Browse By

Il teatro Politeama

1 like
CONDIVIDIShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

21Nel 1868 il teatro Dauno fu dichiarato inagibile e quindi chiuso. Non potendo restare la ciità senza teatro, un’impresa privata provvide a ridare ai foggiani tale indispensabile struttura con la creazione di un nuovo teatro che fu chiamato, al passo dei tempi, Politeama.

Infatti i Politeami cominciarono a sorgere appunto verso la seconda metà dell’800 per venire incontro alle mutate esigenze del pubblico, creando una struttura “polivalente”, capace cioè di ospitare indifferentemente spettacoli lirici, di prosa, di varietà fino al circo equestre e ai meeting pubblici..

La memoria storica dei foggiani ha stranamente obliato tale struttura teatrale che assolse egregiamente il compito di non privare la città della vita teatrale, per circa un decennio.

Quello di Foggia fu uno dei primi Politeami a essere costruito con questo nome in Italia (dopo il Politeama Margherita di Genova e il Garibaldi di Palermo). Naturalmente il paragone con tali edifici non va oltre il nome, in quanto per Foggia si trattava di una struttura adattata e non di una costruzione progettata per la specifica funzione.

Locandina dell'epoca

Locandina dell’epoca

Il Politeama di Foggia sorse sull’attuale Corso Garibaldi, su uno slargo del Largo Madonnella, nella zona dove attualmente sorge il palazzo della ex Banca d’Italia, di fronte al Monastero del SS.Salvatore oggi abbattuto per far posto all’attuale Palazzo di Città. Sulla struttura dell’edificio si sa, sulla base delle notizie sulla sua attività, che esso doveva avere dimensioni abbastanza rispettabili e doveva ben rispondere alle esigenze di un Politeama, con un’ampia platea fornita di poltrone mobili, onde contenere il maggior numero di spettatori, niente palchi ma solo una galleria, boccascena mobile per consentire diversi tipi di spettacoli. Tutte queste opere erano la maggior parte in legno, il che, come si vedrà, sarà la causa principale della sua fine nel furioso incendio che lo distruggerà nel 1877, al termine del quale, come dità la cronaca del tempo, non resterà “che nuda terra”.

Costruttore e proprietario dell’immobile una singolare figura della Foggia del tempo, il capomastro Achille Giannini, un imprenditore di lavori di falegnameria ed edilizia che “aveva fatto i soldi”, come diceva la voce popolare, con i lavori della ferrovia e che era anche consigliere comunale.

Pochissimo si può riferire sulla cronaca teatrale del Politeama ma probabilmente le rappresentazioni iniziarono nel febbraio del 1869 con una compagnia lirica che mise in scena un’opera assai cara al pubblico foggiano, “La Favorita” di Donizetti.

Il 27 luglio 1872 si sa per certo che fu messa in scena, da parte della Compagnia Vitaliani, l’opera dell’illustre concittadino Ferdinando Villani, “Lucia Mondella”, un dramma in cinque atti (ved. la locandina dell’epoca). Il Giornale Patrio, redatto dal fratello dell’illustre personaggio, scrive “Il teatro è stato affollatissimo… il dramma è stato ben eseguito ed è riuscito di piena soddisfazione degli intervenuti, con ripetuti applausi e chiamata al proscenio degli attori…”  

Frenetica fu negli anni a venire l’attività del Politeama con importanti Compagnie che fecero tappa a Foggia ma, come già detto, si giunse al 5 luglio 1877, giorno in cui un incendio distrusse completamente il teatro. Riportiamo le parole del Giornale Patrio:

“Questa notte alle ore 1 e mezza si è incendiato il Politeama. L’incendio si è sviluppato in un istante e si vuole appiccato da tutti i lati del Politeama, ignorandosene finora la causale. Epperò si dubita che avesse potuto essere prodotto artifizialmente giacchè il detto Politeama trovatasi assicurato dal signor Giannini presso una Società per la somma di L.23.000. Il fatto è stato spettacoloso e tutte le autorità sono accorse tra le quali il Prefetto sig.Tito Serra ed il sindaco Cav.Avv. Antonio Micella, nonché gli ispettori e delegati di Pubblica sicurezza, il Maggiore dei carabinieri ed inoltre soldati delle truppe qui di guarnigione. Il fuoco stava per appiccarsi al Monastero del SS.Salvatore cosicchè già incendiava alcune imposte delle finestre sino ad estendersi sul cosiddetto Belvedere. Le Monache, le quali erano nel profondo sonno, furono destate e mercè le assicurazioni del Prefetto deputato e Sindaco, dovettero precipitosamente uscire dallo stabilimento rimanendone fuori qualche ora, essendosi ricoverate nel palazzo una volta del sig.Benedictis vicino la Chiesa Parrocchiale di Sant’Angelo prossima al Monastero. Ne sono ritornate poi non appena cessato il fuoco mercè la cura dell’instancabile procedere dei soldati i quali nella circostanza si sono resi ammirevoli.

Si temeva per la Prefettura ed il Prefetto si è mostrato troppo diligente per assicurarla dall’incendio sarebbe stato causa di una deplorevole sventura anche rispetto all’Archivio Principale in cui sono depositate carte di non lieve importanza. Il vantaggio si è stato che la notte si era molto placida cosicché spirava pochissimo vento.

Non è immaginabile quale sia stato lo spavento generale trovandosi tutti gli abitanti di quel rione nel forte del sonno e molti sono usciti all’ignudo dalle loro case anche a colpi di pietre tirate dietro gli usci delle proprie abitazioni. Grazie alla Provvidenza di non esservi stato alcun sinistro… Nel Politeama esisteva un cavallo con un carretto di proprietà del signor Giannini che ne sono venuti anche incendiati.

Questa mattina il Signor Pretore ha incominciato ad occuparsi del processo dell’incendio nel Politeama. Tutti del popolo concorrono nel luogo ove non vedesi altro che “nuda terra””  

(fonte: “A.Vitulli – I teatri di Foggia nei secoli XVIII e XIX -Daunia Editrice”)