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Il Carnevale foggiano del 1952

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“Minello” di Borgo Caprari (disegni di Maria Pia de Stefano)

“Minello” di Borgo Caprari (disegni di Maria Pia de Stefano)

Foggia! Foggia!…grande Città, la cui storia non finisce mai di sorprendere. A leggere le cronache e i resoconti   sui giornali del tempo  ci rendiamo conto  del gran fermento , in tutti i settori della vita sociale, che invadeva la nostra Foggia.  E si tenga sempre ben presente che   questa grande voglia di rinascita e affermazione, iniziò sin da subito, dopo il rientro in città delle migliaia di sfollati a causa della guerra e della funesta estate del 43.

E siccome siamo nel periodo   festoso del carnevale, parliamo di come nel 1952 si svolse la 4^ edizione del Carnevale foggiano. Ce lo racconta il “Foglietto” del 28 febbraio 1952 che, con la solita precisione e dovizia di dati e particolari,   ci dice che a Foggia si organizzava un “grande” carnevale. Pensate che tanti erano gli eventi  in programma che l’articolista del tempo  fu costretto  a “ limitare” la cronaca alle manifestazioni più importanti,  non avendo a disposizioni  colonne sufficienti per  descriverle tutte. Vediamo anche noi, allora, quali erano questi eventi ai quali: “partecipano gran folla di popolo   di tutte le età e condizioni sociali” e che, nella edizione del 52 che stiamo raccontando, “superò   ogni più ottimistica previsione”.

Organizzato dall’E.P.T., il carnevale foggiano   prevedeva, tra gli  altri,  il “concorso maschera per bambini”, che si svolgeva nella  sala Consiliare di Palazzo di Città, dove “avanti ad una eccelsa giuria sfilavano maschere di fantasia ed eleganza…” . Per la cronaca,    nella edizione del 1952 vinse  una bambina  vestita da elegante bambola  di lencio ( quelle che erano più in voga a quel tempo) . Il secondo premio se lo aggiudicò un bambino di Manfredonia   vestito da “gatto con gli stivali”.  Tanti altri piccoli vennero comunque premiati per la particolare bellezza dei loro abiti , in maggior parte ispirati ai personaggi delle favole o di Walt Disney.

Dopo i piccoli   seguiva l’attesissimo “Corso Mascherato” che si svolgeva per le principali vie di Foggia nel pomeriggio della domenica in una  “..cornice festosa di una folla veramente eccezionale” , che assisteva alla lunga sfilata .

La manifestazione era di  “stretto carattere popolare” e a tale tema dovevano adattarsi le maschere. Assistevano alla sfilata le Autorità civili e militari, in primis il Prefetto del tempo: Dr D’Aiuto.

La sfilata era composta  da maschere singole e gruppi mascherati tra le quali particolare successo nella edizione in commento, ebbe il gruppo di “allegoria ortofrutticola” e “ la famiglia caratteristica foggiana”.

Il vero clou della giornata carnecialesca era però l’attesissimo   e mondano: “Veglionissimo della Stampa” che si svolgeva ogni anno nel salone di Palazzo Dogana.  Cosi’ venne definito dal commentatore del Foglietto:   “ …Il veglionissimo ha una sola definizione:  successo incontrastato di organizzazione, di addobbo, buon gusto..”.  Il veglionissimo del 1952 , chiamato anche “Il gran ballo” venne offerto dalla ditta Cinzano, ( come ci mostrano le foto del numero successivo de “Il Foglietto”, del 6. Marzo 1952), la quale unitamente alla premiata ditta Sarti , organizzò un grande buffet oltre agli addobbi ed a mettere a disposizione degli invitati un gran numeri di regali di lusso.

Alla serata mondana partecipavano le famiglie “distintissime” di Foggia e provincia, “elegantemente vestite” e che portavano   “abbondanza di doni” . La festa  si protraeva sino alle 4 di mattina tra suoni e balli. Durante la serata  si svolgevano varie gare e concorsi  con distribuzione di ricchi premi.  Le gare riguardavano   l’eleganza, le acconciature, le toilettes più belle. Pensate  che nella edizione del 1952 del Veglione della Stampa di Carnevale,  lla vincitrice per il più bell’abito da sera, ebbe in premio:  Un servizio da the della “Gazzetta del Mezzogiorno”; una  colonia  “Cotj” della Cinzano; taglio d’abito della ditta “Tagarelli,” un paio di scarpe  della ditta “Leopoldina” ….scusate se è poco..!

Ma non meno importanti erano anche i premi  per le vincitrici delle altre categorie: profumi, scarpe, abiti, lumi da tavolo, cucine “Liquigas” , borse,  e tanti altri premi, tutti di gran marca.

I maschietti, giornalisti, partecipavano invece ad una gara tutta per loro che si chiamava “Botta e risposta”; “simpatica e divertente”.  Che vide vincitori   “l’Avv Giuseppe d’Addetta e il Cav . Maffucci e i colleghi Armone e d’Angelo”.  Un simpatico aneddoto, come non mancano mai, in queste occasioni, ci racconta che  uno dei premi messi in palio per la    “Lotteria dei due premi” era una radio la quale venne vinta indovinate da chi..? Dall’Ingegnere della Società elettrica!.

Ulteriori premi erano assegnati alle coppie   “per la danza e l’eleganza”.

Questo era il carnevale (raccontato in parte) raccontato dai giornali del tempo  e che dimostrano una grande vivacità e fermento della nostra città, alle quali tutti ci auguriamo di tornare.

(Salvatore Aiezza)

ved. anche Il carnevale foggiano