Browse By

Storia del Corpo Vigili Urbani di Foggia

1 like
CONDIVIDIShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Se non li vediamo per le strade della nostra città, quelle centrali veramente, ne avvertiamo l’assenza, ci chiediamo dove sono, li cerchiamo agli incroci, quasi li “evochiamo”. Se li vediamo invece, a coppie, anche miste ora, uomo/donna, addirittura due donne, quasi quasi la loro presenza “ci preoccupa”, specialmente se siamo alla guida di un’autovettura.

E’ un mestiere ingrato il loro, difficile, il più delle volte incompreso. La stessa persona, a seconda della circostanza, può vedere in loro dei punti di riferimento sicuri, degli “angeli custodi”, oppure, gli arcigni custodi dell’ordine cittadino.

Il vigile urbano è quello che è da sempre, immutevole “servitore” della comunità; siamo noi che mutiamo considerazione nei suoi confronti per compiacere alle nostre esigenze, per rendere lecite le nostre pretese.

vig1Me lo ricordo il vigile urbano degli anni ’50, ho nella mente l’immagine di “quello” che stazionava alla confluenza di Piazza Lanza (ora P.zza Giordano), Corso Cairoli, Via Diomede e l’attuale zona pedonale su C.so Vittorio Emanuele. Si era sotto Natale, il vigile stava su quel tozzo piedistallo cilindrico in guantibianchi, “elemetto” bianco, dirigeva il traffico, un “semaforo umano”. Ai piedi del cilindro poche scatole contenenti ognuna un panettone. Ecco perchè me lo ricordo, perchè immediato fu il raffronto con l’immagine riportata su un giornale dell’epoca di un vigile al centro di Milano; lì il piedistallo era sommerso da un cumulo di panettoni. La differenza era fatta da uno stato economico molto differente misto ad un atavico attrito con le divise.

E ricordo pure che la parola vigile urbano la imparai dopo la versione dialettale che mi fu fornita per prima. Non mi va di ripeterla, poco edificante e molto umiliante per quella categoria; ma così come ogni medaglia ha le sue due facce, l’appellativo-epiteto con cui venivano indicati i vigili urbani, era indice di un malcostume abbastanza diffuso fra certa gente dell’epoca, quello di urinare in un qualsiasi angolo di strada, probabilmente unito a motivi logistici che vedevano i vigili stazionare nei pressi degli orinatoi pubblici esistenti una volta.

Il vigile urbano, “vigila” appunto, interviene su richiesta, per prevenire e se riscontra infrazioni. Se ce ne fossero di più nella nostra città, nei quartieri periferici e in quelli sette-ottocenteschi, saremmo un po’ più “urbani” tutti quanti.

Ma a parte queste note di costume, chi ci fornisce più appropriate notizie sullo “Sviluppo e origini del Corpo dei Vigili Urbani di Foggia” è Mario Turso, Vigile Urbano anche lui, con una ricerca di dati e notizie molto interessanti, raccolte in una pubblicazione locale: “Dalla guardia civica al vigile urbano”, dell’aprile 1971 per le Grafiche Ciampoli.

Secondo Mario Turso, il Corpo dei Vigili Urbani di Foggia è uno dei pià antichi d’Italia, in quanto ne fa risalire le origini al 1809, quando fu istituita la Guardia Civico-Provinciale. Questa, era una milizia armata, composta di borghesi a cui competeva mantenere l’ordine interno dei Comuni di pertinenza e dipendeva dall’autorità civile. La legge istitutiva della Guardia Civico-Provinciale è del 23.11.1808 (perdiodo murattiano) e Foggia subito se ne dotò.

…. “Sotto il Regno medesimo di Gioacchino fu istituita la Guardia Urbana o la Guardia Civica, che venne formata in Foggia nel giorno 17 gennaio 1809 dall’Intendente insieme con gli amministratori municipali, da comprendere dugento legionari, sessanta de’ quali di servizio attuale e centoquaranta di riserva, giusta legge del 23 novembre 1808. Il Signor Luigi Mastrolilli si ebbe la nomina di Colonnello….”

(Da “La nuova Arpi” di Ferdinando Villani)

Vigile urbano nel 1928

Vigile urbano nel 1928

La milizia era formata da cittadini dai 17 ai 60 anni di età. Il sevizio era obbligatorio, ma prevedeva due classi: la classe armata formata da coloro che prestavano servizio personalmente, e la classe contribuente costituita da coloro che a pagamento potevano farsi sostituire nel servizio. Ad entrambe le classi si accedeva per censo: liberi professionisti, maestri operai. La classe armata svolgeva servizio attivo (o attuale) consistente nel controllo nell’ambito del proprio domicilio, o servizio di riserva costituito da esercitazioni, spedizioni fuori dal circondario, ecc.

L’ufficialità della Guardia Civica di Foggia fu sancita il 26 marzo 1809, quando, componente della Legione di Capitanata, si recò a Napoli per ricevere la bandiera dalle mani del Re. “In quella occasione” – riporta il Turso – “fu ammirata e lodata per la perfetta tenuta, per la perizia delle armi, e  per la disciplina degna dei veterani dell’esercito”. Con la bandiera furono consegnate medaglie-ricordo con la scritta “Sicurezza interna”.

Gli sconvolgimenti politici che seguirono negli anni successivi portarono allo scioglimento della Guardia Civico-Provinciale (Decreto 31.03.1821), che venne ricostituita il 9 luglio 1821 con nuovi criteri. La Legione in Capitanata si compose di 440 uomini, ma la Guardia Civica venne impiegata solo in occasioni secondarie e messa alle dipendenze di magistrati.

Dopo varie vicissitudini le Guardie Civiche furono abolite definitivamente con Legge 24.11.1827, la stessa che istituì la Guardia Urbana. Foggia non potè istituire la Guardia Urbana perchè rientrante fra quei Comuni presidiati dall’esercito o dalla gendarmeria reale, in quanto sedi di piazze militari, tribunali e capoluoghi di Provincia (Foggia era Capoluogo della Provincia di Capitanata e Molise dall’Agosto 1806). Comunque, il servizio di Guardia Urbana era obbligatorio, le classi obbligate erano i latifondisti, i proprietari, i professionisti, i negozianti ed i maestri artigiani. Eventuali carenze di organico venivano colmate da operai ed agricoltori tra i più idonei. Il servizio prevedeva un impegno di 24 ore ogni 10 giorni.

La Guardia Urbana rimase in vita fino al 1860. Fu solo dopo qualche anno dopo l’Unità d’Italia, con le leggi del nuovo regno, che a Foggia, Sindaco Scillitani e Prefetto Scelsi, con regolamento approvato dalla Deputazione Provinciale di Capitanata, il 22 gennaio 1867 venne istituito il primo Corpo di Guardie Municipali. I compiti ad esso assegnati furono quello di vegliare sull’esatta osservanza dei regolamenti comunali, coadiuvare al servizio di P.S., far rispettare le ordinanze dell’autorità, arrestare coloro colti in flagranza di delitti.

Il Corpo fu messo alle dirette dipendenze del Sindaco e della Giunta, era composto da un comandante, due brigadieri, ventisei guardie e due guardie notturne. Il comandante delle Guardie Municipali era anche comandante dei Vigili del Fuoco.

Con l’avvento del fascismo, il 19.11.1925 il Corpo delle Guardie Municipali viene sciolto, gli elementi che lo formavano “non danno più affidamento”, ma il 6.1.1926 veniva ricostituito come situazione transitoria che si definì, con l’insediamento del Podestà al Comune di Foggia che con delibera 15.6.1928 istituì il Corpo dei Vigili Urbani. Gli elementi del Corpo passarono a 45, oltre al Comandante, al vice, due brigadieri, cinque vice e cinque appuntati.

Compiti d’istituto del Corpo erano far rispettare le leggi dello Stato, oltre che i regolamenti municipali e le ordinanze sindacali. L’orario di servizio dei vigili era di 10 ore al giorno, salvo le “serali”, tipo di straordinario aggiuntivo non retribuito con il quale si scomputavano eventuali sanzioni disciplinari inflitte. I vigili dovevano sempre indossare la divisa, anche fuori servizio, tranne che nei venti giorni di licenza annua se appositamente autorizzati.

L’amministrazione pubblica dell’epoca, molto severa “fino a rasentare i confini dell’inumano”, teneva molto alla cura ed alla presentabilità di questo personale, tant’è che nell’ottobre 1931 istituì per esso i bagni pubblici presso l’albergo Cicolella. Ai vigili venivano forniti buoni per lavatura e stiratura divise, lucido per i bottoni di ottone e per le scarpe. L’armamento era costituito da una sciabola e pistola per gli ufficiali, una pistola con fondina per i vigili graduati. I vigili erano dotati di un bastone e di una daga per la grande uniforme.

Vigili urbani nel 1928 in tenuta estiva

Vigili urbani nel 1928 in tenuta estiva

Un ampliamento dell’organico del Corpo, da 45 a 50 unità, si ebbe nel 1936; ancora uno nel 1938 quando a Foggia vennero istituiti gli stenditoi pubblici [fu vietato stendere i panni ad asciugare per strada]. Tutto il periodo, dall’inizio del 2° conflitto mondiale fino ad avvenuta liberazione, vide il Corpo dei Vigili Urbani assottigliarsi per le partenze per i vari fronti di guerra, per i non ritorni dopo, oltre ad essere gravato di nuovi e più pesanti compiti da svolgere in una situazione di totale emergenza. Così la situazione andò avanti, a ranghi ridotti, fino al passaggio sotto gli ordini delle autorità alleate. Solo nel marzo del 1946, il Corpo fu fornito di nuove divise. Nel 1950 i Vigili Urbani passarono dalla categoria di salariati a quella di impiegati (applicati), l’orario di lavoro già ridotto ad otto ore nel 1946, fu portato a sette. Nel 1958 si ebbero venti nuove assunzioni, e nel 1959 fu bandito il primo concorso a carattere nazionale per la selezione ed assunzione di altri trentasette elementi. (Raffaele De Seneen)

(Una delle prime lettere ufficiali del primo Comandante la Guardia Civico-Provinciale)
LEGIONE DI CAPITANATA  REGNO DI NAPOLI
Foggia lì 22 febbraio 1809

IL COLONNELLO LUIGI MASTROLILLI

Capo della  Legione della Provincia di Capitanata

Al Sindaco

Signor Sindaco,
Si sono fatti alcuni piccoli accomodi al Corpo di Guardia, che hanno portato la spesa di grana 65, come osserverete dalla nota, che vi accludo. In virtù dello stabilimento fatto da S. E. il Ministro della Guerra, avrà sicuramente noto, vi compiacerete di pagare le sud.te gr.a 65, al Mastro fabricatore Gaetano Fojano, latore del pr.te. Ho l’onore di salutarvi con distinzione.
 
P.S. Vi complico una copia dello Stabilimento da osservarsi ne’ Corpi di Guardia attenente all’oggetto.
 
f.to L. Mastrolilli
.