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‘I ponta d’àghe

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“Le punte di ago”, era una pasta all’uovo fatta in casa, buona da usare in brodo. Non l’ho mai assaggiata, nè vista, quel che so me lo ha raccontato la mia nonna materna.

Farina bianca impastata con uova e un po’ di sale. Dopo la lavorazione della pasta (sckanatùre), dalla massa si staccava un pezzo che veniva tenuto  in una mano, mentre l’indice e il pollice dell’altra, a mo’ di becco di gallina, ne pizzicavano ancora di più piccoli. L’arte consisteva nella capacità di dare un’arrotolata al piccolo pezzo di pasta nell’attimo che trascorreva fra lo “strappo” dalla massa più grande all’immediato “lancio” sul “tavelìre” (spianatoia, asse di legno dove si lavora la pasta).

Il risultato lo immagino come dei piccolissimi cilindretti di pasta con punte affusolate, perciò “ponta d’àghe”.

(Raffaele De Seneen)