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La chiesa del Succorpo

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Succorpo

Succorpo

Passati pochi anni dal ritrovamento del Sacro Tavolo di Maria SS. Iconavetere, il duca Roberto il Guiscardo manifestò il desiderio di far elevare un tempio dove riporre l’Icona. Detto desiderio si concretizzo nel 1080. Il tempio era a fior di terra, costituito da un’unica navata con quattro colonne di pietra del Gargano e relativi capitelli di diverso stile.

Al tempio si accedeva ove attualmente è situata la scalinata principale della Cattedrale su Piazza Francesco De Sanctis. In fondo alla cappella tre altari di cui, quello centrale per l’esposizione ai fedeli del Sacro Tavolo dell’Iconavetere. Detto altare, allorquando fu costruito il nuovo tempio, venne dedicato al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo.

In questa chiesa furono custodite le spoglie dei Santi Guglielmo e Pellegrino, rimosse soltanto con la costruzione del nuovo tempio dove poi vennero esposte, in un’urna, alla venerazione dei fedeli.

In seguito alla erezione della Cattedrale il Succorpo subì varie trasformazioni; fu chiusa la primitiva porta di accesso e ne furono aperte due lateralmente, una su via Duomo (attuale ingresso) e l’altra su Via Campanile; mentre l’Altare maggiore, ove è riposta l’urna del Cristo Morto, venne situata alle spalle del vecchio accesso.

All’attuale Cappella fanno corona sei Misteri della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, opere eseguite dal foggiano Fiore Giuseppe nel 1865.

(Raffaele De Seneen)