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Le prime radio libere a Foggia

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COSÌ È (SE MI PARE)

Ricordi di una vita trascorsa nelle radio e televisioni locali tra gli anni Settanta e Novanta e tra piccoli e grandi personaggi

(a cura di Maurizio De Tullio)

tratto dal libro “Il mio canto libero” di Salvatore Aiezza – Edizioni Il Castello

Era prassi da ragazzi che, specie durante le vacanze estive, con gli amici d’infanzia (i fratelli Massimo, Tonio e Patrizio Marchesino, Gianni Fontana) ci scambiassimo giornalini e fumetti (Tex, Topolino, Intrepido, Monello, Diabolik ecc.). Fu proprio leggendo un numero di “Topolino” che rimasi affascinato da una storia. Era ambientata nella redazione di “Paper Sera”, il popolare giornale di Topolinia e quell’episodio suscitò in me una grande curiosità, per l’ambiente e per l’organizzazione del lavoro giornalistico: la redazione, il direttore, gli inviati, il fotografo, la tipografia, gli strilloni… Tutto ciò si trasformò in vero interesse e, in breve tempo, in passione autentica, che dura tuttora. Era il 1969, e lo ricordo bene perché la mia famiglia era tornata solo da qualche anno in Italia, proveniente dal Brasile dove sono nato nel 1958.
E mentre il giovane De Tullio sognava un giorno di leggere la sua firma su qualche giornale locale, ecco esplodere – inattesa ma da subito fragorosa e devastante – l’era delle prime radio libere (dette anche locali o private) presenti in F.M. (che sta per Modulazione di Frequenza, a differenza della RAI o di “Radio Montecarlo” che trasmettevano in A.M.). Una storica sentenza della Cassazione le aveva da poco liberate dal cappio dei divieti, sottraendo alla RAI il regime di monopolio dell’etere. Fu così che nel giro di pochi mesi sorsero a Foggia ben cinque emittenti.
Ringrazio l’amico Salvatore Aiezza che, con questo ampio ricordo, mi consente di puntualizzare e correggere alcuni dati e nomi da me erroneamente citati in precedenti articoli e interventi sul web circa la nascita del fenomeno delle radio-televisioni private nella città di Foggia.
Premetto che devo il mio ingresso nel mondo del giornalismo a Davide Leccese, grande estimatore di un chitarrista virtuoso, mio padre Filiberto De Tullio (1914-1990). Si trattava di collaborare ad una nascente emittente radiofonica, anche se in origine mi aveva preannunciato lo sbarco di un nuovo giornale e non di una radio. Era “Radio Foggia 101” il cui proprietario, un ragioniere e giornalista cerignolano, era Matteo Tatarella, fratello di “Pinuccio” (anche lui giornalista, poi diventato politico di spicco, prima nel M.S.I. e poi in Alleanza Nazionale, e nel secondo Governo Berlusconi anche Vice Presidente della Camera e Ministro delle Poste e Telecomunicazioni) e di Salvatore Tatarella (altro nome di spicco, specie in A.N. ed oggi europarlamentare passato a Futuro e Libertà).
La redazione di “Radio Foggia 101” era inizialmente ospitata in un piccolo ufficio a piano terra di Viale G. Di Vittorio, 115. La radio aveva invece gli studi in Via Matteotti ed esordì ufficialmente il 1° maggio 1976. Vi collaborai inizialmente per la realizzazione del Radiogiornale – il primo andato in onda in una radio privata foggiana – letto con voce professionale da Gino Caiafa, uno speaker che non avrebbe sfigurato nemmeno in RAI. Il primo “vagito” ufficiale, però, lo emise Pino Cotrufo, gran musicista, conduttore e oggi docente nelle Marche. Gli altri redattori erano Michele Campanaro, Michele Chiariello, Pierino Pagliara, l’ing. De Seneen, Ernesto Gatti, il compianto Enzo Ciampi (sotto false spoglie!) e l’effervescente Gino Scauzillo.
Mi occupavo di raccogliere notizie relative ad appuntamenti e avvenimenti in programma nel corso della settimana in città e in provincia: conferenze, convegni, mostre, film, teatro, corsi e gare sportive. Paga mensile: 5.000 lire (non ad articolo), 2 euro e 50 centesimi di oggi!
Un po’ alla volta, anche per coprire gli inevitabili “buchi” che si creavano nel palinsesto giornaliero dell’emittente, e marinando qualche volta la scuola, mi capitò di andare in voce. Inizialmente con l’amico di scuola Pio Lecci, poi con Nazario Martino (oggi Prof al Liceo Classico “Lanza”) e Tonio Parisi. Poca roba: dischi di musica leggera presentati alla buona. La cosa non dispiacque e stante la mia passione per le problematiche di carattere cittadino (autobus, mercati, strade, scuole, case popolari, Vigili Urbani ecc.) proposi di condurre, non da solo, un programma che mettesse a contatto diretto cittadini e pubblici amministratori dando voce alle richieste o doglianze del pubblico, e facendo ascoltare in diretta (ma a loro insaputa!) le risposte o i commenti di Sindaco, assessori, funzionari e dirigenti degli enti o degli uffici chiamati in causa. Il programma era intitolato “Ore 12” – andava in onda da mezzogiorno alle 13,00 – e riscosse un grandissimo successo. A condurlo eravamo in due: l’altro era proprio Davide Leccese che quando aveva impegni scolastici veniva sostituito da Matteo Tatarella.
Si trattò, e ne sono fierissimo, di uno dei primissimi esperimenti giornalistici del genere in Italia, e che solo vent’anni dopo la RAI avrebbe realizzato, con il popolare “Radio Zorro” di Oliviero Beha e poi con Emanuela Falcetti, tutt’ora in onda. Analogo programma lo vedo oggi in onda in TV, su “Teleregione”. Lasciai “Radio Foggia 101” a fine ottobre 1976, con Michele Campanaro. Era impossibile convivere con Matteo Tatarella..

Però la prima emittente foggiana fu “Radio Luna”. Nacque nel febbraio 1976, ai piani alti del grattacielo di Piazza Cesare Battisti, di fianco al Teatro Giordano, dove oggi ha sede la Koinè editrice della rivista “Diomede”, che dirigo dal 2009. La successiva gestione, avviata nel settembre 1979, registrò un turn over di sedi impressionante: prima un piano-terra in Viale Luigi Pinto 5, di proprietà della famiglia di Tonio Sepa, poi in un ampio ma disadorno garage di Viale Francia, quindi al Viale degli Aviatori al primo piano della grande struttura sportiva dell’Hotel President (oggi purtroppo chiuso) che ospitava la piscina e una palestra e infine al quarto piano di Via Zodiaco 37, il grattacielo all’incrocio di Via Capozzi.
”Radio Luna” ebbe due vite. La prima durò poco più di due anni e fu animata da personaggi assolutamente straordinari, per cultura musicale, per estro e creatività. Quella prima emittente ebbe per artefici Dario Fares, i fratelli Palazzo e il farmacista Franco De Mauro (la prima antenna e il primo mixer li costruì lui con le sue mani!), oltre al commerciante Modestino Stelluto, Cinzia Cicolella e Gioacchino Rosa Rosa (figlio di Domenico, l’allora “Re dei legnami” e storico presidente dell’U.S. Foggia). Il trasmettitore era un «Collins» che insieme ad un altro elemento tecnico, prelevato letteralmente da un vecchio carrarmato della 2ª Guerra Mondiale, consentiva l’irradiazione del segnale a lunga distanza.
Il primo vero e proprio Direttore artistico fu Arnaldo Santoro, dirigente della Camera di Commercio e in seguito popolare autore e collaboratore di Renzo Arbore nelle fortunate trasmissioni degli anni Ottanta in RAI, che non mancò di riprendere gag e idee partorite proprio dallo staff di quella prima “Radio Luna”. La proprietà dell’emittente era la stessa società editrice del Circuito Radio Luna, con sede a Roma in Via Trionfale, sorta per iniziativa di Sergio Talia (che qualcuno asserisce essere foggiano) e dei fratelli Natili.
A quella storica stagione foggiana parteciparono personaggi come il cantante Ninni Maina, Tonio Sepa, Pino De Costanzo, Tonio Toma, Angelo Piemontese, Marcello Cavallo, Ettore Episcopo, Nicola Picucci, Ugo De Mauro, Alfonso Cerrato, Giuseppe Ciarambino, Grazia “Bacini-bacini” (una ragazza francese il cui cognome tuttora sfugge a tutti noi) e tanti altri. Su tutti dominava il carisma di un giovane disc jockey, dalla voce calda e dall’atteggiamento un po’ particolare, Enzo Mottola, cui spetta l’onore di aver dato il primo “buon giorno” nella storia delle radio locali e che Franco De Mauro ricorda essere stato dato con le testuali parole: “Signori ascoltatori, buon giorno. Questa non è la RAI e non è Radio Montecarlo: questa è Radio Luna!”. Il buon Mottola un po’ di tempo dopo finì per avere qualche problema con un nome che allora andava per la maggiore in Italia, “Awanagana”, il celebre D.J. di “Radio Montecarlo” poi passato alla RAI.
“Radio Luna” aveva un’ottima programmazione musicale forte anche del fatto di far parte del circuito nazionale. Da Roma giungevano ogni settimana casse con bobine di programmi preregistrati che riempivano per diverse ore al giorno il palinsesto con trasmissioni condotte da disc jockey e presentatori di assoluto primo piano.
Tra gli “intrattenitori” notturni figurava una giovanissima ragazza ungherese dalla stentata parlata italiana, Ilona Staller, poi più nota con lo pseudonimo di “Cicciolina”. Il suo pornosoft radiofonico e notturno (andava in onda da mezzanotte alle due) scandalizzò non poco gli ascoltatori di tutta Italia e non mancò di eccitare gli animi dei maschietti foggiani i quali, convinti che il suo programma andasse in onda realmente dagli studi del “grattacielo”, si affollavano all’ingresso del grosso stabile in attesa di poterla avvicinare! Ci furono anche problemi di ordine pubblico perché nessuno osava convincersi del fatto che quella benedetta figliola trasmettesse dalla capitale (e nemmeno in diretta!) e che l’unica donna in carne e ossa fosse… Cinzia Cicolella!
La seconda stagione di “Radio Luna” cominciò nell’estate del 1979, con un’altra gestione, una cooperativa che resse l’emittente fino alla sua definitiva chiusura avvenuta nell’ottobre del 1984. Lo staff era composto solo in parte dai primi collaboratori storici. Tornarono in voce personaggi del calibro di Tonio Sepa, Marcello Cavallo, Angelo Piemontese, Ettore Episcopo, Nicola Picucci, autorevoli protagonisti anche della prima “Radio Luna” e pian piano ne subentrarono di nuovi (Lello Trinastich, Giacomo Giannini, Tonino Letizia, Renzo Paoletta, Giacomo Caruso, Mario De Vivo, Maria Di Dona, Emilio Sacco, Riccardo Pasquarella, Umberto Maiocco, David Treggiari, Stefano Mione, Angelo Castelluccio, Mauro Palma, Piero Paciello, Patrizia Bevilacqua, Michele Carelli, Maria R. Lo Muzio, Sandro Imbimbo, Walter Palano, Gigi Di Gioia, il Prof. Franco De Salvia etc.). E c’ero io, naturalmente, che mi occupavo dei Notiziari e di alcune trasmissioni originali (“Il Piatto Forte”, ancora “Radio Città” e il settimanale satirico “Fumetto”, con Filippo Fedele e Raffaele Vescera). Il tecnico era Nicola Iannantuoni, alla cui memoria è dedicato questo mio ricordo, essendo il caro Nicola scomparso prematuramente nel settembre 2011 a Ravenna, dove viveva da qualche anno dopo la chiusura dell’Hotel President di Foggia, e con il quale – tra l’altro – avevo anche lavorato qualche mese nella reception del noto albergo.
La nuova gestione comportò anche una diversa denominazione: “Teleradio Luna” (in progetto vi era anche l’emittente televisiva “Tele 80”, che non decollò solo per difficoltà economiche) che divenne successivamente “Radio Luna del Gargano” e che – come detto – cambiò quattro volte sede in cinque anni. Una seconda vita segnata dal disagio e dalle carenze tecniche rispetto alla prima gestione ma che ebbe modo di rivelare anche in questo caso l’estro, l’intelligenza, l’acume professionale di molti di noi.
“Radio Luna” continuò per alcuni anni a trasmettere parte dei programmi in diretta e parte con materiale preregistrato a Roma, le famose “bobine” inviate settimanalmente a tutte le emittenti del “Circuito”. E fu una stagione splendida, seppur travagliata per le tante sedi cambiate. Cinque anni all’insegna della grande musica italiana e straniera, degli ampi e variegati spazi di informazione e controinformazione (senza bavagli, pur essendo vicina all’allora P.C.I.), con rubriche di vasto respiro, con testi pubblicitari sempre vari e originali. Con la sua programmazione articolata, il gusto musicale, “Radio Luna” rappresentò la colonna sonora di un’intera generazione di giovani.
Eppure, nonostante ciò, pur essendo molto seguita e apprezzata, finì per uscire dal mercato e con lei, un tragico mattino, anche un centinaio di miei dischi a 33 e 45 giri che abitualmente lasciavo in radio, scomparsi misteriosamente il giorno del trasloco.
Tra i giovani che si sono affacciati a “Radio Luna” nel giornalismo e nello spettacolo e che ricordo di aver lanciato – almeno tra quelli più noti – Piero Paciello, Michele Carelli, Mario De Vivo, David Treggiari e Maria Rosaria Lo Muzio.
Tornando alla mappa delle primissime radio locali, alla prima “Radio Luna” fece seguito poco dopo “Radio Foggia Libera” con sede sul Viale della Stazione e poi trasformatasi in “Radio Centrale”: è lì, per la cronaca, che “nacque” il popolare Pino Campagna che preferiva però farsi chiamare Josef; quindi “Radio Foggia Sud” in Via Matteotti, “Radio Foggia 101” sempre in Via Matteotti, nello stesso stabile ma in un’altra scala, e infine “Teleradioerre”, ubicata all’11° piano di Viale Di Vittorio 64, ma che nel primo anno di vita operò nella sola versione radiofonica.
Da novembre 1976 a giugno 1979 trascorsi tre indimenticabili anni in quella “Teleradioerre” che dal 1977 era diventata anche una apprezzata e seguitissima emittente televisiva, in onda ancora inevitabilmente in bianco e nero, e storica concorrente di “Telefoggia”, la prima tivvù di Capitanata e una delle prime a sorgere in Italia.
A T.R.E. collaboravo alla redazione e lettura dei Radiogiornali. Ideai e condussi, in seguito, i programmi “Miscellanea”, “Stampa Oggi”, “Radio Città”, “Radio Cultura” (in quest’ultima trasmissione ricordo bene di aver intervistato nel 1977, tra gli altri, un giovane cantautore di belle speranze. Si chiamava Enzo Ghinazzi, ma tutti, allora come oggi, lo conoscono come Pupo) e altri di puro intrattenimento, come “Radio Estate”

Nel 1978 venni scelto per la conduzione a Foggia e provincia di “Centocittà”, un interessante concorso nazionale lanciato e prodotto dalla casa discografica RCA e pubblicizzato dal settimanale “Sorrisi & Canzoni TV”, che intendeva cercare voci nuove per la musica, a livello locale: una sorta dell’attuale “Amici” di Maria De Filippi. Tre dei giovani foggiani che ricordo di aver “lanciato” furono Lello Carta (diventato poi un popolare speaker e d.j. radiofonico locale), Savino Tucci (oggi musicista e docente) e un bravo cantautore, Francesco Paolo Affatato (nipote dell’ex assessore regionale del P.S.D.I., Giuseppe) che, dopo la laurea in Ingegneria a Roma, ha intrapreso una eccellente carriera dirigenziale al Comune di Foggia. Aveva davvero della stoffa, era molto creativo e dotato di un originale humour e di vena satirica. Molti anni dopo scoprii che la “donna dei miei sogni” al tempo della Scuola Media, frequentata alla “Carducci”, era diventata sua moglie.
Nella tivvù di “Teleradioerre” ero tra i redattori e speaker (con Gino Caiafa e la scomparsa Mila Cavallo) del Telegiornale. Della redazione facevano parte – citati in maniera sparsa – Marcello Mariella (che preferiva il cognome Mari), Micky De Finis, Davide Leccese, Gino Caserta, Gianfranco Filauro, Michele Maielli, Gianfranco Sammartino, Gabriele Arminio, Tonio Sereno, Anna Mastrolitto, e il simpaticissimo “professor” Salvatore De Angelis – direttore virtuale, visto che risultava tale soprattutto ai fini legali – che s’impuntava quando non gli facevamo leggere il suo «editoriale», preparato per bene a casa con l’aiuto della moglie. Per alcuni anni aveva diretto uno dei tanti “fogli” locali, di area D.C., “Il Sole del Mezzogiorno”. Lo ricordo con grande affetto. Vari erano i corrispondenti dalla provincia. Ricordo Franco Melchiorre (da Orsara), il “mitico” Giovannino Casorio (da Troia), Vittorio Santopietro (da Orta Nova) e altri da Lucera e San Severo. Casorio era un curioso cronista, di quelli vecchia maniera, taccuino in mano e chilometri a piedi da macinare. Univa all’insegnamento nelle scuole elementari la passione per il giornalismo. Fu per anni anche il corrispondente per i Monti Dauni della “Gazzetta del Mezzogiorno”. Purtroppo entrambe le carriere finirono a causa di uno scandalo nel quale rimase malamente coinvolto.
Interessanti anche le esperienze che feci abbinando il mezzo radiofonico a quello televisivo. Per esempio venne fuori un buon prodotto: il video musicale che curammo nel 1978 io e Marisa Ferrari (mamma di Flavio e oggi suocera della giornalista Antonella Caruso) dedicato al cantautore romano Flavio Giurato, fratello minore del più noto giornalista Luca, all’epoca dell’uscita del suo primo 33 giri, “Per futili motivi”, da molti ancora oggi ritenuto un gran bel disco. A giugno 1979, per divergenze, lasciai amaramente “Teleradioerre” e a settembre approdai a “Radio Luna”, di cui ho già detto. Dal 1980 in poi nacquero “emittenti fotocopia”, con programmazioni – che definire squallide è un complimento – che si limitavano quasi totalmente a trasmissioni di musica a richiesta, dediche, giochetti demenziali, oroscopi, programmi di musica “specializzata” (leggasi: napoletana, per bambini, liscio!). Le più temerarie proponevano qualche sprazzo di musica decente (italiana d’autore, rock, jazz classico) e tentativi di notiziari basati – ovviamente – sulle pagine locali della “Gazzetta del Mezzogiorno” e sugli immancabili commenti sulla squadra di calcio del Foggia. Solo due o tre emittenti riuscirono ad emergere.
Un’esperienza breve ma significativa la vissi a“RTF” (l’attuale “Teleblu”). Tra l’autunno del 1988 e l’inizio del 1989, con un manipolo di autentici pazzi scatenati (Flavio Ferrari, Mario De Vivo, Fabio Prencipe, Francesco Abbatescianni, Carla La Rotonda ed Angelo Renzulli, e diretti da Filippo Fedele), demmo vita a una decina di puntate del settimanale satirico e comico “Exploit!”, con la complicità di un personaggio a Foggia più unico che raro, Vittorio, il popolare titolare della storica e ottima pizzeria “Grottazzurra” di Via Zodiaco, oltre a colleghi giornalisti che di volta in volta sottostavano al nostro gioco. Ricordo, fra i tanti, gli scomparsi Enzo Ciampi, Bruno Orsini e Gianni Piomelli. La trasmissione, oltre a rappresentare un “cult” in sedicesimo, conteneva non poche “perle”, alcune delle quali incredibilmente intraviste anni dopo – quando si dice “ah, il caso…” – negli sketch dei grandissimi Toti e Tata e qualcosa anche nei programmi dei foggiani Arbore-Santoro su RAI 2.
Per circa due anni, grazie all’allora direttore Michele Campanaro, collaborai, infine, a “Videosud”, tra il 1991 e il 1993 se non erro. Proprio lì fui l’artefice del lancio televisivo di una ragazza che conoscevo dai tempi di una fortuita infatuazione per una sua amica di classe ai tempi del Liceo, e che desiderava avere esperienze in campo giornalistico. Si trattava di Cinzia Pellegrini che proposi al direttore che ne rilevò subito le buone capacità, arruolandola. L’esperienza non durò comunque molto, anche per le successive offerte di collaborazione che Cinzia ricevette. Nel 1994 fu iscritta all’Ordine dei Giornalisti e, agli inizi degli anni Duemila, divenne Professionista.
Detto di come nacque la mia passione per il giornalismo e dei primi passi mossi, provo ora, in una sintesi ampia, a ricomporre la mappa delle emittenti attive a Foggia in quel quindicennio. Il mercato pubblicitario e le risorse dei proprietari fecero in modo che, tra il 1976 e il 1992, operassero nel capoluogo qualcosa come una ventina di emittenti radiofoniche. Un vero record nazionale, credo!
Di quegli anni, pertanto, ricordo quelle che almeno sopravvissero un po’ nel tempo, e cioè: “Radio Luna”, “Teleradioerre” (radio e tv), “Telefoggia” (radio e tv), “Radio Foggia 101”, “Radio Foggia Sud”, “Radio Centrale” (ex “Radio Foggia International”), “Teleradio City” (dove mosse i primi passi Filippo Santigliano), “Radio Europa”, “Radio Gamma”, “Canale 93” (dove conobbi meglio quella che diventerà poi mia moglie Anna), “Radio In”, “Radio America”, “Tele Radio Cattolica”, “Radio Logos”, “Radio Lucciola”, “Radio Master’s”, “Radio Music”, “Radio Selenia”, “Radio Taxi” e qualche altra – senza arte né parte – di cui mi sfugge perfino il nome.
Molte chiusero perché incapaci di stare sul mercato, altre perché la S.I.A.E. aveva cominciato una dura battaglia volta a regolarizzare la riscossione dei diritti sui brani trasmessi, il che si rivelò una mannaia penalizzante. Ma la cosa che più amareggia, è che tranne “Teleradioerre” e “Telefoggia” – che, bene o male, valorizzavano il personale umano, scegliendolo con criterio e remunerandolo almeno in parte – tutte le altre amavano spendere fior di quattrini solo per l’alta e la bassa frequenza. Succedeva così che squallide e anonime radioline foggiane si potevano ascoltare anche a centinaia di chilometri, disturbando non solo l’Aeronautica militare e civile ma rivelando della radiofonia foggiana il lato peggiore.
Oggi sopravvivono solo una o due emittenti radiofoniche e le consuete quattro televisioni, molte delle quali con seri e forse incolmabili problemi economici.
Ma questa, davvero, è tutta un’altra storia.

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Maurizio De Tullio è nato il 4 aprile 1958 in Brasile da genitori italiani. Vive a Foggia dal 1966, è sposato ed ha una figlia. È dipendente della Provincia dal 1988 e dopo aver lavorato dal 1990 e per 19 anni all’Ufficio Stampa dell’Ente, dal 2009 opera nel settore “Meravigliosa Capitanata” della Biblioteca Provinciale di Foggia.
Giornalista pubblicista, ha collaborato a “Radio Foggia 101”, “Teleradioerre”, “Radio Luna”, “Videosud”, “RTF”, ai quotidiani “Qui Foggia” e “Quotidiano di Foggia” e ai settimanali “Ognigiorno Sport” e “Area”. Ha fondato e codiretto diverse testate (“Agorà”, “La Città Bazar”, “Exploit”, “il Controverso”, www.ilvademecum.it) e dalla fine del 2009 dirige la rivista “Diomede. Tra passato e futuro”. È autore dei volumi “Ralph De Palma. Storia dell’uomo più veloce del mondo che veniva da Foggia” (2006) e “Dizionario Biografico di Capitanata – 1900-2008” (2009) ed ha curato numerosi annuari e guide (“Vademecum della provincia di Foggia” 1995, 1996, 1998, 2000; “Tuttogargano” 1998 e 1999; “Daunia da favola” 1995, “CapitanLibri” 2005 e “Made in Gargano” 2012). Ha in preparazione la nuova edizione del “Vademecum della provincia di Foggia” e la sua prima raccolta di vignette satiriche.