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Teatro Giordano

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Alla morte di Umberto Giordano, il teatro fu intitolato all'illustre musicista foggiano

Alla morte di Umberto Giordano, il teatro fu intitolato all’illustre musicista foggiano

Il Reale Teatro Ferdinando (così era intitolato), fu inaugurato solennemente il 10 maggio 1828. Vi fu rappresentata La sposa fedele di Giovanni Pacini. Il progetto per la costruzione del Teatro era stato affidato nel 1825 all’ing. Luigi Oberty dall’Intendente di Foggia, Nicola Santangelo. Oberty realizzò un edificio imponente, di chiara impronta neoclassica. La facciata presentava un colonnato esastilo con porticato, tre finestroni sul portico e un grande timpano aggettante al vertice. La pianta era a ferro di cavallo; sulla platea si affacciavano quattro ordini di palchi (l’ultimo, “a galleria”). All’altezza della seconda fila, ilridotto, che doveva servire da luogo di riunione e di incontri per i notabili della città. La volta non era affrescata, ma presentava come elemento decorativo un grande lampadario. Nel complesso, una decorazione armoniosa e senza orpelli barocchi ed una acustica invidiabile. Ben presto però lo stabile ebbe bisogno di lavori di consolidamento. Ciò avvenne nel mutato regime politico. Con l’Unità d’Italia, frattanto, il Teatro aveva anche cambiato nome: Teatro Dauno. Nel 1877 i lavori di restauro furono completati, ma l’originario progettodell’Oberty risultò alquanto modificato. Dal prospetto sparirono le colonne, sostituite da tre fornici; i finestroni divennero balconi, fu aumentata la capienza, accorciando il palcoscenico. I nuovi impianti scenografici e il telone videro protagonisti due foggiani: Giuseppe Fania, scenografo del S. Carlo di Napoli, e il pittore Nicola Parisi, che per il telone realizzò un episodio mitico, L’entrata di Diomede in Arpi (il quadro del Parisi che riproduce il telone è visibile nel Museo civico). Nel ridotto, recentemente restaurato con eccessivo sfarzo, sono collocate quattro statue in marmo: la Regina Isabella, di Giovanni Tacca (1828); Francesco I, Ferdinando II e la Regina Maria Teresa, realizzate da Tito Angelini tra il 1830 e il 1841.

(fonte:http://www.reciproca.it/Turismo/Foggia/cristino.htm)


(ve.anche Dal Teatro Ferdinando al Teatro Dauno)