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Gli anni 80 iniziano con tre anni in B

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Campionato 1980/81 Quindi il Foggia, dopo un anno di purgatorio in terza serie, ritorna tra i cadetti e lo fa in uno stadio nuovo: il Comune, per quella stagione, infatti, inaugura le due curve in cemento. In panchina resta Ettore Puricelli, molti calciatori vengono confermati ed altri arrivano dopo una intensa attività al calciomercato: arriva il bomber Musiello (ex Roma) dal Genoa, Tinti dal Bologna, Donetti dal Rende, Sgarbossa dall’Udinese e Ottoni dal Perugia.

Il Foggia edizione 1980/81

Il Foggia edizione 1980/81

Il campionato inizia bene con un poker di gol rifilato al Varese, con un pari a Catania e con il pareggio casalingo con il Palermo; arriva però la prima sconfitta dell’anno in casa del Taranto. Si ritorna allo Zaccheria contro il Pisa di Toneatto e finisce con un pirotecnico 3-3; a Verona si coglie un importante pareggio e tutto sommato il cammino sembra buono considerando che il Foggia rappresentava sempre una matricola tra i cadetti. Nelle due successive gare interne consecutive i rossoneri di Puricelli raccolgono due punti frutto della sconfitta contro la Lazio e della vittoria con l’Atalanta. Nella gara successiva il Foggia coglie il primo successo stagionale in trasferta e lo fa contro la Sampdoria per 1-0 con un gol  capolavoro di Stanislao Bozzi, in rovesciata, che molti foggiani conservano in cineteca e nei ricordi per la spettacolarità del gesto e che fece sì che questo gol fosse riportato per diverso tempo nelle sigle di programmi sportivi nazionali dell’epoca. In casa contro il Rimini il Foggia coglie il suo terzo successo consecutivo portandosi a 12 punti in classifica prima di andare a Milano contro il Milan di Giacomini che la giustizia sportiva aveva retrocesso in serie B. E’ il 23 novembre del 1980, giorno ricordato per il tragico terremoto dell’Irpinia: quel giorno i ragazzi di Puricelli riescono a pareggiare a S.Siro per 1-1 con un gol molto bello di Costante Tivelli. Successivamente il Foggia pareggia in casa contro il Pescara e perde il derby a Bari; il derby di Lecce finisce 0-0, si pareggia in casa con la Spal e si torna con un pesante 4-0 da Marassi contro il Genoa. Finalmente si ritorna al successo allo Zaccheria contro il Vicenza grazie ad un’altra rovesciata di Bozzi, mentre a Cesena, contro l’ex Bordon, si perde di misura. Il girone di andata si conclude con il pareggio casalingo contro il Monza. A 19 punti si aveva una buona media per una sicura salvezza ma si poteva, volendolo, aspirare anche a qualcosa di più ambizioso. Il Foggia inizia il girone di ritorno rispettando perfettamente la sua media di un punto a partita e pareggia in sequenza a Varese, in casa con il Catania, a Palermo, contro il Taranto allo Zaccheria, a Pisa, contro il Verona e a Roma con la Lazio. Questa ottima media per la salvezza viene interrotta dalla sconfitta di Bergamo e dopo il pari casalingo contro la Sampdoria, il Foggia perde pure a Rimini. Bisogna tornare alla vittoria e i rossoneri lo fanno alla grande battendo a Foggia il Milan che volava verso la serie A grazie ad un rigore di Tivelli. La domenica successiva si perde a Pescara, poi si pareggia in casa contro il Bari prima di ritornare alla vittoria nel derby contro il Lecce. Ormai per la salvezza necessita solo il conforto della matematica, ma non siamo lontani. A Ferrara il Foggia riesce a rimontare 3 gol e guadagnare un prezioso pareggio; in casa con il Genoa si pareggia per 0-0 in una gara in cui Puricelli e Simoni sembrano non volersi far male ma la matematica certezza di disputare un altro campionato in B arriva a Vicenza dove grazie al solito gol da cineteca di Bozzi ( oltre mezzo campo in slalom tra gli avversari) il Foggia coglie una preziosa vittoria: questa partita venne messa sotto inchiesta per un ipotetico accordo tra i dirigenti foggiani e quelli del Varese a cui faceva comodo la vittoria dei rossoneri ma tutto finì in una bolla di sapone. Il campionato finì con due sconfitte, 3-1 allo Zaccheria per il Cesena e a Monza per 1-0. Quell’anno fu straordinaria la coppa di attacco Tivelli-Bozzi (21 gol in 2) ma la salvezza giunse anche grazie al record di pareggi realizzati (20).

Il gol di Bozzi alla Sampdoria

Campionato 1981/82 Il presidente Fesce con il confermato Puricelli si propongono per un campionato ancora di transizione; il Foggia non ha grandi risorse finanziarie ma grazie al contributo di personaggi come Armando Russo e Masselli si fa notare anche al mercato di quell’anno. Partono il bomber Tivelli e il portiere Benevelli mentre tornano in rossonero Bordon e Gustinetti; dal Mantova arriva il terzino Bianco, dal Monza il difensore Stanzione (ex Napoli), dal Como il centrocampista Pozzato, dal Cattolica il difensore Delio Rossi, dall’Inter la punta Paradiso e i portieri Laveneziana dal Brindisi affiancato dall’esperto Nardin dalla Lazio.

Il Foggia edizione 1981/82

Il Foggia edizione 1981/82

Il Campionato non comincia nel migliore dei modi: in casa il Foggia perde contro il Catania grazie ad una sfortunata autorete di Bianco. La domenica dopo perde anche a Lecce ma subito giunge la salutare vittoria in casa contro la Pistoiese. In trasferta i rossoneri incontrano una scatenata Lazio e finisce 4-1 per la squadra della capitale. Qualcosa non va, la piazza alza la voce e si capisce che la partita in casa con il Palermo potrebbe essere l’ultima per Puricelli: si deve vincere ma quel giorno il Foggia non va oltre il pareggio e dopo tre anni consecutivi alla guida tecnica e praticamente dopo aver vissuto in capitanata cinque stagioni negli ultimi sei anni, il vecchio drago lascia Foggia e i foggiani con un bilancio tutto sommato positivo, soprattutto per quello che era riuscito a fare nella massima serie. Il nuovo tecnico è Fernando Veneranda e il suo debutto può considerarsi positivo: 1-1 in trasferta contro il forte Pisa di Aldo Agroppi. Ma la settimana dopo, a Varese il Foggia ne prende 3 e dopo aver battuto in casa il Brescia, ne prende altri 3 a Bari. Ma la squadra, nonostante tutto, sembra girare meglio di quella della prima parte del torneo e i risultati cominciano ad arrivare: dopo il pareggio interno con il Verona, il Foggia vince a Rimini e poi nel doppio impegno casalingo con Cremonese e Reggiana. Successivamente inanella quattro pareggi consecutivi con Sambenedettese, Cavese, Perugia e Pescara prima di vincere in casa con la Spal. Il girone di andata si conclude con la sconfitta in trasferta con la Sampdoria. A Catania il Foggia rimedia un’altra sconfitta ma si rifà la domenica successiva battendo allo Zaccheria il Lecce ed andando a cogliere un buon pareggio a Pistoia. La situazione comincia a diventare preoccupante dopo la sconfitta allo Zaccheria ad opera della Lazio e quella in trasferta a Palermo. Nel doppio turno interno con Pisa e Varese gli uomini di Veneranda non vanno oltre i due pareggi e lo stesso risultato ottengono nella trasferta di Brescia. Allo Zaccheria, nel derby con il Bari, gli uomini di Catuzzi riescono a vincere e la settimana successiva il Foggia va a perdere anche a Verona. Il campionato comincia a farsi difficile anche in seguito al deludente pareggio interno contro il Rimini. Nella doppia trasferta, a Cremona e a Reggio Emilia, si ritorna con due punti, ma in casa, successivamente, il Foggia perde 3-0 contro la Sambenedettese e riesce solo a pareggiare 0-0 sempre in casa con la Cavese. La domenica seguente perde anche a Perugia e la situazione diventa drammatica ma per fortuna, nelle ultime tre gare Veneranda e i suoi devono incontrare Pescara e Spal, due squadre già in ferie, e la Sampdoria che ormai festeggia la serie A. Il Foggia vince le tre partite con i rispettivi risultati (2-0, 1-0 e 2-1). L’ultima partita allo Zaccheria contro la Sampdoria si sblocca nei minuti finali ma in effetti quel giorno i doriani sembrarono molto ben disposti a non far male. Il Foggia si salva ai danni del Rimini grazie alla nuova regola degli scontri diretti e della classifica avulsa. Il campionato si era concluso bene ma qualcosa andava rivisto perchè il Foggia, pur salvo, lasciava non poche perplessità.

Il Foggia edizione 1982/83

Il Foggia edizione 1982/83

Campionato 1982/83 Alla guida tecnica viene chiamato Lamberto Leonardi dalla Nocerina e con lui,dalla squadra campana, arrivano due difensori centrali, Sassarini e Barrella. la squadra si rinforza con giovani promettenti come Cini, Calonaci e Antonelli e con giocatori di esperienza come Desolati dalla Fiorentina, come il foggiano Valente dal Verona, Roccotelli dal Cesena e Mattolini dal Catanzaro. La squadra viene completata con gli arrivi dalla Spal di Maritozzi e Redeghieri. La squadra sulla carta non sembra male in prospettiva salvezza anche perchè per la serie A sembrava una pratica tra squadre come il Milan, la Lazio, la Cremonese e il Como. Il campionato inizia con il pareggio a reti inviolate contro la Cavese dell’ex Pavone. In trasferta il Foggia pareggia con l’Arezzo e la settimana successiva in casa con il Bologna. La prima sconfitta arriva a Monza e dopo due pareggi con Campobasso e Cremonese, arriva la prima vittoria nel derby casalingo contro il Bari. Il campionato continua con la sconfitta a Palermo e dopo la vittoria in trasferta contro il Perugia, Leonardi perde quattro partite consecutive (Milan, Lazio, Reggiana e Lecce). Il cammino è da retrocessione ma il tecnico continua ad avere la fiducia della società nonostante i mugugni della tifoseria. Nel doppio confronto casalingo il Foggia incamera tre punti derivanti dal pareggio con il Como e dalla vittoria sull’Atalanta. La squadra perde a Varese, prende un solo punto allo Zaccheria con il Catania e perdendo a Pistoia, con 13 punti in 18 partite e con una classifica da brivido, la dirigenza foggiana decide l’esonero del tecnico e chiama, a guidare la squadra, Lamberto Giorgis il quale fa l’esordio casalingo nell’ultima gara di andata battendo la Sambenedettese di Sonetti. In trasferta il Foggia cade a Cava dei Tirreni ma vince in casa con l’Arezzo, pareggia a Bologna e in casa coglie un punto con il Monza. A Campobasso il Foggia cade nuovamente ma in casa, con la Cremonese di Mondonico e con un bomber come Vialli, riesce a vincere per 2-1 con una ottima prestazione che risveglia l’entusiasmo per una possibile salvezza. Ma il cammino non è facile: la squadra perde a Bari, vince in casa con il Palermo e torna a perdere a Perugia. Comincia , subito dopo, un periodo favorevole con il pareggio casalingo contro il forte Milan, il pareggio in casa della Lazio e un ulteriore pareggio allo Zaccheria contro la Reggiana; il Foggia torna a vincere per 3-0 contro il Lecce in casa e prende un pareggio in casa del Como. A cinque giornate dal termine, con 29 punti e con un calendario favorevole, la squadra di Giorgis ha la possibilità concreta di non correre rischi e di recuperare quei 4-5 punti sufficienti per iscriversi nuovamente al campionato cadetto. Il Foggia perde di misura a Bergamo ma si può ancora rimediare; il patatrac però giunge la domenica successiva in casa con il Varese di Fascetti: incredibilmente il foggiano Maiellaro realizza per i lombardi l’1-0 che vale la vittoria e scatena un’invasione di uno scalmanato che aggredisce l’arbitro Rosario Lo Bello (un altro Lo Bello in una partita di nuovo con il Varese come nel campionato 1970/71) determinando la ovvia squalifica del campo. A Catania, contro la squadra siciliana lanciata nella corsa per la serie A, i rossoneri perdono onorabilmente per 2-1. Il Foggia deve a questo punto vincere con la Pistoiese e con la Sambenedettese in trasferta. Sul neutro di Avellino, il Foggia non va oltre il pareggio con i toscani e lascia la serie B con una giornata di anticipo. A Sambenedetto del Tronto finirà 3-0 per la squadra di casa. Un campionato strano, cominciato male ma che, nel momento in cui sembrava recuperato, veniva perso ingenuamente e in malo modo. La squadra tristemente ritorna in serie C e si prepara ad affrontare anni difficili e bui soprattutto dal punto di vista societario.