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IL Foggia vinceva a Bari e andava in A

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da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 14 maggio 1973

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BARI: Merciai, Cazzola, Loseto, Consonni, Spimi, Dalle Vedove, Sigarini, (dal 46’ D’Angelo), Butti, Casarsa, Ardemagni, Marcolini. 12. Colombo (Presidente De Palo, allenatore Regalia).
FOGGIA: Trentini, Valente, Colla, Pirazzini, Bruschini, Trinchero, Pavone, Del Neri, Rognoni (dal 72’ Morrone), Villa,Braglia. 12. Giacinti (Presidente Fesce, allenatore Toneatto)
Arbitro: Toselli di Cormons
Rete: nel p.t. al 24’ Braglia
Spettatori 25000

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Il derby ha confermato teorie abbastanza vecchie. Il Foggia, infatti, realizzando una vittoria apparentemente immeritata ha dimostrato cose scontate: e cioè che un grande portiere fa grande una squadra; che la strada che conduce alla serie A è lastricata di praticità, di concretezza, di capacità di soffrire e di attendere il momento propizio per piazzare la botta buona ed è ricoperta da un leggero strato di quel bitume che si chiama fortuna. Anche il Bari ha dimostrato alcune cose che si possono considerare scontate: e cioè che per vincere non basta giocare meglio dell’avversario, ma è necessario sfruttare convenientemente certe invitanti palle-gol e che in difesa è importante stare sempre con tanto d’occhi aperti per impedire che innocenti palloni concludano la loro traiettoria in rete.
La passione, l’amarezza per una sconfitta forse mai temuta e resa ancor più imprevedibile dale fasi del gioco hanno indotto I tifosi baresi ad accompagnare l’uscita dei giocatori foggiani a fine partita con il coro: “ladri, ladri…”. Però, francamente non crediamo che il Foggia abbia commesso un furto perchè se è vero che è andato in vantaggio per un gol balordo è anche vero che un tantino balordo è stat oil comportamento dei difensori baresi (è forse il decimo gol che il Bari subisce in circostanze più o meno analoghe); se è vero che I foggiani hanno evitato una sconfitta di dimensioni più o meno vistose per l’abilità di Trentini è vero anche che questo portiere non è diventato bravo di colpo a Bari, ma che bravissimo lo è da oltre dieci partite considerate che non prende gold a 920 minuti che sono pari a 15 ore e 20 minuti; se è vero, infine, che sul piano del gioco il Foggia non ha fatto cose eccelse è vero anche che, essendo impegnato nella lotta per la promozione, I foggiani non potevano assolutamente impostare la partita in una chiave diversa da quella della concretezza.
stampa7Il Foggia, in definitiva, ha giocato esclusivamente in funzione del risultato: puntava in maniera esplicita al pareggio e s’era preparato tatticamente e psicologicamente a battersi per il conseguimento di questo risultato. Ha trovato il gol e lo ha preso non potendolo… rifiutare e quando s’è trovato in vantaggio s’è messo a difendere caparbiamente, cocciutamente il “punto in più” com’era logico che facesse.
E’ chiaro, naturalmente, che il gioco praticato dal Foggia può non essere piaciuto alla maggioranza degli spettatori; ma è evidente che una squadra lanciata verso il traguardo della serie A pedala come può e si preoccupa soltanto di staccare l’avversario che l’insegue e certo non bada ai malevoli apprezzamenti sul suo stile sgraziato.
Il Foggia, dunque, merita lode per l’impegno con cui s’è battuto, per la furbizia e l’abilità con cui è riuscito a mettere insieme questi altri due punti, ma soprattutto per il vigore e la volontà con cui è riuscito a resistere agli impetuosi assalti di un Bari che così bravo, vivo e aggressive era stato soltanto in alcune partite dell’ormai lontano girone di andata.
E ci sembra di poter dire che se il Foggia non ha giocato bene il merito è del Bari che non gli ha consentito di fare di più e di meglio.
Il Bari, come avevamo previsto, non ha accettato di recitare il ruolo di “spalla” del Foggia prim’attore per motive di classifica; ha voluto essere protagonista e c’è riuscito brillantemente. Non è stato bravo perchè ha attaccato più del Foggia e più del Foggia ha prodotto gioco: che dovesse comportarsi così era logico, scontato dal momento che di fronte aveva una squadra, come abbiamo già ditto, il cui compito principale doveva consistere nel difendersi enell’ “addormentare” la partita. E’ stato bravo perchè per almeno mezz’ora ha attaccato con raziocinio, con schemi chiari, precisi, lineari, efficaci; perchè ha prodotto un gioco che in alcuni moment ha raggiunto vertici notevoli dal punto di vista spettacolare; perchè è riuscito nei periodi in cui più accentuate è stata la sua spinta offensive a neutralizzare inesorabilmente il micidiale contropiede dell’avversario.
Ed è quasi assurdo che un Bari così bravo, gagliardo, generoso abbia perso: subìto il gol ha fatto tutto – e l’ha fatto bene – per annullare lo svantaggio e ci sarebbe riuscito se avesse avuto la fortuna di non trovarsi di fronte un portiere come Trentini al quale da dieci domeniche, nessun attaccante riesce a far gol.
E’ stato un derby molto bello, senza pause di gioco, appassionante, ricco di spunti capaci di sollecitare grosse emozioni. Un derby, insomma, giocato sempre, dal primo all’ultimo minute. E’ stat oil Bari a provocare la prim a emozione, subito, al 2’: Sigarini batte un angolo da sinistra mandando la palla in area alta mezzo metro da terra, I difensori foggiani non riescono ad intercettarla e Ardemagni buttandosi a valanga la colpisce quell tanto che basta per imprimerle una leggera deviazione, Trentini sembra battuto, ma la palla va a fondo campo passando mezzo metro oltre la base del palo. Il Foggia si distende in avanti e cerca con abili palleggi di disimpegno di frenare il ritmo che il Bari ha imposto al gioco. A centrocampo si controllano a vicenda Dalle Vedove e Del Neri, Villa e Ardemagni, Trinchero e Butti; il Bari fa marcare Pavone da Cazzola, Braglia da Spimi e Rognoni da Loseto mentre il Foggia tiene Colla su Marcolini, Bruschini su Casarsa e Valente, terzino fluidificante, su Sigarini.
Siccome Rognoni gioca molto arretrato Loseto resta spesso senza avversario e mancandogli un punto fisso di riferimento avverte qualche difficoltà. Col passare dei minuti, però, “crescerà” anche Loseto. Le marcature sono tutte indovinate. Salterà, in seguito, soltanto quella di Trinchero nei confronti di Butti per la splendida prestazione dell’interno barese.
Comunque nella fase di avvio della partita tutto si svolge con una precision quasi cronometrica. Il Bari attacca e il Foggia lo controlla con disinvoltura, senza apparent affanno. Al 17’ Trentini para in tuffo un tiro di Marcolini dal vertice dell’area e un minuto dopo Rognoni lancia profondo sulla sinistra a Villa che sotto porta, contrastato da Ardemagni, non riesce nè a tirare a rete, nè a crossare sicchè Consonni ha tempo per mettere in angolo anticipando l’intervento di Merciai. Al 22’ Ardemagni dà in verticale a Dalle Vedove, il mediano supera in velocità Del Neri, evita l’intervento di Pirazzini ma tocca troppo forte la pall ache finisce tra le braccia di Trentini.
Il Foggia s’è organizzato bene nella propria metà campo e rende difficile al Bari la ricerca degli spazi per puntare a rete. Ogni tanto fa partire in contropiede Braglia o Pavone e qualche volta fa scattare in avanti il terzino Valente. Ed è appunto Valente, al 24, che da sinistra crossa sotto porta un Pallone che sembra inoffensive: saltano Spimi e Braglia e l’attaccante colpisce la palla quasi con la nuca imprimendole una parabola che sorprende nettamente Merciai (piuttosto incerto). E’ gol.
Lo svantaggio non “deprime” il Bari. Si torna a giocare come prima: col Bari cioè che cerca di velocizzare la manovra e con il Foggia che s’industria di fare il contrario. E ha la meglio il Foggia anche perchè I suoi difensori – Pirazzini in particolare – non buttano via la palla intercettata, ma lascambiano con il compagno smarcato. E il possesso del Pallone consente appunto al Foggia di controllare abbastanza bene la partita. Al 29’ c’è una punizione a favore del Bari dal limite dell’area: Butti tocca lateralmente verso Ardemagni e l’interno cerca il gol con un bellissimo tiro che finisce però un palmo oltre l’incrocio dei pali.
Al 43’ il Foggia dà un saggio di quanto insidioso sia il suo contropiede: quasi al limite della propria area, Rognoni intercetta un passaggio di Sigarini a Casarsa, avanza per una quindicina di metri e poi lancia Pavone scattato benissimo, l’ala tira ma interviene in spaccata Cazzola e devia in angolo.
Nella ripresa il Bari si presenta con D’Angelo al posto di Sigarini che verso la fine del primo tempo ha cominciato ad avvertire dolore alla gamba (si era infortunato a Taranto). Primo attacco e prima grossa emozione: si gioca da un minuto e Dalle Vedove fa scattare Butti sulla destra, l’interno quasi dal vertice dell’area manda la palla in diagonale, rasoterra, sotto porta interviene da sinistra Marcolini e batte a rete; il gol sembra inevitabile, ma Trentini compie la prima prestigiosa parata tuffandosi in avanti e respingendo il tiro dell’ala.
Il Bari continua a svolgere gioco d’attacco con manovre essenziali e veloci che creano grosse difficoltà alla difesa foggiana costretta a salvarsi frequentemente in angolo. Su cross di D’Angelo, Ardemagni gira in porta di testa cercando l’angolo basso alla sinistra del portiere: Trentini bravissimo si tuffa e manda in angolo.
Il Foggia è in evidente difficoltà: il Bari lo aggredisce senza tregua e facendo gioco sulle fasce laterali costringe la difesa foggiana ad allargarsi. Al Foggia non è concessa la possibilità, come prima, di tenere la palla sicchè l’iniziativa è costantemente del Bari. All’11’ su tiro di Marcolini il pallone è deviato con affanno da Colla contro la faccia esterna della rete. Al 21’ lo stesso Marcolini tira fuori da una ventina di metri e un minute dopo Casarsa scatta in fuori gioco su uno splendido passaggio smarcante di D’Angelo. Al 26’ Butti ricevuta la palla da Ardemagni la manda con millimetrica precision nell’area di porta, la difesa foggiana è superata ma Casarsa e Marcolini arrivano con una frazione di secondo di ritardo e la palla rotola a fondo campo. Un minuto dopo Toneatto manda in campo Morrone al posto di Rognoni. Ma intanto decresce l’intensità della spinta offensive del Bari. Il Foggia torna ad allargarsi e a respirare. Accenna qualche “melina” a centrocampo, parte di tanto in tanto in contropiede con Pavone e Braglia, ma senza mai concludere a rete. Al 33’ Trinchero commette un brutto e soprattutto inutile fallo su Loseto e l’arbitro lo espelle.
Il Bari tenta ancora di riportare in equilibrio il risultato, ma ora il Foggia riesce a non farsi schiacciare nella propria area. L’ultima parata, Trentini la compie al 43’ neutralizzando una girata di testa di Loseto su traversone di Cazzola.
E così finisce il derby: il Foggia ha preso i punti, il Bari gli applausi.
Paolo Catalano