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Un autocarro si rovescia sulla folla – 29 novembre 1974

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In piazza S.Eligio il 29 novembre 1974, verso le 17,30, si consumò una tragedia che oggi ancora ricordano.
Ecco cosa scriveva la Gazzetta del Mezzogiorno del giorno successivo:
Terribile sciagura stradale, questa sera, a Foggia nel popolare quartiere di Sant’Eligio, alla periferia del capoluogo: il rimorchio di un autotreno, con tutto il pesante carico, nell’affrontare una curva, si è ribaltato schiacciando letteralmente quattro persone ferme su un marciapiede. Due di loro sono morte prima che arrivassero i soccorsi, le altre due versano in gravi condizioni nelle corsie del reparto ortopedico degli ospedali riuniti di via Napoli.
Il mortale incidente si è verificato nelle prime ore della sera, in piazza Sant’Eligio, dove abitualmente sostano gli abitanti del rione. Un autocarro con rimorchio (carico di balle di cartone pressato, diretto probabilmente allo stabilimento foggiano del Poligrafico dello Stato) targato FG 91765 e guidato dal proprietario Vincenzo Conte, proveniente da via S.Antonio, appena giunto in piazza S.Eligio, in prossimità del muro laterale della omonima chiesa che si congiunge all’ingresso del carcere mandamentale, si è paurosamente ribaltato con tutto il carico travolgendo un gruppo di persone (circa 10) che stavano ferme lì, in quel momento. Quattro sono state colpite in pieno dalle balle, le altre sono riuscite a mettersi in salvo per tempo.
La gente del rione, parenti e familiari dei feriti e dei morti sono stati i primi ad arrivare sul posto dell’incidente, seguiti subito dopo dagli agenti della polizia stradale guidati dal maggiore De Niro e dal maresciallo Tullo, dai vigili del fuoco guidati dall’ing. Di Nanno e dai vigili urbani impegnati a dirigere il traffico bloccatosi per almeno un’ora.

Militari e volontari, uomini e donne hanno freneticamente scovato tra le balle di cartone e dopo circa mezz’ora di ricerche sono venuti fuori i corpi esanimi di Andrea Tirella, 50 anni, abitante in via Rodi Garganico e Gino Pipoli, agricoltore, anch’egli 50enne, abitante in via Cappuccini.

Sotto il pesante carico i soccorritori hanno poi rinvenuto i fratelli Vincenzo (43 anni) e Gennaro (45 anni) Pipoli – che non hanno alcun legame di parentela con il morto – gravemente feriti e li hanno accompagnati velocemente agli ospedali riuniti di via Napoli..
Qui i sanitari hanno riscontrato a Vincenzo Pipoli fratture multiple alla gamba ed al piede sinistro (prognosi 40 giorni di guarigione salvo complicazioni) ed al fratello Gennaro la frattura ossea della gamba sinistra (20 giorni di guarigione salvo complicazioni).
L’autista del camion, e proprietario del pesante mezzo, appena si è reso conto delle conseguenze disastrose dell’incidente, preso dal panico, si è dileguato lasciando comunque all’interno della cabina di guida tutta la documentazione necessaria per la sua identificazione, ed è attivamente ricercato.
Ufficiali e militari della Stradale, dai primi rilievi compiuti questa sera, hanno potuto sommariamente stabilire le cause dell’incidente: il carico eccessivo, non ben distribuito, e probabilmente anche la velocità sostenuta del pesante mezzo, devono aver fatto spostare le balle mentre veniva effettuata la curva. I blocchi di cartone hanno poi rotto le sbarre di legno ed il telone che manteneva compatto il carico, finendo col travolgere il gruppo di persone.
Presso l’obitorio dell’ospedale civile è anche giunto il sostituto procuratore della Repubblica dott. Alessandro Del Pesce.