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Piazza Purgatorio, un luogo un po’ macabro

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(da La Gazzetta del Mezzogiorno del 9 luglio 2008)

La Chiesa del Purgatorio

La Chiesa del Purgatorio

Strani e singolari personaggi si aggirano tra le stradine del borgo antico ed i meandri di palazzi, sotterranei e chiese abbandonate, oltre che tra le righe di tanti documenti e tutto questo contribuisce ad alimentare decine di storie e storielle più o meno leggendarie e forse il luogo più suggestivo e macabro della vecchia Foggia resta piazza Purgatorio, così chiamata per la presenza in loco dell’antica chiesa dei Morti.

Questa piazza, infatti, si estende intorno alla chiesa di Santa Maria della Misericordia in suffragio delle Anime del Purgatorio, volgarmente detta “dei Morti”, perché fatta costruire dall’Arciconfraternita o Congregazione religiosa dei Bianchi, che aveva il compito di recare gli ultimi conforti spirituali e seppellire i condannati a morte.

La piazza prende nome da questa chiesa che, costruita per la prima volta nel 1645, fu riedificata più grande nel 1650, proprio nel luogo ove sorgeva il palazzo dell’imperatore Federico II di Svevia.

La zona, dopo la distruzione della dimora federiciana, era denominata ZingariVecchi, con chiaro riferimento agli Zingari, o più genericamente a popolazioni balcaniche,e che si erano forse insediate nell’area occupata dagli ultimi ruderi della reggia federiciana.

Altro toponimo di quest’area del nostro centro storico fu quello di morticelli, forse per la presenza di un piccolo cimitero, oppure semplicemente in riferimento alla presenza della chiesa detta dei Morti.

Piazza Purgatorio si estende quasi completamente sulla stessa area occupata dal palazzo federiciano e dai suoi cortili.

Ancora alla fine del cinquecento, nella pianta della città di Foggia conservata presso la Biblioteca Angelica di Roma, nel luogo dove sorgerà nella prima metà del seicento la chiesa dei Morti, appare disegnato l’arco superstite della reggia federiciana; questi ultimi resti sono poi indicati nella didascalia della stessa pianta:Palazzo di Federigo Imperadore.

Lo slargo in esame si sviluppa in gran parte sopra vasti sotterranei, che l’attuale piano stradale ha occultato alla vista del passante; essi sono raggiungibili da varie grotte sparse sotto i palazzi che si affacciano sulla piazza e sotto la cripta e la sacrestia della stessa chiesa dei Morti.

Quest’ultima, con la sua facciata costellata da decorazioni a forma di ossa e teschi umani, concede un tono macabro a tutta la piazza, peraltro poco frequentata.

Il particolare ornato architettonico che caratterizza la facciata richiama naturalmente il titolo della chiesa, oggi chiusa al culto; dalla sacrestia della chiesa, oltre che dalla cripta, si scende verso i vasti ambienti sotterranei superstiti del palazzo dell’imperatore  Federico II di Svevia, maestose gallerie in parte murate che si estendono nel sottosuolo dirigendosi anche fuori del perimetro della chiesa.

In questi bui ambienti poderosi pilastri fungono da sostegno alle enormi volte a crociera, che si giustificano con la presenza in loco di un edificio di grandi dimensioni, quale era la reggia federiciana.

Altri vasti sotterranei posti sotto il piano stradale della piazza sono accessibili da alcuni locali terranei posti di fronte alla chiesa dei Morti, dove si conservano i resti di un’ antica scala a chiocciola di pietra, con portale sottolineato da un arco acuto, che scende verso ambienti ancora più profondi ed inesplorati sotto il piano stradale della piazza e verso la chiesa dei Morti, dove alcuni pensano che aleggi il fantasma di Federico II di Svevia, tanto affezionato a questa sua residenza foggiana. (Carmine de Leo)