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Inaugurazione dell’Orfanotrofio Maria Cristina

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da: Il Giornale Patrio del 24 luglio 1835

L'orfanotrofio in un disegno dell'epoca

L’orfanotrofio in un disegno dell’epoca

Fin da ieri sera il suono de’ sacri bronzi, lo sparo  e l’illuminazione per la città annunziarono al pubblico la festa che oggi ricorre del nome augusto di Sua Maestà la Regina. All’alba di questa mattina si è replicato lo sparo e ‘l suono delle campane, percorrendo per la città la banda appositamente venuta da Cerignola.

Alle 10 antimeridiane le autorità tutte civili e militari si son recate in gran corteggio alla basilica per assistere, giusta il solito, alla sacra cerimonia, che è terminata con l’inno brosiano e col sorteggio di cinque maritaggi per donzelle povere. La gendarmeria, tanto a piedi che a cavallo, ha formata guardia di onore al corteggio sudetto, che è rimasto sciolto alla porta della chiesa, allorché l’Intendente il primo si è ritirato.

Alle ore cinque pomeridiane poi i funzionari tutti si son trovati nella chiesa di Gesù e Maria, ove si è proceduto alla solenne inaugurazione dell’Orfantrofio provinciale de’ proietti intitolato Maria Cristina, gittandosi la prima pietra a norma di quanto qui appresso viensi minutamente a dettagliare, ed a seconda de’ programmi già pubblicati.

Alle ore 5 dopo mezzogiorno la gendarmeria reale a piedi ed a cavallo, comandata dal suo sottocapo don Luigi Celentani, sono andati a schierarsi nel largo d’innanzi alla chiesa di Gesù e Maria, ove han formato bello ed imponente quadrato. Alle 5 e mezza pomeridiane è giunto l’intendente cav. Lotti in carrozza in unione del segretario generale Spasiani, ed alla porta della chiesa è stato ricevuto dalla Deputazione delle opere pubbliche della provincia, signori marchese Filiasi, don Carlo Villani e don Vincenzo Celentani, e dal rettore della chiesa canonico Capuano. In seguito sono arrivati tutte le autorità civili e militari, il comandante la provincia colonnello Santaniello con tutti il corpo degli ufficiali e delle guardie di onore. Quindi tutti gli impiegati, canonico, parrochi, clero secolare e regolare, ordini religiosi, collegio, seminario, e notabili tutti della città invitati, che giunti in chiesa han preso posto secondo l’ordine di etichetta. Appena terminata la riunione di tutti il corteggio si è dato principio alla funzione.

Il rettore canonico Capuano vestito de’ sacri arredi, dopo breve e commovente discorso analogo alla circostanza, ha benedetto nel santo nome di Dio la pietra situata in una guantiera di argento su di un tavolino; questa è di marmo del nostro Monte Gargano, di forma cubica, e contiene incastrata una medaglia, avendo in una faccia impressi gli augusti ritratti di Sua Maestà il Re Ferdinando II e di Sua Maestà la Regina Maria Cristina; nell’altro inciso:

Mariae Christinae

Reginae

Piae Felici Augustae

Daunia pergrata

Fogiae IX Kal. Sext. MDCCCXXXV

ed in giro: Orphanotorphium Maria Christina fundatum.

Terminata così la benedizione si è devenuto al trasporto di detta pietra al fosso cavato nelle vicinanze della chiesa per le fondamenta dell’Orfanotrofio. La Deputazione delle opere pubbliche ha accompagnato la pietra, portata da un servente comunale in gran livrea, ed ha atteso l’arrivo dell’Intendente, che uscito di chiesa, seguito da tutti nell’ordine prescritto si è portato vicino al fosso dove lo ha aspettato la Deputazione. Le autorità tutte e gli impiegati si sono disposti in mezzo cerchio avanti lo steccato dirimpetto l’Intendente, che salito su di un palchettino appositamente eretto per tale funzione in unione della Deputazione, questa le ha presentata la pietra, e l’Intendente di sua mano l’ha gittata nel fosso. Il suono di tutte le campane della città, la musica della banda e delle trombette ed una salva numerosa di calcasse hanno accompagnato l’atto. Un pilastro di fabbrica ha converto immantinente la prima pietra gittata fra il contento e giubbilo generale.

Terminata quest’opera, l’Intendente alla testa dell’intiero assembramento, e nel medesimo ordine di prima è rientrato in chiesa dove, preso ciascuno il suo primiero posto, ha letto dotto e commovente discorso analogo alla solennità della fondazione dell’Orfanotrofio. Quindi colti giovani, cui è piaciuto celebrare un tanto fausto avvenimento con vero entusiasmo, han letto le di loro poetiche produzioni, fra quali han meritato primeggiare quelle del giudice regio signor Forleo, del sacerdote don Luigi Velle, del tenente colonnello Quintavalle, degli avvocati don Saverio Resse e don Vincenzo Celentani, seguendo quelle de’ signori Colucci, Capozzi, Perifano, Serilli, Martino e Perifano secondo.

La riunione delle autorità si è sciolta alla porta della chiesa, circa le otto quando l’Intendente da prima di tutti, accompagnato dalla Deputazione delle opere pubbliche, ne è uscito. La truppa è defilata immantinente, ed una immensa popolazione si è ritirata giuliva e contenta.

Questa sera si è replicata l’illuminazione per la città, e nel real teatro Ferdinando illuminati a triplici lumi, coll’intervento delle autorità in gran tenuta, si è riprodotta Norma di Bellini, fra una folla di spettatori e di signore in gran toletta.