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Uno Zaccheria un po’ troppo…caldo

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Il pubblico foggiano è stato da sempre corretto e caloroso e ha sempre saputo incoraggiare i propri beniamini e difendere i propri colori in tutte le categorie in cui il Foggia ha giocato e contro qualsiasi avversario. A volte, però, il pubblico dello Zaccheria si è fatto notare per le intemperanze che hanno determinato sconfitte a tavolino, squalifiche del campo ed ammende alla società. Ebbene, in questa pagina, un po’ per volta, cercheremo di raccogliere, tramite le cronache dell’epoca, tutte queste vicende che fanno parte comunque della storia di questa società.

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Foggia Incedit-Venezia del 5 febbraio 1961 (Serie B, 1960-61)

 La gara viene sospesa per invasione di campo sul risultato di 2-1 per i lagunari.

Gustavo Cammeo, corrispondente da Foggia per la Gazzetta dello Sport, così scrive sulla “rosea”:<<Tra i responsabili degli incresciosi incidenti, per fortuna non gravi, che hanno provocato la sospensione dell’incontro è l’arbitro Cirone, apparso non all’altezza della situazione. Ecco il crescendo dei motivi che hanno portato alla spiacevole conclusione.

Per cominciare al 5′ sorvola su un fallo in area di rigore veneziana di Grossi che con un braccio respinge un tiro di Florindi indirizzato in rete. Al 23′ elevate proteste quando Bartoli si scontra in area con Rossi. Rigore. Biondani intuisce il tiro di Raffin, devia leggermente sulla base del palo e quindi fa sua la palla. Al 30′ secondo rigore per il Venezia questa volta giusto, in quanto Odling si sostituisce al portiere parando sulla linea della porta, un tiro di De Paoli. Quest’ultimo, incaricato del tiro, porta in vantaggio il Venezia. Il pareggio non si fa attendere (37′). Compagno spedisce al centro, Florindi di testa porge all’accorrente Bortolotti che prepotentemente tira a rete. Al 44′ Raffin e De Paoli in tandem scendono verso l’area foggiana. Il guardalinee segnala il fuorigioco di De Paoli, l’arbitro non se ne avvede, palla da Raffin a De Paoli che non ha difficoltà a battere Biondani. Proteste e rete annulata. Alla ripresa delle ostilità il Foggia ha la possibilità di raddoppiare al 10′, ma il tiro dell’onnipresente Bortolotti viene respinto da Ardizzon. Il Venezia, però, si sospinge di frequente all’attacco ed al 15° un felice allungo di Danieli a Raffin mette in condizioni quest’ultimo di presentarsi solo davanti a Biondani il quale però con un brillante intervento riesce a salvare in angolo. Il gioco comincia a farsi un po’ pesante. I giocatori, sottoposti, su di un campo fangoso, ad un improbo lavoro non fanno complimenti nel neutralizzarsi a vicenda, ma l’arbitro si limita a fischiare una infinità di punizioni ed annotare qualche nome sul taccuino, ma mai ad imporsi con decisione e fermezza. Si giunge così al 30° quando Danieli fugge sulla destra, ma viene contrastato da De Pase, la palla carambola sul braccio di Danieli, ma l’arbitro fa cenno di continuare. Lancio per Raffin giudicato dai più in fuorigioco e mentre tutti si fermano, il veneziano segna. Inutili le proteste dei giocatori locali.. L’arbitro irremovibile non ritiene di interpellare il segnalinee e indica il centrocampo. E’ a questo punto che la folla comincia a pigiare paurosamente sulla rete di protezione. Mentre in campo il gioco continua, la forza pubblica accorre nei punti in cui si intuisce l’imminente apertura di un varco. Alcuni spettatori riescono a superare la rete e ad entrare in campo, ma vengono mano mano bloccati dai giocatori foggiani e consegnati alla Forza Pubblica. Il gioco intanto viene sospeso: da ogni parte del campo si profila netta l’attuazione dell’invasione di campo e mentre l’arbitro accenna ad abbandonare il terreno di gioco viene raggiunto, all’imbocco del sottopassaggio, da uno spettatore e colpito violentemente. Vi è un nutrito scambio di pugni fra i due, ma interviene subito la Celere. Fortunatamente, grazie al deciso intervento dei dirigenti e della Forza Pubblica, gli incidenti non assumono l’aspetto di particolare gravità. Non possiamo che stigmatizzare il gesto inconsulto di una ventina di spettatori esasperati, ma non dobbiamo trascurare l’operato dell’arbitro che ha perduto la testa quando più avrebbe dovuto mantenere la calma tra i giocatori in campo>>.

Le decisioni della Commissione Giudicante della Lega Nazionale Professionisti nei confronti del Foggia Incedit, per la gara disputata contro il Venezia, furono le seguenti: sconfitta a tavolino per 0-2, squalifica del campo per tre giornate e multa di 500 mila lire (una grossa cifra per l’epoca).

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Decisioni del Giudice Sportivo: vittoria 2-0 a tavolino al Venezia e squalifica dello Zaccheria per tre turni

Leggi le decisioni del Giudice Sportivo

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da La Gazzetta dello Sport di lunedì 13 marzo 1967

 

Ad Amarildo, colpito da una bottiglietta, sono stati praticati tre punti di sutura

 

IL MILAN 1-0 A FOGGIA (ma sarà 2-0 a tavolino)

MARCATORE: Bettoni, autorete al 16’

MILAN: Barluzzi, Anquilletti, Santin, Trapattoni, Rosato, Schnellinger, Lodetti, Rivera, Sormani,Amarildo, Innocenti. All. Silvestri.

FOGGIA: Moschioni, Capra, Valadè, Bettoni, Rinaldi, Faleo, Gambino, Micheli, Traspedini, Nocera, Maioli. All. Bonizzoni

ARBITRO: Sbardella di Roma

NOTE: Terreno buono, temperatura calda, con lieve brezza. Al 55’ Nocera cerca di nascondere una bottiglietta gettata sul campo, ma Barluzzi la recupera e la mostra all’arbitro. Al 67’ Amarildo viene colpito da una bottiglietta di vetro lanciata dagli spalti, mentre si trova sulla linea laterale e abbandona il campo. La diagnosi parla di ferita lacero-contusa alla regione sopraccigliare sinistra in direzione del setto nasale; al giocatore, che si è subito ripreso, sono stati applicati tre punti di sutura. Ammonito Anquilletti per proteste. Spettatori circa 20.000 per un incasso di 15 milioni di lire. Calci d’angolo 5-4 per il Foggia. Negativo il sorteggio per il controllo anti-doping.

 

Foggia 12 marzo – Una partita che si era annunciata nel segno della tranquillità e dell’amicizia, con il Milan addirittura acclamato per le strade, perché ritenuto in grado di dare al pubblico di Foggia quello spettacolo che la squadra di Bonizzoni non sa attualmente esprimere; una partita, insomma, dalle premesse così sportivamente celestiali, è stata guastata dal solito gesto sconsiderato di chi scambia l’arbitro e i calciatori per un bersaglio….

A metà del secondo tempo Amarildo, già beccato per una sua vistosa protesta da una parte del pubblico, è stato colpito in pieno viso da una bottiglietta scagliata da uno spettatore. Perdeva sangue e, considerato il momento di particolare eccitazione, Silvestri e il medico preferivano farlo tornare subito negli spogliatoi. A questo punto il Milan – già in vantaggio per 1 a 0 a causa di un pallone di Rivera a cui Rinaldi aveva involontariamente dato l’ultimo tocco per superare un Moschioni fuori tempo – avrebbe anche potuto non preoccuparsi più del risultato, in ogni caso destinato a divenirgli favorevole per decisione presa a tavolino. Quel che conta in casi simili è il rapporto dell’arbitro, e Sbardella non potrà non descrivere minuziosamente un episodio del quale il Foggia dovrà rispondere di responsabilità oggettiva, tanto più che uno dei guardalinee si trovava a pochi passi da Amarildo, intento ad assegnare un fallo laterale a suo favore.

Il Milan ha poi vinto anche sul campo, difendendosi con un certo affanno solo nell’ultima parte dell’incontro. E questo è valso e varrà se non altro ad attenuare la polemica, a spegnerla perché, comunque vadano le cose, i punti in classifica resteranno quelli che sono stasera.

Purtroppo, come si diceva in apertura, il calcio, in quanto gioco, è rimasto in secondo piano, scacciatovi da dissertazioni che trascendono il fatto sportivo. Peccato, perché c’era fra l’altro da valutare la prestazione dei tre rossoneri messi lunedì scorso in pre-allarme per la nazionale, oltre che il Milan da giudicare.

Il Milan come squadra, appunto, si è mossa abbastanza bene per tutto il primo tempo a dispetto della giornata opaca di Sormani e Rivera. Anzi, proprio sotto questo aspetto, ci sembra di dover segnare una nota positiva al lavoro compiuto sin qui da Silvestri,, perché stavolta il capitano rossonero, tanto atteso dal pubblico, non è mai stato in grado di salire in cattedra. Non ha dominato, spesso è sembrato quasi una comparsa, cosicchè non si potrà dire in questo caso che la cifra di gioco espressa dal Milan corrisponde a quella espressa da Rivera. Il cannoniere milanista aveva dormito poco e male nella notte tra venerdì e sabato e forse per questo ha sentito più dei compagni il peso del caldo: solo così si potrebbe agevolmente spiegare questa sua pausa, proprio nel momento in cui ci si attende di rivederlo in maglia azzurra.

La Nazionale ha dato, invece, entusiasmo e vigore alla coppia di centro campo Trapattoni – Lodetti (l’apporto di Amarildo al settore oggi  non è mai stato particolarmente efficace), che ha costruito con ammirevole pazienza e continuità. Il successo del Milan, presidiando validamente la zona cruciale e rilanciando con precisione e rapidità. Alla fine i due dovevano essere posti un gradino più su anche della difesa milanista, che nella ripresa incandescente ha rivelato qualche incertezza.

Tuttavia Rosato, cui era affidato Traspedini, si è più volte messo in buona evidenza con iniziative di tipo offensivo assai efficaci, tanto da colpire lui stesso il palo, dopo aver fornito a Rivera il pallone del gol. E Anquilletti solo una volta si è lasciato sfuggire Nocera, neutralizzandolo per il resto con puntuale sicurezza; e ugualmente si è fatto valere Santin, che con Amarildo contrastava la coppia arretrata Gambino – Micheli, così da essere spesso portato ad un azione non proprio difensiva nella parte centrale.

Le altre marcature vedevano (con Bettoni e Schnellinger liberi) Capra su un Innocenti in progresso e finalmente in grado di battersi sino alla fine, Valadè su Rivera, Rinaldi su Sormani e Trapattoni opposto alla finta ala sinistra foggiana Maioli. Così come si erano messe le cose all’inizio, l’infoltimento del centro campo favoriva il Milan che sulle respinte della difesa avversaria, arroccata per necessità, poteva rilanciare immediatamente l’azione.

Nella ripresa, con la rabbiosa reazione della squadra di casa, spinta soprattutto da un Gambino in buona condizione, le posizioni si rovesciavano e il Milan aveva già cominciato a subire praticamente l’arrembaggio circa un quarto d’ora prima di restare con un giocatore in meno. Si poteva pensare ad un pareggio, oppure ad un secondo gol milanista in contropiede (si veda il palo colpito dall’attivissimo Lodetti), che avrebbe addormentato l’incontro. Invece avveniva il “fattaccio” già descritto a chiudere indegnamente la giornata.

Senza errori l’operato dell’arbitro romano Sbardella il quale pure avrebbe fatto meglio ad intervenire più severamente all’inizio su certi falli commessi da entrambe le parti, per impedire il riscaldarsi degli animi.

La cronaca esprime la tranquilla superiorità del Milan nella prima parte della gara e l’accendersi dell’aggressività foggiana nella seconda. Al 18’ c’è l’autorete dell’uno a zero, Rosato riceve da Amarildo e avanza in corridoio, poi tocca sulla destra a Rivera, che tira subito raso terra, leggera deviazione di Bettoni e Moschioni è battuto.

Al 27’ Innocenti manovra a centro campo, lascia a Rivera che allunga a Rosato sulla destra: discesa e tiro che supera Moschioni e picchia contro la base del palo alla sua destra. Reazione foggiana al 31’: Traspedini appoggia a Maioli che in mezza rovesciata serve Nocera, fermato da Anquilletti in extremis. Al 35’, al limite dell’area, fallo di ostruzione di Schnellinger su Gambino: grande barriera milanista e Barluzzi para a terra il tiro di Maioli che ha ricevuto il tocco da Micheli.

Al 44’ Schnellinger libera di testa, Lodetti serve Rivera che lancia bene Innocenti in contropiede: tiro e respinta in calcio d’angolo.

La ripresa sembra iniziare in tono minore, ma al 51’ Rosato serve Rivera che allarga a Lodetti ben piazzato sulla destra: palla che colpisce il palo e termina sul fondo. Il Foggia si scuote ed al 53’ Gambino costringe Barluzzi ad uscire di piede; un minuto dopo, un cross di Maioli viene respinto malamente dal portiere milanista; poi un tiro di Micheli termina di poco sul fondo. Al 60’ incornata stupenda di Traspedini su cross dalla sinistra di Nocera: palla sul fondo.

La partita comincia a riscaldarsi e, dopo il ridicolo di una bottiglietta inoffensiva contesa tra Barluzzi e Nocera (55’), si giunge all’episodio del calcinaccio-proiettile.

Gino Franchetti

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Decisioni del Giudice Sportivo: 2-0 a tavolino a favore del Milan ed un turno di squalifica allo Zaccheria

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da La Gazzetta dello Sport del 9 giugno 1969

A Foggia la Reggina fa il colpo (2-1)

Foggia Reggina 1-2

MARCATORI: Causio al 41′; Vanzini al 48′; Toschi al 73′.

FOGGIA: Pinotti Fumagalli Valadè Pirazzini Vivian Dalle Vedove Saltutti Garzelli (Pavone dal 73′) Nocera, Camozzi, Vanzini. (portiere di riserva Trentini)

REGGINA: Ferrari Divina Clerici Tacelli Sbano Pesce Capogna Causio Ferrario Lombardo Toschi (portiere di riserva Jacoboni)

ARBITRO: Toselli di Cormons

NOTE: Al 63′ Clerici, mentre l’azione si svolge lontano, manda Saltutti ko con un pugno al viso. L’arbitro, intento a seguire l’azione, interpella il segnalinee che dichiara di non aver visto nulla. Saltutti, rialzandosi, cerca di farsi giustizia da sè per cui viene espulso unitamente a Clerici. Al 44′, su punizione, Nocera segna ma l’arbitro annulla trovandosi ancora a controllare la barriera della Reggina. Tumulti sugli spalti, con lanci di vari oggetti in campo, che si rinnovano al 50′ allorchè il guardialinee sotto la tribuna centrale, sorvola su di una palla che ai più era apparsa uscita lateralmente…

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Decisioni del Giudice Sportivo: 2-0 a tavolino a favore della Reggina ed un turno di squalifica allo Zaccheria

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da La Gazzetta dello Sport del 13 aprile 1971

In vantaggio il Foggia con Saltutti pareggia la Fiorentina su rigore

Nella ripresa è stato De Sisti a riequilibrare il risultato (1-1)

Foggia Fiorentina 1-1 (1-0)

MARCATORI: Saltutti al 20′, De Sisti (R) al 55′

FOGGIA: Trentini, Montepagani, Colla, Pirazzini, Lenzi, Montefusco, Saltutti, Villa, Bigon, Maioli, Re Cecconi (12. Crespan 13. Mola) all. Maestrelli

FIORENTINA: Superchi, Galdiolo Longoni, Esposito, Ferrante, Brizi, Mariani, D’Alessi, Vitali, De Sisti, Chiarugi (12. Bandoni 13. Brini) all. Pugliese

ARBITRO: Riccardo Lattanzi di Roma

NOTE: Pomeriggio quasi sereno, leggero vento. Terreno allentato. Nessun incidente di rilievo. La Fiorentina ha giocato in maglia bianca. Angoli 5-0 per la Fiorentina (p.t. 5-0). Ammoniti Montefusco per scorrettezze, Colla per proteste, Chiarugi per simulazione. Spettatori circa 25.000 (paganti 16.560 più 6.500 abbonati) per un incasso di 16 milioni circa. Sorteggio antidoping positivo Colla, Saltutti e Maioli per il Foggia. Galdiolo, D’Alessi e Chiarugi per la Fiorentina. Intemperanze del pubblico dopo il termine della partita; qualche sasso contro il pullman viola: un vetro rotto, nessuna conseguenza alle persone.

I migliori: Montefusco, Bigon, Maioli, De Sisti, Mariani e Ferante

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Decisioni del Giudice Sportivo: una giornata di squalifica al campo. La partita successiva contro il L.R. Vicenza (partita fondamentale per la salvezza del Foggia) si disputa sul campo neutro di Bari. A seguito di questa squalifica, il presidente del Foggia Fesce dichiarò alla “Gazzetta dello Sport”: “Si trama contro il Foggia, io mi dimetto”

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Foggia Cagliari 0-2  (10 giugno 1979)

Da “La Gazzetta dello Sport” dell’11 giugno 1979

BELLINI FA IL MIRACOLO

L’attaccante del Cagliari è l’autore della insperata vittoria perché ottenuta contro una squadra che si dibatte drammaticamente sul fondo della classifica – I sardi hanno colpito anche un palo con Gattelli – Contestato Michelotti – Lancio di oggetti in campo: colpito il portiere Corti

MARCATORI: Bellini al 29’, Longobucco all’83’.

FOGGIA: Benevelli, De Giovanni, Colla, Pirazzini, Sasso, Fumagalli (dal 54’ Lorenzetti), Salvioni, Gustinetti, Fiorini, Scala, Libera (12 D’Alessandro, 14 Apuzzo)

CAGLIARI: Corti, Lamagni, Longobucco, Casagrande, Ciampoli, Brugnera, Bellini, Rossi, Gattelli, Marchetti (dal 64’ Graziani), Piras (12 Bravi, 13 Canestrari)

ARBITRO: Michelotti di Parma

Pomeriggio coperto, temperatura afosa. Spettatori 10.000 circa di cui 5.410 paganti. Espulso Pirazzini al 71’ per reiterate proteste. Il portiere del Cagliari Corti all’82’ è stato colpito di striscio alla testa da una pietra; è rimasto in campo ma nello spogliatoio il medico del Cagliari ha praticato tre punti di sutura alla parte parietale destra. Marchetti è uscito per il riacutizzarsi di un dolore al tallone sinistro. Numerosi lanci di oggetti in campo dal 71’ in poi.

“… Michelotti, che ha tenuto in pugno la partita anche nei momenti più scabrosi, è stato più volte sballottato dai giocatori rossoneri al 71’ allorquando Longobucco ha scardinato il pallone dal piede di Salvioni proteso in una azione di sfondamento sulla fascia destra. E non avendo più  trovato l’appoggio Salvioni è finito a terra ed ha drammatizzato la sua caduta scatenando il putiferio sugli spalti e in campo.

I foggiani si sono avventati su Michelotti mentre dalla curva nord piovevano sul terreno di gioco bottiglie, pietre e oggetti vari. Il più acceso nelle proteste era Pirazzini che Michelotti dapprima ammoniva, poi dal momento che il capitano insisteva nella sua contestazione l’arbitro era costretto a cacciarlo fuori.

Dal 71’ in poi, conseguentemente, l’incontro è andato avanti in un ambiente teso ed esasperato sotto una pioggia pressocchè continua di corpi contundenti uno dei quali colpiva il portiere Corti.

Era da rigore l’intervento di Longobucco? Propendiamo per il “no”, comunque Michelotti era vicinissimo al punto ove si è verificato l’episodio che ha reso incandescente il finale e non ha riscontrato l’azione fallosa nell’intervento di Longobucco. Ma chi ha scatenato il pubblico? I giocatori. I foggiani dall’inizio della ripresa avevano iniziato con le sceneggiate, avevano cominciato a interpretare il ruolo di vittime rotolandosi drammaticamente per terra al pur minimo contatto. Gli incidenti, il rigore, erano pertanto “cercati”….”

Michele Galdi 

In fondo alla pagina:

Michelotti costretto a lasciare il campo da un’uscita secondaria

Malgrado il finale movimentato l’arbitro Michelotti ha potuto lasciare lo stadio di Foggia senza correre grossi rischi. L’arbitro, grazie anche alla diligenza dei dirigenti foggiani, è uscito da una porta secondaria ed ha lasciato lo stadio senza subire alcun intoppo.

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Decisioni del Giudice Sportivo:

da “La Gazzetta dello Sport” del 14 giugno 1979

“Il campo del Foggia è stato squalificato per tre giornate con decorrenza immediata ed il suo capitano è stato sospeso per otto giornate. Queste le decisioni adottate dal giudice sportivo della Lega…

… Dal 26′ del secondo tempo sino al termine della gara sono stati lanciati oggetti vari fra cui ombrelli, scarpe, bottiglie, contenitori per bibite anche pieni, pezzi di calcinaccio e sassi di diverse dimensioni; Michelotti è stato colpito da un sasso ad una spalla riportando una lieve contusione con ematoma; il portiere Corti è stato colpito alla testa da un sasso; uno dei guardalinee è stato colpito ad una guancia, con piccolo taglio e fuoriuscita di sangue sino alla fine della gara; l’altro guardalinee è stato colpito da una moneta ad una spalla.

Al 40′ della ripresa, staccata da una tribuna una tavola di rilevanti dimensioni ed appoggiata la tavola stessa sulla rete di recinzione, sostenitori locali hanno tentato di entrare nel recinto di gioco, a ciò impediti dall’intervento della forza pubblica; al fischio finale vi è stato un fitto lancio di ghiaietto; nello spogliatoio l’arbitro ha avvertito un forte colpo all’esterno della porta che causava un foro nel legno compensato; la terna ha lasciato lo stadio con mezz’ora di ritardo…

 … il capitano Pirazzini si è avvicinato di corsa all’arbitro pretendendo la concessione di un rigore, ribadendo la sua pretesa con l’afferrare per le braccia l’arbitro e rivolgendogli una frase ingiuriosa. Michelotti ha proceduto all’espulsione di Pirazzini il quale persisteva, anche nell’uscita dal recinto, nel proprio comportamento gravemente ingiurioso nei confronti dell’arbitro, concorrendo così a detrminare le successive intemperanze dei sostenitori locali.

Immediatamente dopo il massaggiatore del Foggia Rabbaglietti abbandonava la panchina e si avvicinava ad un guardialinee, apostrofandolo con espressioni minacciose e parimenti lesive del prestigio degli altri componenti la terna arbitrale.

Il campo del Foggia è stato quindi squalificato per tre giornate, con il risarcimento dei danni subiti dal guardialinee colpito ad una guancia. Pirazzini è stato sospeso per otto giornate ed il massaggiatore Rabbaglietti sino al 30 settembre prossimo…”

… Il presidente Augelli credeva in un primo tempo ad uno scherzo: “La società farà ricorso con procedura d’urgenza nella fiducia che un più sereno e mediato esame dell’intera vicenda possa portare a un ridimensionamento delle sanzioni, assolutamente sproporzionate ai fatti realmente accaduti. Non si è tenuto in debito conto la correttezza sempre dimostrata dal pubblico foggiano, la sua sportività allorquando, per restare a tempi recenti, ha accettato serenamente le sconfitte interne ad opera della Pistoiese e della Sambenedettese, uscite dal campo tra gli applausi…

 … Gianni Pirazzini, il capitano del Foggia, protagonista di una plateale protesta nei confronti di Michelotti che aveva sorvolato su un atterramento di Salvioni in area cagliaritana, è letteralmente distrutto. “Nella mia ventennale carriera calcistica ho subito soltanto un paio di espulsioni: la prima a Como anche ad opera di Michelotti e la seconda dieci anni fa a Reggio Emilia. Ritenevo che un arbitro dell’esperienza di Michelotti che ho sempre stimato e al quale chiedo scusa per la frase rivoltagli, avesse compreso il mio stato d’animo nel momento della mia infrazione e ne avesse tenuto conto nel redigere il referto; come pensavo che l’avvocato Barbè, prima di dosare la misura della sanzione, desse uno sguardo al mio passato di giocatore, dal lato disciplinare. Che dire in questo momento? Ammetto di aver sbagliato poichè non è giusto a trentaquattro anni perdere il controllo dei nervi, ma non sono stato mai un piantagrane e ne avrebbero dovuto tenere conto!”

Gustavo Cammeo

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Foggia Varese 0-1 (22 maggio 1983)

da “La Gazzetta dello Sport” del 23 maggio 83

Un drammatico finale di partita ha provocato gravi disordini

A Foggia il Varese segna all’ultimo minuto

Un tifoso entra in campo e colpisce l’arbitro

A quattro minuti dal termine l’arbitro Lo Bello annullava per fuorigioco una rete di Roccotelli. Primi lanci di pietre che colpivano il portiere Zunico e un guardalinee – Al 90′, in contropiede, Maiellaro portava in vantaggio i lombardi: i locali reclamavano un fuorigioco ma l’arbitro convalidava – Un isolato invasore entrava in campo e sferrava un pugno al direttore di gara e poi riusciva ad eclissarsi – Lo Bello, che poi veniva colpito da una pietra a un fianco, chiudeva l’incontro senza far riprendere il gioco – Il risultato è valido per la schedina Totocalcio

Foggia Varese 0-1

MARCATORE: Maiellaro al 90′

FOGGIA: Laveneziana, Stimpfl, Conca, Tormen, Petruzzelli, Antonelli, Roccotelli, Valente, Navone, Maritozzi (Caravella), Desolati (12. Mattolini 13.Bordon 14.Barrella) All.Giorgis

VARESE: Rampulla (Zunico), Misuri, Broghin, Strappa, Cecilli, Cerantola, Di Giovanni, Bongiorni, Maiellaro, Mattei (Scaglia), Auteri (13.Moz 15.Fraschetti 16.Picco) All. Fascetti

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Decisione del Giudice Sportivo

Al Foggia è costata tre giornate l’aggressione all’arbitro Lo Bello

La società sconterà un turno nel campionato in corso (domenica 5 giugno in occasione della partita con la Pistoiese) e due nella prossima stagione

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Foggia Reggina 1-1 (14 aprile 1985)

da “La Gazzetta dello Sport” del 15 aprile 1985

Un petardo, scoppiato nelle vicinanze di Giordano, ha costretto il portiere della Reggina a lasciare il campo per essere portato all’ospedale – La squadra calabrese reclamerà nella speranza di ottenere il 2-0 a tavolino

MARCATORI: Perfetto al 10’; Gori al 23’

FOGGIA: Piagnerelli, Sante , Rossi, List, Colasante (Stimpfl) Cerantola, Tappi, Urbano, Gori (Lagrasta) Micillo, Bruzzone (12 Naccarella 15 Rota 16 Limone) All. Landoni

Prima o poi doveva accadere allo Zaccheria il fattaccio della domenica, dall’oramai abituale malvezzo del lancio da parte dei tifosi di petardi e mortaretti che ha già procurato al sodalizio gravose multe. E’ successo così che dopo la sfuriata iniziale all’ingresso delle squadre in campo, un petardo cadesse nelle vicinanze del portiere reggino in concomitanza al meritato vantaggio acquisito dagli ospiti al 10’ a conclusione di una loro partenza sprint.

Tavola calciava dal lato sinistro una punizione con palla indirizzata al centro dell’area foggiana. Perfetto, in perfetta elevazione, centrava di testa il bersaglio con palla che si infilava sull’angol alto alla destra di Piagnerelli. Gli ospiti non avevano neanche il tempo di esultare poiché la loro attenzione veniva richiamata dal portiere Giordano che gesticolava da terra in cerca di soccorso. Il gioco veniva interrotto per 4 minuti, al termine dei quali il portiere usciva dal campo in barella e dirottato con un’autoambulanza agli Ospedali Riuniti……

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Decisione del Giudice Sportivo

La decisione giunge dopo oltre due settimane (2 maggio 1985) e sancisce la vittoria a tavolino della Reggina per 2-0

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da La Gazzetta del Mezzogiorno dell’8 dicembre 1986

Foggia Barletta 2-2

Incidenti prima e dopo
Ferito anche un poliziotto

FOGGIA – Quattro feriti e due persone fermati il bilancio dei tafferugli tra tifosi foggiani e barlettani. A dare il la il primo gol del Barletta: scaramucce in curva sud ma niente di grave.

Il peggio dopo la prima rete del Foggia, che ha riacceso le speranze dei foggiani. Nel piano superiore della curva sud sono volati insulti e poi botte. Immediato l’intervento degli agenti della Celere venuti da Bari. Nel fuggi fuggi hanno avuto la peggio in tre, di Foggia: un poliziotto, Mario Stanchi, 55 anni: spintonato, è rimasto ferito ad una mano, guarirà in 8 giorni; Giuseppe Gelormini, 36 anni, colpito alla testa (se la caverà in una settimana), mentre il figlio Michele, di 11 anni, ha riportato lievi contusioni.
I circa trecento tifosi barlettani messi in fuga dalla carica della polizia, prima di arrivare in stazione hanno scaricato la loro rabbia su alcune auto targate Foggia, hanno fracassato vetri ed aggredito un ragazzo che passeggiava in via Mazzini: Nicola Patruno, 21 anni, che ha riportato contusioni al viso (10 giorni) 
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da La Gazzetta dello Sport del 29 ottobre 1995

Brescia trionfo, Foggia vergogna

Foggia Brescia 0-5

Tifosi duri: “Rossi, torna a Salerno”

Foggia – Al terzo gol di Brescia il pubblico dello Zaccheria comprende che il Foggia di Rossi è ormai affondato. E comincia a rumoreggiare, a urlare ai rossoneri: “Andate a lavorare”. Si sente tradito. Era stato sospeso lo sciopero del tifo proprio per cercare di essere vicini al Foggia nel momento più delicato della stagione. Deve ancora concludersi il primo tempo e un centinaio di tifosi si accalcano dietro i cancelli della tribuna centrale.

Vogliono entrare per raggiungere gli spogliatoi e sono trattenuti dalle forze dell’ordine. Tentano di trovare altri varchi dagli ingressi laterali, ma sono dispersi. Urlano forte la propria rabbia contro i giocatori, contro Rossi, contro il presidente Pelosi che nell’intervallo scende negli spogliatoi scortato dalla polizia. La situazione sembra placarsi ma poi ridiventa incandescente. gli addetti alle porte interne dalla tribuna chiudono tutti gli ingressi. Mentre la gente abbandona lo stadio, alcuni tifosi chiedono di parlare con il presidente Pelosi. Il d.s. Pavone rimane seduto in tribuna stampa, ha il volto spettrale, si mette le mani nei capelli. Il Brescia si porta sul 5-0 e lo stadio si svuota sempre di più.

La rabbia dei tifosi sconfina in teppismo. Lancio di pietre contro il pullman del Brescia. Durante la sassaiola un operatore di Italia 1 viene ferito, in modo lieve, alla bocca. Gli ultras inveiscono contro Rossi (“Tornatene a Salerno”) e Pelosi. Pavone fa fatica a raggiungere gli spogliatoi ed è scortato dalle forze di polizia. Insultato risponde a muso duro: “State zitti e fate un monumento ai banditi”. Ora il Foggia deve anche lottare con il ricordo di Casillo.

La contestazione non scema, continua sino a tarda ora. La squadra è riuscita a lasciare lo stadio solo venti mi uti dopo la mezzanotte, scortata dalla polizia. Il centinaio di tifosi era ancora fuori dell’impianto ad aspettarla.

Nicola Berardino

Leggi l’articolo

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Squalifica dello Zaccheria per un turno

Leggi le decisioni del giudice sportivo

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da Il Corriere della Sera del 26 febbraio 2001

C2, Far west a Foggia: bomba carta in campo

Campionato C2 2000/2001 – Foggia Tricase (partita sospesa)

Furia selvaggia a Foggia, in C2, nel derby con il Tricase. Invasione di campo, partita fermata e ripresa dopo 7 minuti, bomba-carta lanciata in campo dalle parti del portiere ospite e incontro sospeso definitivamente al 40′ . Quindi, tafferugli all’ esterno dello stadio e carica della polizia. Bilancio: l’ auto di un collega de «La Gazzetta dello Sport» ribaltata e danneggiata. E diversi contusi. Due ore di guerriglia, con le squadre bloccate negli spogliatoi. La cronaca nera si annuncia presto. Allo «Zaccheria» ci sono 2.500 spettatori circa, studenti entrati gratis compresi. Il Foggia gioca malissimo e gli ultrà si agitano. Al 42′ il Tricase va in vantaggio con Del Core. I foggiani per ora inveiscono. Nella ripresa, al 21′ , c’ è un presunto fallo in area del portiere del Tricase Della Torre su Molino, il cannoniere foggiano, uno dei pochi iscritti nel registro dei beniamini. Per gli accesissimi ultrà è rigore. E la protesta monta violenta. Inspiegabilmente, al 28′ , viene aperto un cancello di accesso al campo sotto la Curva Nord. E sul terreno di gioco piombano una quarantina di giovani teppisti, tra cui probabilmente qualcuno degli studenti entrati gratis, che inseguono e tentano di malmenare il portiere foggiano Tambellini (già minacciato durante Castrovillari-Foggia). L’ arbitro Rocchi di Firenze sospende per 7 minuti. Poi, ritorna la calma, apparente. Tant’ è che dalla curva Sud comincia il lancio di oggetti vari sul portiere del Tricase. Questi si affanna, con i compagni, a chiedere all’ arbitro di sospendere di nuovo la partita. Al 40′ una bomba-carta viene lanciata nei pressi di Della Corte, colpevole di aver toccato Molino nell’ occasione del presunto rigore. L’ arbitro chiude e manda tutti negli spogliatoi. Non può fare altrimenti. Fuori, lo stadio è accerchiato. Gli ultrà prendono di mira ciò che trovano. Anche la vettura di un giornalista, individuata per caso. La polizia è impegnatissima per circa due ore ed è costretta a caricare. Giocatori e dirigenti, locali e ospiti, restano bloccati. I tempi di Zemanlandia sono lontanissimi. Ora la società è allo sbando. Giorgione Chinaglia, arrivato carico di promesse roboanti e di acquisti strani, compreso un argentino di nome Fuentes, poi successivamente ceduto, ha fatto solo scena. Un presidente fallimentare, alla ricerca sempre di soci, soprattutto stranieri. Un allenatore cambiato, nuovi acquisti. Risultati zero. O quasi. Ieri, al momento della sospensione, in panchina non c’ erano il direttore generale Galigani e l’ allenatore Arcoleo (ex Palermo), espulsi per proteste 7 minuti prima dell’ invasione. Il bollettino di guerra della giornata contempla guai anche a Genova e Legnano. Prima di Samp-Torino di B, dieci persone (3 tifosi, 4 poliziotti e 3 carabinieri) sono rimasti feriti negli scontri tra tifoserie. All’ ospedale è finito anche il questore di Genova, Francesco Colucci, colpito alla testa da una bottiglia. Nel finale, le forze dell’ ordine hanno trattenuto 920 tifosi del Toro nello stadio per identificarli. A Legnano, in C2, ultrà di casa e del Padova si sono affrontati sul campo a fine gara. Ferito un addetto al campo, arrestati due padovani. Gianni Spinelli