo
alla prima di campionato:
http://it.youtube.com/watch?v=4iYmkq6WQE4
Alberto Mangano
Foligno
Foggia
1-0
E si ritorna con i piedi
per terra! Qualcuno in settimana aveva cominciato a fare qualche
conto, a fare previsioni o pronostici azzardati ed invece, nel
grigiore di una domenica pomeriggio noiosa in quel di Foligno,
il Foggia affonda in malo modo al cospetto di un avversario
oltremodo scarso e inconcludente ma che ha saputo portare nel
proprio carniere l’intera posta della gara. Sia ben chiaro, una
sconfitta ci può stare, ma il problema è che i rossoneri non
hanno mai dimostrato, nell’arco dei 90 minuti, di avere un gioco
ed un modulo tattico in grado di poter ben sperare per il
futuro. Una squadra che gioca con il 4-3-3 dovrebbe avere una
propensione al gioco d’attacco, magari non spregiudicato come
quello di Zeman, ma almeno in grado di mettere gli attaccanti
del Foggia in condizioni tali da poter impensierire il portiere
avversario. Invece i 3 di centrocampo giocano a ridosso dei
difensori e molto distanti da quelli che dovrebbero
rappresentare i cecchini rossoneri; succede invece che, per due
volte, e sempre su corner a nostro favore, il Foggia incappa
nelle ripartenze veloci del Foligno sino addirittura a trovarsi
l’attaccante della squadra di casa nell’1 a 1 contro il
difensore foggiano. Quindi una squadra che attacca male ma che
si difende peggio. Possiamo dare sempre la colpa a Delcore e
Salgano? Quante palle hanno avuto da poter sfruttare al meglio?
E poi ci chiediamo: sono le rose che determinano il modulo o si
stabilisce prima quest’ultimo indipendentemente dagli uomini a
disposizione? Perché, se il 4-3-3 viene fatto male potrebbero
essere gli uomini non adatti allora si potrebbe pensare ad un
4-4-2 magari con due centrocampisti più offensivi, avendo così
una squadra più dedita alla fase d’attacco di quella attuale. Un
buon allenatore è bravo anche a mettere la propria squadra in
campo sulla base degli uomini che ha a disposizione o
altrimenti, se si vuole essere cocciuti in certe strategie
tattiche, allora o si aspetta il nuovo mercato o la società deve
pensare di mandar via il tecnico, cosa che negli ultimi due anni
si è dimostrata sempre azzeccata anche se purtroppo sfortunata.
Magari è presto per dare sentenze definitive, però è anche vero
che valutare serenamente quello che avviene sul terreno di gioco
non fa mai male. La squadra, dal punto di vista tecnico c’è ed è
sicuramente superiore a quella dello scorso anno ma mentre la
squadra di Galderisi giocava in modo che il gol diventava una
logica conseguenza, quest’anno il gol è quasi un incidente di
percorso ed entrambe le vittorie non sono mai apparse nette e
totalmente meritate. Sicuramente le prossime 2-3 gare saranno
fondamentali per stabilire dove può arrivare questa squadra ma
anche per prendere subito certe decisioni, dolorose ma
necessarie sempre per il bene del Foggia.
Alberto Mangano
Foggia
Cavese 1-0

Il Foggia non tradisce e
raccoglie una nuova vittoria tra le mura di casa facendo un bel
balzo in avanti in classifica anche se siamo ancora alla terza
di campionato e la strada è ancora lunga ma forse non così in
salita come ci si aspettava.
Diciamo subito che gli
uomini di Novelli sono subito scesi in campo determinati a
vincere imbrigliando spesso gli avversari i quali non riuscivano
mai a prendere il pallino del gioco: qualche meccanismo va
ancora oliato, da uno stantuffo come Coletti ci aspettiamo di
più, sappiamo che il vero Salgado non è quello di oggi, a parte
il gol, ma anche da Pezzella aspettiamo di vedere tutto quello
che di buono si dice su di lui; ma oggi è stata la prova della
squadra in toto che fa ben sperare soprattutto per la voglia di
proporsi ed imporsi per tutta la gara lasciando molto poco
spazio all’avversario.
Il gol arriva forse
tardi e per una leggerezza dell’ex Marruocco ma il Foggia
premeva da un bel po’, magari senza occasioni clamorose, ma con
caparbietà al cospetto di una Cavese capace solo di rallentare i
ritmi con un gioco ostruzionistico a volte irritante.
Quindi si può attribuire
ai rossoneri un voto collettivo sicuramente superiore alla
sufficienza sempre però in attesa di un totale recupero di
alcuni uomini fondamentali e di una assimilazione sempre più
intensa degli schemi del proprio allenatore.
E che il mondo del
calcio sia strano lo ha dimostrato proprio questo week end con
un gol di Plasmati addirittura ai Campioni d’Italia ammutolendo
il palcoscenico più prestigioso d’Italia: chissà da quanti anni
non riceveva un cross così.. ah, mister Campilongo! E poi il
tonfo di mister Galderisi che aveva sposato un grande progetto
quest’estate e che se non fosse stato per il regalo di
Burzigotti oggi sarebbe veramente messo molto male, mentre
meraviglia il Gallipoli di Giannini, allenatore che aveva fatto
male dappertutto e che oggi si trova a guidare la classifica del
nostro girone a punteggio pieno.
Tutto ciò ci dice ancora
una volta che le chiacchiere d’agosto sono una cosa, i gol e i
risultati sul campo, per fortuna, sono tutta un’altra cosa.
Alberto Mangano
Pescara Foggia 1-0
Il Foggia conosce
l’amarezza della prima sconfitta in trasferta contro i
bianco-celesti di Nanù Galderisi e prova a riflettere sulla gara
e su come poteva andare se affrontata in maniera diversa.
Sicuramente non è stata una bella gara da entrambe le parti, una
gara che poteva dare tranquillamente un punticino ciascuno
considerata anche l’afa con la quale si è disputata. Ma viene da
chiedersi: qual è il vero volto di questo Foggia? Con il
Potenza aveva vinto senza convincere e contro il Pescara forse
si è perso per il fatto di aver giocato un tempo in inferiorità
e per un direttore di gara non proprio nella sua giornata
migliore ma il tutto non deve distogliere dall’analizzare bene
pregi e difetti del gioco e degli uomini di Novelli
indipendentemente dal risultato cercando di valutare bene le
eventuali modifiche da apportare all’assetto tecnico tattico
della squadra: certo con il portiere quest’anno abbiamo fatto un
notevole passo in avanti, mentre ritengo che Pecchia, meno
propositivo e più relegato alla protezione della difesa,
dimostri di avere un paio di candeline in più sulla sua torta:
magari un po’ più in avanti potrebbe aiutare Mancino a fare il
rifinitore perché sul tridente si può essere critici fino
all’esasperazione ma è pur vero che non riceve quasi mai palloni
giocabili ma solo lanci lunghi, spesso imprecisi e in zone non
presidiate da calciatori rossoneri. E alla fine una
considerazione sulla difesa che ha bisogno ancora di intesa tra
i due centrali che non dettano i tempi al reparto e che sono
spesso macchinosi e goffi nella manovra. Ecco perché oggi come
oggi non si può star tranquilli dopo una vittoria né fare
tragedie per una sconfitta; c’è tutto un campionato davanti ed
alcuni aggiustamenti sono ancora possibili… bisogna non perdere
la pazienza e dare ancora fiducia a questo gruppo che è giovane,
magari ha voglia di emergere, di farsi notare, ma che è ancora
acerbo e necessita di essere seguito per raggiungere in fretta
la giusta maturità. Diciamo pure che come non era tutta luce la
vittoria domenica allo Zaccheria, così non bisogna buttar via
tutto quello che magari si è visto di positivo al cospetto di
una squadra che almeno sulla carta dovrebbe essere tra le
favorite. A Vasto invece non si è visto nemmeno un buon Pescara
e certamente Galderisi avrà molto da lavorare perché la squadra
si è espressa più sulle individualità personali che sulle
giocate mosse da schemi tattici provati magari in settimana.
Anche le tre squadre a punteggio pieno hanno bisogno ancora di
un mesetto per sapere se quella attuale può considerarsi la loro
posizione nel corso dell’anno oppure se sarà necessario
ridimensionare le proprie velleità. Quindi è presto per fare
critiche ed elogi alle varie squadre in quanto sembra ancora di
vedere le squadre di agosto… forse anche per le temperature
impossibili di questi giorni.
Alberto Mangano
Foggia Potenza 1-0
Il Foggia inizia la
stagione, quella che conta, nel migliore dei modi contribuendo a
rasserenare un ambiente infreddolito dall’amara esclusione dalla
Tim Cup ad opera di un modesto Barletta. Se confrontiamo questo
inizio con quello dello scorso anno ci rendiamo subito conto che
mister Campilongo collezionava un ottimo pareggio casalingo
nell’amichevole di lusso contro l’Udinese dell’ex Marino che
eccitava gli animi dei tifosi ma steccava la prima in casa
contro il Legnano: si disse allora che quello rappresentava un
semplice incidente di percorso e il tecnico rossonero
tranquillizzava tutti promettendo la promozione in B senza
passare per gli spareggi… noi tutti sappiamo, purtroppo come
andò a finire. Quest’anno la campagna acquisti e le
dichiarazioni del sodalizio preoccupano la piazza, l’esordio con
il Barletta deteriora ancora di più il rapporto
tifosi-squadra-società ma poi nell’esordio con il Potenza il
Foggia fa quello che deve fare e cioè vincere, senza questa
volta promettere niente a nessuno. Il gioco non sarà stato
entusiasmante ma il carattere e la voglia di fare risultato si
sono viste e per il momento questo ci basta. Il pareggio sarebbe
stato più giusto? Le regole del gioco dicono tutt’altro: una
squadra per vincere deve mettere il pallone in porta una volta
più dell’avversario e questo per il momento ci interessa, come
ci fa piacere sottolineare il calore del pubblico che chiedeva
questa prestazione e questa vittoria e che è stato accontentato.
Ora ci tocca il Pescara dell’ex Galderisi che lasciava Foggia
con le lacrime agli occhi sposando il progetto abruzzese che
valutava più ambizioso di quello rossonero: ebbene ieri Nanù ha
preso 2 scoppole dal Crotone e spera di rifarsi contro gli
uomini di Novelli domenica prossima ma se ciò non avvenisse
farebbe bene a farsi un esame di coscienza cercando di capire
cosa ha lasciato qualche mese fa. Diciamo pure quindi che le
chiacchiere sono una cosa, il calcio giocato per fortuna è tutt’altro
e se il calcio d’agosto spesso incorona squadre da battere è
altrettanto vero che la posta dei tre punti fa tornare sulla
terra tanti palloni gonfiati. Ovviamente tutto questo non vuol
dire stare a cavallo e aver risolto tutti i problemi del Foggia
ma certamente l’inizio promettente non può far altro che far
crescere interesse e curiosità intorno a questo gruppo che era
stato bocciato ancor prima di nascere e se è vero che il buon
giorno si vede dal mattino, allora speriamo di vedere quest’anno
un campionato che potrà farci togliere numerose soddisfazioni.
Alberto Mangano
Partiamo per questa nuova avventura!
La stagione 2008/09 sta per aprire i battenti ed il Foggia,
impegnato nell'ennesimo campionato di C, sta piano piano
svelando il proprio volto. Certamente non c'è l'entusiasmo di
altre recenti vigilie ma questo potrebbe rappresentare l'arma in
più del gruppo di Novelli candidata, perchè no, a diventare
l'outsider di questo campionato. La società, con Fusco e
Novelli, ha deciso di puntare più sul gruppo che sui singoli
perchè solo così si può affrontare razionalmente una stagione
senza necessariamente dissanguarsi riuscendo comunque a porsi
degli obiettivi a medio-lungo termine. D'altro canto, con i soli
soldi spesi al vento per dare fumo negli occhi, c'è il rischio
di imbattersi in quei tantissimi calciatori mercenari che
orbitano intorno a queste categorie e che cercano ambienti dove
svernare e dare un colpo di coda ad una carriera volta al
tramonto.; i giovani, ben guidati in campo e fuori, possono
portare quell'entusiasmo e quella voglia di fare in piazze come
quelle di Foggia, dove le illusioni hanno fatto sempre da
apripista a cocenti e drammatiche delusioni. Ma perchè si possa
far bene quest'anno è necessario stringersi intorno a questo
Foggia, far sentire il calore intorno ai calciatori, riuscire a
remare tutti insieme verso un'unica direzione. ma se invece
dovessimo assistere a squallide contestazioni, magari alla prima
steccata, potremmo trovarci a gestire una situazione devastante
considerata la giovane età e la inesperienza del gruppo.
Dobbiamo evitare che a Foggia possa succedere quello che di
fatto è successo a Manfredonia con una squadra che aveva puntato
molto sui giovani. Molti componenti del team rossonero hanno
grande voglia di emergere, di lasciare il segno per spiccare il
volo verso brillanti carriere e solo se il pubblico saprà
incoraggiarli, solo se la piazza crederà in questo progetto,
potremo toglierci qualche sassolino dalla scarpa e magari
riuscire a realizzare le imprese di Sassuolo e Cittadella.
Ognuno faccia il proprio e poi il campo, come sempre, dirà la
sua!
Alberto Mangano
Buona Fortuna Nanù!
Alla fine Nanù Galderisi
se ne è andato. Le voci di un suo divorzio che giravano già
all’indomani del triste epilogo di Cremona trovano conferma
nelle parole del tecnico e dell’annuncio del suo nuovo ingaggio
come allenatore del Pescara. Galderisi certamente aveva fatto
bene a Foggia, aveva entusiasmato la piazza con una rincorsa
inimmaginabile, aveva colpito per la sua semplicità e la sua
serietà ma alla fine si è deciso che non era più il caso di
continuare insieme: lasciamoci sì, ma da buoni amici.
In effetti c’è da
condividere la posizione della società che impone una sua
condotta, che indica una direttrice da seguire e il tecnico,
chiunque esso sia, dovrà condividerne i principi e le finalità.
Non dimentichiamoci che l’anno scorso, dopo che si era sfiorata
la promozione, la società diede carta bianca a Campilongo il
quale decise in piena autonomia di mandar via e di ingaggiare
chicchessia in totale autonomia, magari anche depauperando il
patrimonio, espresso in calciatori, della società. Oggi, invece,
un sodalizio che vuole continuare a mantenere il timone della
barca anche nelle tempestose acque della serie C, detta le
regole ai suoi dipendenti, tecnico compreso, affinché si possa
tirare avanti facendo tesoro di quanto si è fatto, bene o male,
in questi anni. Quindi penso che a Foggia e al Foggia faccia
sicuramente bene realizzare un centro sportivo per realizzare
una sorte di quartier generale e non solo per evitare di
emigrare in provincia per gli allenamenti. Questo centro servirà
anche per sviluppare al meglio il settore giovanile e le
conseguenti risorse, in termini di giovani calciatori emergenti.
Se il direttore sportivo saprà integrare giovani promesse con
calciatori affermati e con esperienza, quest’anno la società
potrà dare al nuovo tecnico una squadra che saprà farsi valere e
comunque si potrebbe creare un ciclo che passo dopo passo
potrebbe fisiologicamente farci fare il salto di categoria e non
perseverare sempre nel “tutto e subito” che spesso ci ha
lasciato con l’amaro in bocca. Probabilmente in questo progetto,
definito di “consolidamento”, Galderisi ci stava alla perfezione
ma capiamo anche che le ambizioni in riva all’Adriatico potrebbe
essere tali da aver tentato Nanù a realizzare i suoi sogni
altrove. Noi crediamo che una oculata gestione può portarci ad
una solidità ed una sicurezza duratura: seguire le giuste
pretese dei vari tecnici forse potevano mandarci di nuovo nelle
aule dei tribunali nel giro di pochissimi anni.
Alberto Mangano