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Vittorio Cosimo Nocera

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Vittorio Cosimo Nocera

Vittorio Cosimo Nocera

Era nato a Secondigliano il 16 agosto del 1938  e aveva iniziato a calcare i campi di calcio tra i Dilettanti proprio nella squadra della sua città natale. Il suo nome resta però legato a Foggia dove disputò la sua carriera e dove sarebbe rimasto sino al giorno della sua morte il 28 novembre del 2012.

A Foggia arriva a 21 anni, nel 1959, e da calciatore ci resta per 10 stagioni giocando in serie C, in serie B e contribuendo alla storica e prima promozione dei rossoneri nella massima serie e giocando quindi anche sui prestigiosi campi italiani; era quello il Foggia di don Mimì Rosa Rosa, napoletano come Vittorio, che riuscì a non cedere alle lusinghe dei grandi clubs che avrebbero voluto godere dei gol del calciatore: di reti in effetti ne fece tante e a tutt’oggi resta ancora il calciatore foggiano con il maggior numero di reti all’attivo (101 reti in campionato e 19 in Coppa Italia). Nel 1962-63 Nocera vinse il titolo di capocannoniere in serie B con 24 reti, mentre nell’anno della promozione, nel 1963-64, si piazzò terzo segnando 14 gol; in serie A realizzò 18 gol, eguagliato solo da Kolyvanov negli anni 90.

Era un centravanti di altri tempi che aspettava di avere la palla per indirizzarla in porta grazie alla potenza dei suoi magici piedi: sembrerebbe che il termine “bomber”, usato tutt’oggi per definire un buon realizzatore sotto porta, sia stato coniato giornalisticamente proprio per Nocera e per i suoi gol: a Foggia invece, quando partiva la palla dai suoi piedi, il pubblico inneggiava a quella che in dialetto veniva indicata “fajòle”, cioè quasi ad un missile lanciato verso la porta avversaria.

Nella mente e nei ricordi di tutti i tifosi rossoneri, restano le emozioni provate quel 31 gennaio 1965 quando la squadra di Oronzo Pugliese sbeffeggiò i campioni del mondo dell’Inter con un 3-2 costruito anche con la prestigiosa doppietta di Nocera.

Fu convocato in Nazionale nella gara amichevole Italia-Galles disputata a Firenze il 1º maggio 1965, segnando al 90′ il gol del 4-1 e resta a tutt’oggi l’unico giocatore del Foggia ad aver realizzato un gol con la maglia azzurra.

Si trasferì nel 1969 nella Massiminiana in serie C, per poi ritornare a Foggia per dedicarsi al settore giovanile del Foggia e a lavorare come secondo allenatore nel club rossonero.

Agli inizi del 2000 aprì una scuola calcio, affiliata con l’U.S. Foggia per continuare a dedicarsi a quei giovani che avevano il sogno di diventare dei grandi calciatori come lo era stato lui.

Il 31 gennaio 2015, a 50 anni esatti dalla mitica vittoria sull’Inter, la Città di Foggia ha dedicato la tribuna ovest dello Zaccheria a Vittorio Cosimo Nocera

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da Il Mattino di Foggia e provincia del 29 novembre 2012

Si sono svolte in una gremita chiesa di Gesù e Maria le esequie di Cosimo Vittorio Nocera, il settantaquattrenne bomber di Secondigliano. E’ stato il calciatore che ha realizzato il maggior numero di reti con la maglia rossonera. Tante le vecchie glorie che hanno preso parte all’ultimo saluto. Presente anche tutto lo staff dell’Acd Foggia Calcio
Il feretro nella chiesa di Gesù e Maria

Il feretro nella chiesa di Gesù e Maria

Tanta, tantissima gente al funerale di Vittorio Nocera, l’indimenticabile bomber del calcio rossonero dei miracoli, il napoletano che aveva reso grande tutta la città rappresentando il suo nome nell’empireo dello sport nazionale. I funerali, nella chiesa di Gesù e Maria, sono appena iniziati. Vittorio Cosimo Nocera nasce a Secondigliano il 16. Sposa la “causa” rossonera nell’estate del 1959. Resterà a Foggia per dieci stagioni da calciatore, collezionando 257 presenze e mettendo a segno più di 100 gol. Dato, quest’ultimo, che lo rende il più grande goleador di tutti i tempi con la maglia del Foggia. Viene convocato in nazionale nel maggio del 1965; all’esordio, a Firenze, contro il Galles realizza il gol del 4-1. Resterà l’unico giocatore del Foggia ad aver siglato marcature con la maglia azzurra. Dopo una breve parentesi con la Massiminiana nel 70, ritorna in Capitanata, per mettersi di nuovo al servizio del calcio foggiano. E’ alleantore in seconda e, responsabile del settore giovanile e fonda una scuola calcio. Sforna diversi campioncini, Maurizio Iorio su tutti. Se ne è andato, sconfitto da una grave malattia, l’altra  notte, nella sua abitazione di Via Del Mare.

Antonio Di Donna e Claudia Di Dio

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Ricevo e pubblico quello che scrisse uno dei tanti tifosi all’indomani della dipartita di Vittorio Cosimo Nocera:

Erano i primi anni sessanta , avevo la mia dimora in via Ascoli palazzine  INA Casa, quelli per intenderci che davano e danno proprio sullo stadio Pino Zaccheria . La nostra casa con l’avvento del Foggia in serie A diventò una dependance dello Stadio . Prima della costruzione delle Gradinate si vedeva benissimo la partita dal balcone  e potete immaginare cosa diventava casa mia la Domenica delle partite casalinghe del Foggia.
Le mie Domeniche passate negli anni della mia adolescenza erano delle feste continue riempite dal gustoso profumo del ragù e da enormi vassoi di paste (bisognava accogliere degnamente i parenti e non solo). Il punto massimo della partecipazione ci fu quando scese a Foggia l’Inter Stellare pluridecorata che aveva da poco vinto la Coppa Intercontinentale.
Da settimane sognavo questa partita, la reputavo già una impresa titanica doverla giocare dai nostri bravi , ma tecnicamente inferiori calciatori di provincia. Dopo quel famoso 3 a 2 per il Foggia quello spilungone che parlava mica tanto bene l’Italiano   con uno  spiccato  accento campano , con quella splendida doppietta infilata a quella difesa di caratura  mondiale , mi rimase sempre nel cuore e mi fece capire che nel calcio come in altri sport e penso come nella vita, la passione , l’agonismo,il sacrificio, la voglia di emergere, di scalare vette che sembrano insormontabili, non sono obiettivi invalicabili se c’è la forza di volontà .
Nocera ha rappresentato in quegli anni anche l’immagine di un riscatto sociale. Il riscatto di un umile ragazzo del sud diventato famoso grazie al grande palcoscenico del calcio nazionale. Il riscatto di un ragazzo di un sud che mostrava nonostante  gli anni del boom economico differenze notevoli con l’opulento nord delle fabbriche e del benessere.
Grazie a te Cosimo Vittorio Nocera tutti quelli della mia generazione hanno sognato di diventare campioni , anche io e i miei amici del quartiere.
Che  emozioni che ci hai dato!  E’ vero erano altri tempi , un periodo dove la semplicita ed anche l’ ingenutà, erano  delle  costanti .
Erano i tempi in cui ci  si affezionava alla maglia ed alla squadra che ti aveva fatto conoscere ed apprezzare, non come oggi…
Ti ringrazio per aver donato delle splendide giornate di festa alla mia famiglia:  bastava un goal di Nocera , l’odore del ragù della mia splendida mamma , l’accoglienza allegra e spontanea del mio bel papà e di tutto il resto della famiglia , per rendermi il ragazzino più felice del mondo !

Salvatore Valerio

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La sua doppietta contro l’Inter

Foggia Sampdoria 3-0 (doppietta di Nocera)

Il Foggia di Pugliese e Rosa Rosa