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Il Ferragosto foggiano

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Nella festività del Ferragosto, la Chiesa si impegna a festeggiare l’Assunzione in cielo della beata Maria Vergine. Sebbene la solennità del culto sembra nascere in seno alla comunità cristiana, l’origine è da ricercarsi in altre culture. Prova ne è il fatto che nei Vangeli canonici la morte della Vergine Maria non viene riportata. Ne troviamo traccia solo nei Vangeli apocrifi, cioè non riconosciuti dalla Chiesa ufficiale. Uno di questi riporta che è Gesù stesso a preannunciare la morte della madre con tre giorni di anticipo. L’importanza del culto la si evince dal fatto che a ferragosto vi sono molte rappresentazioni tradizionali disseminate su tutto il territorio nazionale, ma l’origine può ricercarsi nel fatto che, in questi giorni, si entra nella costellazione del Leone e della Vergine, simboli di Cristo e della Madonna. Inoltre si verifica un fenomeno che non poteva sfuggire agli antichi abitanti della terra: la stella Sirio si leva per prima nella volta celeste. Questo fatto era  di buon auspicio per il tempo che segue il raccolto.

A Foggia il ferragosto è legato direttamente alla Madonna dei Sette Veli, la Santa protettrice della città. Sebbene la ricorrenza della Santa Patrona cada il 22 marzo, nel giorno di ferragosto i foggiani amano ringraziare la Vergine per il raccolto avuto. Le due date, 22 marzo e 15 agosto, sono direttamente legate al ciclo della semina e del raccolto del grano ed essendo il gallo un simbolo di questo cereale, perché di esso si nutre, l’animale diventa un’icona della festa foggiana. La pratica del sacrificio permette la rinascita successiva. “Chi magne gallucce e chi gnotte velene” è una frase tipica del terrazzano che, non avendo terreni da coltivare, non aveva possibilità di festeggiare con il gallo la festa del quindici d’agosto. Si è persa, ormai, la tradizione in voga subito dopo il dopoguerra con la quale i commercianti foggiani, per dare la possibilità a tutti i cittadini di onorare la tavola della festa con il galluccio e altri tipi di cibarie, facevano “u canestre”, che consisteva in un acconto giornaliero di pochi spiccioli, durante tutto l’anno, per poi ricevere un cesto (canestre) contenente formaggio, pane, pasta e il rinomato galluccio. Questo tipo di economia rappresentava un primitivo esempio di microcredito, quei progetti finanziari che oggi, le società capitaliste attivano nei paesi impoveriti del terzo mondo.

Il gallo è considerato un animale solare perché con il suo canto, al levarsi del sole, annuncia il giorno. Inoltre l’etimo di gallo deriva dallo “stare a galla”, “primeggiare sugli altri”. Infatti, di una persona che vuole prevalere sul gruppo si dice che “vuole fare il galletto”. Questo fatto accomuna il gallo a Sirio, la stella del mattino, inducendoci a riflettere su come questa festa sia legata all’aspetto virile, solare e, quindi maschio, del cosmo, in contrapposizione all’aspetto femminile legato alla prosperità, alla fecondità e alla terra. Sirio deriva dal greco Seirus, che significa “che fa seccare”, infatti dopo il raccolto del grano non resta che accendere le stoppie perché tutto ormai è inaridito.

In conclusione, il ferragosto si è imposto come festa popolare poiché segna il momento in cui l’aspetto generativo della natura, la terra e il suo frutto, cede il passo all’aspetto solare, maschile. Questo accade anche nella religione Cristiana, infatti il giorno successivo all’Ascensione della Vergine si celebra una festa altrettanto importante: la festa di San Rocco, al quale alcune comunità riservano dei festeggiamenti molto significativi. Siccome Sirio è una stella della costellazione di Orione, il quale ha al suo fianco il Cane Minore, possiamo supporre che San Rocco, con il suo inseparabile cane, rappresenti proprio Orione.

Anche Foggia non si sottraeva, fino a qualche anno fa, al simbolismo del dualismo maschio-femmina. La processione del 14 di Agosto in cui dalla Chiesa di San Tommaso il Sacro Tavolo della Madonna dei Sette Veli parte per sfilare per le vie della città, era seguito dalla statua di San Biagio in processione. Oggi, a Foggia questa tradizione si è interrotta per volere della Curia Vescovile, ma in molti altri paesi della provincia in questo periodo i festeggiamenti sono rivolti a due Santi Patroni, uno maschio e l’altro femmina.

(Giuseppe Donatacci)

(ved.anche Festeggiamenti per il Ferragosto)