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Due anni in A con Puricelli

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Ettore Puricelli

Ettore Puricelli

Campionato 1976/77 In questo campionato a rappresentare il Sud c’è oltre al Foggia, il Catanzaro e il Napoli. Il presidente Fesce, partendo con l’intelaiatura dell’anno precedente si affida in panchina alla coppia Balestri-Puricelli. Il campionato comincia subito, allo Zaccheria, con una grande, l’Inter. I satanelli riescono a strappare un risultato di parità, 0-0 e tutto sommato ci si può accontentare. La settimana successiva il Foggia si reca a Perugia e ci pensa un ex, Vannini a dare la vittoria agli umbri. C’è da rimboccarsi già le maniche perchè allo Zaccheria scende la Juventus e il Foggia ha l’occasione per inserire in squadra i neo acquisti: Nevio Scala acquistato dal Milan, Angelo Domenghini che aveva contribuito nel 1970 a portare la Nazionale alla finale con il Brasile e Franco Bergamaschi proveniente anch’esso dal Milan. Quel giorno, 24 ottobre 1976, il Foggia scende in campo con la seguente formazione: Memo, Colla, Sali, Pirazzini, Bruschini, Scala, Domenghini, Bergamaschi, Ulivieri, Del Neri, Bordon. Il Foggia gioca bene ma deve arrendersi ad una cinica Juve che nel finale, al 74′, realizza il gol vittoria con Bettega. La settimana successiva la squadra di Puricelli coglie un prezioso pareggio, 0-0, in quel di Bologna. Dopo 4 partite il Foggia è a 2 soli punti ma, soprattutto, non ha ancora realizzato un gol e aspetta di giocare in casa il derby del Sud contro il Napoli. La partita parte male e alla mezz’ora Savoldi trafigge Memo; passano 8 minuti il Foggia pareggia realizzando la prima rete del campionato grazie ad un autorete di Tarcisio Burgnich. Passano solo 3 minuti, siamo al 42′, e Domenghini con un tiro teso da 25 metri fa secco Carmignani regalando la gioia della momentanea vittoria. Il pubblico esplode per la bella rete ma soprattutto perchè il Foggia gioca bene in uno stadio pieno di tifosi di entrambi gli schieramenti; la partita terminerà 2-2 grazie ad un altro gol sempre di Savoldi nella ripresa.

L'abbonamento di serie A

L’abbonamento di serie A

La settimana successiva con la Roma all’Olimpico i ragazzi di Puricelli perdono per 3-1 mentre allo Zaccheria contro la Sampdoria degli ex Bresciani, Saltutti e Valente, grazie ai gol di Pirazzini e Bergamaschi, regalano al pubblico la prima vittoria di quel campionato. Nelle due trasferte successive e consecutive il Foggia perde malamente a Firenze (4-1) ma coglie un pareggio a rete inviolate contro la Lazio. Il 1976 si conclude allo Zaccheria il 19 dicembre: a far visita al Foggia il Milan di Rivera, Capello e Bigon; gli ospiti vanno in vantaggio con Sabadini ma dopo 10 minuti è il capitano, Pirazzini, a riequilibrare il risultato mentre nella ripresa Del Neri, su rigore, trasforma e regala alla folla accalcata sugli spalti il gol della prestigiosa vittoria. L’anno nuovo si apre con una sconfitta con una diretta concorrente, il Genoa che a Foggia riesce a vincere per 3-2. La domenica successiva altro scontro diretto in trasferta con il Catanzaro ed altra sconfitta netta per 3-1. Subito dopo c’è il Cesena, fanalino di coda della classifica allo Zaccheria e quindi c’è la possibilità di respirare; quel giorno fa il suo esordio con la maglia rossonera Paolo De Giovanni, un ragazzo promettente di S.Marco in Lamis: ebbene il Foggia lascia altri due punti clamorosi grazie alla doppietta di De Ponti, quel giorno marcato proprio da De Giovanni. La domenica successiva altra scoppola a Torino con i granata (1-0): ormai è piena crisi, il Foggia è penultimo ad una sola lunghezza dal Cesena. Il girone di andata termina con il riscatto: 4-1 in casa al Verona con le reti di Bordon (2), Domenghini e Nicoli. La classifica al giro di boa, per le zone calde è la seguente:Catanzaro e Milan 13; Sampdoria 11; Bologna e Foggia 10; Cesena 8. La situazione non è rosea, e Puricelli lo intuisce: è necessario un miracolo nel girone di ritorno. Si va a Milano e il Foggia pareggia con Pirazzini il gol iniziale dell’interista Peppino Pavone.

Pirazzini e Rivera

Pirazzini e Rivera

La domenica successiva il Foggia batte in casa il Perugia. Alla terza di ritorno il Foggia perde 1-0 a Torino contro la Juve grazie sempre al solito Bettega, ma alla quarta non si può sbagliare: c’è il Bologna che ha 13 punti come il Foggia e bisogna vincere; ci pensa Ulivieri a regalare ai satanelli l’ 1-0 definitivo. Il Foggia perde a Napoli per 3-2, batte la Roma in casa con un gol di Ulivieri a 3′ dalla fine, mentre subisce uno stop in trasferta con la Sampdoria per 2-1. Purtroppo si torna di nuovo a perdere anche la domenica successiva e per di più allo Zaccheria per 3-2 contro la Fiorentina. Bisogna cambiare rotta, il Foggia si può salvare ma deve non perdere la concentrazione e in casa con la Lazio centra l’1-0 sempre grazie ad Ulivieri. A Milano con il Milan il Foggia strappa applausi e un prezioso 0-0 e subito dopo in trasferta contro il Genoa centra la prima vittoria esterna della stagione per 2-1 con reti di Ulivieri e Bordon. Mancano 4 giornate alla fine e gli uomini di Puricelli prima battono in casa il Catanzaro e la domenica successiva, in quel di Cesena, con un 3-2 che riscatta la partita dell’andata, il Foggia conquista 26 punti e la matematica salvezza: è l’8 maggio 1977. Perderà poi, ormai deconcentrato, in casa con il Torino e a Verona nell’ultima gara. Retrocedono Sampdoria, Catanzaro e Cesena. Quella del 1976/77 rappresenta la prima salvezza in A per il presidente Fesce, dieci anni dopo le imprese del Foggia di Rosa Rosa. Il Foggia quell’anno ringraziò anche i gol dei suoi due attaccanti, Ulivieri e Bordon che misero a segno 7 gol ciascuno ma anche quelli del suo capitano Pirazzini che ne mise a segno 4 come Bergamaschi e Domenghini.

1977/78 In piedi: Pirazzini Memo Gentile Bordon Colla accosciati: Bergamaschi Sali Del Neri Iorio Scala Nicoli

1977/78 In piedi: Pirazzini Memo Gentile Bordon Colla
accosciati: Bergamaschi Sali Del Neri Iorio Scala Nicoli

Campionato 1977/78 Il Foggia anche quest’anno riparte con Ettore Puricelli in panchina e soprattutto lascia praticamente inalterata la rosa: va via Domenghini che aveva ben figurato l’anno prima ma che ormai era agli sgoccioli della carriera. Si parte l’11 settembre e il Foggia si presenta a Torino contro la Juve campione d’Italia: dopo un buon primo tempo a reti inviolate, i rossoneri subiscono una veemente sfuriata dei padroni di casa che fanno addirittura 6 gol facendo capire ai tifosi foggiani che il campionato sarà duro e difficile. L’esordio allo Zaccheria vede una Fiorentina determinata e gli uomini di “Ettorazzo” non vanno oltre il pareggio per 1-1 con un gol di Scala che pareggia quello di Antognoni. Il Foggia, alla terza, subisce un’altra sconfitta in trasferta, per 2-0, questa volta ad opera della Roma di Giagnoni. A questo punto, con un solo punto in tre partite, non si può non vincere in casa con il Bologna: ci pensa un giovane, Carmine Gentile, subentrato al posto di Bruschini, a realizzare il gol vincente all’83’; lo stadio esplode e la gente riacquista l’entusiasmo che le prime giornate avevano affievolito. Nel frattempo Puricelli manifesta più o meno apertamente la sua scarsa fiducia nell’opera del centravanti Ulivieri (7 gol l’anno precedente) e nella partita successiva, ancora in casa contro il Torino, lancia in campo un giovane di belle speranze, Maurizio Iorio, e la scelta si rivela azzeccata: il ragazzo si comporta bene in campo e il Foggia riesce a far sua la partita grazie ad un gol di Pirazzini su un pallonetto-assist di Gigi Del Neri (azione sicuramente provata in allenamento visto che il capitano aveva fatto lo stesso gol l’anno precedente contro il Milan). Il Foggia raggiunge quota 5, si proietta verso le posizioni di centro-classifica e il presidente Fesce è costretto a cedere Nerio Ulivieri al mercato di ottobre. Il Foggia torna in trasferta prima contro il Milan e perde per 2-0 e poi a Genova dove coglie un prezioso 0-0 utile per la classifica. Si torna in casa e si torna a vincere: a farne le spese questa volta il Pescara che prende gol da Pirazzini e Iorio (alla sua prima marcatura in serie A); la classifica è incoraggiante, si viaggia a +5 dalla Fiorentina, a +4 dal Bologna, +3 sul Pescara ma si precedono anche squadre come Roma, Inter e Napoli.

Pirazzini e Rivera

Pirazzini e Rivera

Il Foggia sta bene in forma e strappa a Roma un pareggio contro la Lazio. Subito dopo a Foggia arriva il Vicenza di Paolo Rossi che sta strabiliando l’Italia ma a Foggia non va oltre l’1-1 (gol di Del Neri). Ma a Napoli gli uomini di Puricelli prendono una sberla da Savoldi (4 gol) e da un foggiano verace che realizza un eurogol (Pellegrino Valente). L’anno si conclude ancora peggio perchè a Foggia passa il Perugia grazie ad una sfortunata autorete di Carmine Gentile. Il Foggia è fermo a 10 punti e comincia a sentire il fiato delle squadre inseguitrici: bisogna tornare a vincere e allo Zaccheria cade l’Atalanta grazie ad un gol da 30 metri di Mauro Colla. Il girone di andata si conclude però con due sconfitte: a Verona per 3-1 e in casa contro l’Inter per 2-0. Al giro di boa il Foggia può contare solo su 12 punti e certamente non c’è da star tranquilli. Si riprende in casa contro la Juve ma il Foggia, grazie ad una svista dell’arbitro Menegali che non vede un rigore netto di Zoff su Nicoli, non va oltre lo 0-0; poi si va a Firenze  e il Foggia conquista un prezioso 1-1 con gol di Bordon anche perchè conquistato contro una diretta concorrente. Sembra che il clima di paura sia passato ma invece il Foggia in casa con la Roma, nonostante l’assedio alla porta difesa da Paolo Conti, non va oltre lo 0-0. Nelle due trasferte consecutive successive, il Foggia va  in vantaggio per primo e sempre con Iorio ma in entrambi i casi si fa raggiungere e superare (2-1 con il Bologna e 3-1 con il Torino). La sconfitta a Torino regala al Foggia il penultimo posto insieme alla Fiorentina. Il 5 marzo 1978 c’è il Milan allo Zaccheria e la partita comincia veramente bene: autorete di Turone su tiro di Bergamaschi, ma nel secondo tempo si torna a perdere grazie alle reti di Calloni e Antonelli. La settimana successiva, ancora allo Zaccheria è di scena il Genoa e ci pensa Bordon a pareggare il gol d’apertura di Pruzzo: il Foggia spezza comunque la serie negativa e raggiunge 16 punti. C’è ora la trasferta di Pescara e il Foggia ha l’occasione di dare il colpo decisivo agli abruzzesi: finisce 2-1 per il Foggia grazie alle reti di Bordon e Iorio nel secondo tempo. Il Foggia deve sfruttare il turno casalingo e gli riesce battendo per 3-1 la Lazio di Vinicio grazie ai gol del solito Iorio, da un altro bellissimo gol di Colla (simile a quello contro l’Atalanta) e al terzo di Del Neri. Due belle vittorie vanificate la dal Vicenza, secondo solo alla Juve in classifica, che batte il Foggia per 2-0. A cinque giornate dalla fine, considerato il Pescara già spacciato, ci sono due posti per la B e la classifica è la seguente: Foggia, Lazio e Genoa 20 – Bologna e Fiorentina 19. Il Foggia gioca in casa contro il Napoli ma non va oltre il pareggio raggiunto nel finale dai partenopei: ci saranno anche incidenti tra le tifoserie opposte. A Perugia il Foggia va in vantaggio con Bergamaschi ma dopo un minuto subiscono il pareggio su calcio di rigore di Bagni e alla fine perde per 3-1.. Ora la classifica vede il Foggia sopra la Fiorentina di 1 punto e sotto, sempre di 1 punto, a Bologna, Genoa e Lazio. Puricelli striglia la squadraprima di recarsi a Bergamo contro una Atalanta già salva ma la partita viene rinviata per infortunio dell’arbitro al giovedì successivo: il Foggia prende i 2 punti grazie a due autoreti e si prepara al rush finale. Alla penultima, in casa con il Verona, il Foggia si scatena e vince per 4-0 (doppietta di Bordon, Bergamaschi e Iorio) inguaiando anche gli scaligeri; questa infatti la classifica prima dell’ultimo turno: Foggia e Verona 25 – Fiorentina Bologna e Genoa 24 … tra queste cinque squadre, due dovranno abbandonare la serie A e c’è lo scontro diretto tra Fiorentina e Genoa. Il Foggia va a Milano contro l’Inter e dopo il gol di Muraro riesce a pareggiare grazie ad un autogol di Facchetti: le squadre giocano per non farsi male ma ad un quarto d’ora dalla fine ci pensa Scanziani a regalare la vittoria ai nerazzurri e a consegnare la salvezza alla Fiorentina che, pareggiando contro il Genoa, condanna quest’ultimo e proprio il Foggia alla serie B per colpa della differenza reti (troppi 11 gol per il Foggia in due partite con Juve e Napoli): le tre squadre termineranno il campionato a 25 punti. Da quel 7 maggio 1978 e con quel gol di Scanziani la squadra rossonera per tanti anni fu dimenticata dai titoli nazionali, rischiò di scomparire per sempre e dovrà veramente lottare tanto e per tanto tempo prima di rivedere la serie A in Capitanata.

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Alcuni gol del Foggia nel campionato 1977/78