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Chiesa di S. Alfonso Maria dei Liguori

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La chiesa di S. Alfonso

La chiesa di S. Alfonso

Il Santo Alfonso Maria de’ Liguori, a cui è intitolata la Chiesa parrocchiale, sita in zona periferica a Nord-Est della Città, al rione Candelaro, ebbe in passato particolari legami con Foggia per aver due volte, nel 1732 e nel 1745, avuto il dono delle apparizioni della Madonna dei Sette Veli, apparizioni già verificatesi nel 1731 dopo il terremoto del 21 marzo che causò la distruzione della città. Di queste apparizioni S. Alfonso fu il più autorevole e qualificato testimone circa la veridicità dei fatti.

Nel 1931, ricorrendo il 2° Centenario della prima apparizione della Madonna, Mons. Farina inserì nel programma delle celebrazioni una missione popolare predicata da trenta Padri Redentoristi e in quella circostanza maturò il proposito di costruire una Chiesa da dedicare a S. Alfonso, affidandola allo zelo dei Padri Redentoristi.

Per il sito dell’erigenda Chiesa Mons. Farina pensò ad una zona estrema di Via L. Scillitani, ma difficoltà di ordine burocratico e gli eventi bellici della seconda guerra mondiale rinviarono ad altro tempo la realizzazione di tale progetto.

Il desiderio di Mons. Farina, molto più tardi, fu fatto proprio da Mons. Lenotti, che affidò all’Arch. L. Vagnetti il compito di redigere il progetto della Chiesa, erigenda su suolo individuato su Corso Roma.

Il suolo su Corso Roma non fu possibile ottenerlo e Mons. Lenotti dovette cercarlo altrove, su Via S. Severo al rione Candelaro, dove era in atto un incremento abitativo e demografico. Acquistò un suolo agricolo (ex Tratturo regio) dal Ministero dell’Agricoltura (Atto n. 33730 del 22.12.1967) e affidò all’Arch. G. Calza-Bini il compito di apportare varianti al progetto di L. Vagnetti.

L'interno della chiesa di S. Alfonso

L’interno della chiesa di S. Alfonso

Nel 1966 tornarono a Foggia, invitati da Mons. Lenotti, i Padri Redentoristi per dare inizio alle attività pastorali nel rione Candelaro eretto a territorio parrocchiale con Bolla del 15.9.1968. (I Redentoristi furono a Foggia già dal 1951 al 1953 per dare assistenza spirituale alle Monache Redentoriste rientrate da Troia, dove furono ospitate nel Seminario, dopo la distruzione del loro Monastero causata dai bombardamenti del 1943. Le Monache a Foggia furono temporaneamente accolte in una parte del Palazzo Vescovile e come cappella del loro provvisorio Monastero funzionava la Chiesa di S. Domenico, in cui officiavano i Padri Redentoristi.)

Mancando Chiesa e Canonica, si utilizzò come cappella un garage ubicato su Via Candelaro, angolo Via Capitanata, messo a disposizione della famiglia Pattacini. Successivamente fu preso in fitto un locale dell’Istituto Case Popolari in Via P. Saggese.

Assicurato il finanziamento dal Ministero OO.PP. per la costruzione del nuovo complesso parrocchiale, il cui progetto fu approvato dalla Pont. Commissione per l’Arte Sacra, e avuta licenza edilizia dal Comune di Foggia, finalmente Mons. Lenotti potè l’11.6.1972 benedire e porre la Prima Pietra.

I lavori affidati all’Impresa Bruno Pitta di Lucera, sotto la direzione dell’Ing. Valentino Pennella, iniziarono nel luglio dello stesso anno; dal 22.1.1976 all’Impresa Pitta subentrò quella di Antonio Di Lecce di Margherita di Savoia e all’Ing. Pennella successe come Direttore dei lavori l’Ing. Ernesto De Nittis, questi ultimi portarono a termine i lavori nel giugno del 1979. Al finanziamento dello Stato fu necessaria una parziale integrazione offerta dalla Provincia religiosa.

Dotata la Chiesa dell’indispensabile arredamento, il 4.8.1979 Mons. Mario De Santis, Ausiliare dell’Arcivescovo di Foggia, aprì ufficialmente al culto la Chiesa col rito della benedizione, partecipi Autorità civili, Redentoristi col Superiore Generale, P. Giuseppe Pfab, Clero diocesano e Clero religioso delle vicine parrocchie e numerosi fedeli del rione. Qualche mese più tardi, esattamente il 25.11.1979 Mons. Lenotti consacrò la Chiesa, come dall’epigrafe stampata su una lapide all’ingresso.

È bello ricordare che alcuni impianti, come quello elettrico, microfonico e di riscaldamento per la Chiesa, furono realizzati con la massima economia. I primi due, infatti, li curò un Padre Redentorista, Pompeo Franciosa, particolarmente esperto in materia; per l’impianto di riscaldamento fu utilizzato quello dismesso dalla Chiesa di S. Luigi nel settembre 1979. Anche il mobile della Sacrestia proviene da S. Luigi, acquistato con poco.

La Chiesa fino ad oggi non ha subito modifiche ed è sobriamente adorna di opere artigianali che ben s’intonano con la semplicità del luogo sacro.

Tra le esperienze associative ospitate e curate in Parrocchia, oltre l’Azione Cattolica, è da ricordare il Movimento dei Focolari e quello del Rinnovamento nello Spirito. Ora è attivamente operante solo l’Azione Cattolica.

Negli ultimi anni di ministero parrocchiale, Padre Pompeo Franciosa provvide in economia alla sistemazione del campo di calcio e realizzò negli anni 1992-’93 una sala teatro detta “Oratorio Redenzione”.