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Via dell’Impero

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VIA DELL’IMPERO E LE POLEMICHE SU QUESTIONI URBANISTICHE

Via dell'Impero

Via dell’Impero

Via dell’Impero, l’attuale Via Dante, venne creata durante il Ventennio fascista, a seguito dell’abbattimento e bonifica dell’antico Borgo Scopari, di cui ancora si trova traccia in una targa che titola la piazzetta-parcheggio alle spalle del Banco di Napoli di Corso Vittorio Emanuele.
All’epoca, la scelta urbanistica relativa alla via fu oggetto di una violenta diatriba, un botta e risposta a distanza di carattere meramente tecnico. A mio avviso bisogna dare atto alle parti contendenti, che dietro quell’accesa discussione non si nascondevano interessi personali o di parte, diretti o indiretti, nè contrapposizioni politiche, il momento non lo permetteva. Niente a che fare, insomma, con tutto quello che in seguito, e fino ai giorni nostri, riguarderà il binomio Foggia-Urbanistica.
La fonte di questa vicenda è un fascicolo illustrato di sedici pagine, formato cm. 32 x 24, stampato nel dicembre 1939. L’autore è il Dott. Ing. VITO CIAMPOLI (Consultore del Comune di Foggia – Fiduciario dell’Istituto Nazionale di Urbanistica), il titolo: “L’ENTUSIASMO POPOLARE – VIA… DELL’IMPERO DI FOGGIA – Quinta puntata del romanzo dell’Urbanistica Foggiana”.
“Lettera a Panunzio” [non so chi sia], questo il primo sottotitolo del fascicolo di cui riporto ampi stralci.
Lo scopo delle mie pubblicazioni è quello di dimostrare che il progetto di VIA… DELL’IMPERO costituisce un nuovo errore urbanistico, e quindi da esso ne verrà un nuovo ed irreparabile danno al Capoluogo, proprio nel momento in cui si schiude alla nostra Foggia – con l’appoderamento del Tavoliere – il più radioso avvenire. Tutto ciò al fine di impedire il danno!
Cinque anni fa il Sindacato Provinciale Fascista Ingegneri si è battuto per salvare il Palazzo degli Uffici Statali, il quale doveva sorgere – come tu ben ricordi – alla fine del Corso Garibaldi, a Porta Napoli, e vi è riuscito!
Adesso gli Ingegneri foggiani si battono per impedire il grave danno derivante dall’errore urbanistico della cosidetta VIA… DELL’IMPERO, e vinceranno anche questa battaglia, perchè hanno ragione, come allora. Il Duce ha detto: “I Regimi e gli Stati sono solidi quando i cittadini sono sicuri, matematicamente sicuri che, avendo ragione, troveranno chi darà loro ragione”.
– VIA … DELL’IMPERO E LE …. ALLODOLE

Abbattimento del quartiere degli Scopari

Abbattimento del quartiere degli Scopari

Nella mia precedente lettera ti avevo scritto: “…nè voglio credere che tu, oltre ad essere il portavoce del popolo foggiano, lo sia anche dell’Ufficio Tecnico Comunale! Tuttavia, per eliminare qualsiasi dubbio , l’Ufficio avrebbe fatto bene se – immediatamente dopo il tuo articolo – avesse pubblicata una diffida, rifiutando il tuo gratuito patrocinio”.
Ormai è passato un anno e la diffida non si è vista, perciò debbo ritenere che tu sia effettivamente il portavoce e l’avvocato difensore dell’Ufficio Tecnico, e quindi posso indirizzare a te questa lettera, il cui contenuto si riferisce sempre alla nota questione.
L’unico argomento che tu hai portato, in difesa del progetto redatto dall’Ufficio Tecnico Comunale, è stato quello… dell’entusiasmo popolare. Tu hai detto parlando di te: “io non sono un tecnico e poichè la polemica è sorta ed è una polemica puramente tecnica, dovrei lasciarla nelle mani dei tecnici. Senonchè intervengo, non perchè abbia a disposizione qualche nuovo principio scientifico, ma perchè conto su un elemento che ho sempre l’abitudine di portare in discussioni di questo genere, e questo elemento è l’entusiasmo popolare”.
Di guisa che, anche altre volte hai preso la parola in discussioni di questo genere, e cioè di genere urbanistico, e l’elemento del quale ti sei sempre servito è stato quello… dell’entusiasmo popolare!
Hai concluso l’articolo dicendo: “in tutti i casi sappia l’ing. Ciampoli che l’elemento dell’entusiasmo popolare, che noi abbiamo portato, vale molto di più di qualche freddo principio scientifico”.
Mi hai pure chiesto: “si è mai domandato l’ingegner Ciampoli quale effetto abbia prodotto sulla popolazione la VIA DELL’IMPERO? su quella popolazione che non vive, è vero, a contatto con la scienza urbanistica (anche tu, dunque, riconosci che si tratti di una Scienza), ma che vive a contatto con le opere e le discute, le approva, le disapprova con il suo istinto assolutamente infallibile?”.
Undici anni fa, io sostenni, partecipando al Concorso per il Piano Regolatore di Foggia, che il “centro” della città era Piazza Cavour, non il Corso Garibaldi come sostenevano gli Edili foggiani. Perciò proposi di far sorgere, in piazza Cavour, la Galleria, ma i sigg. Edili mi risposero che tale “luogo di ritrovo era indubbiamente eccentrico rispetto al vero centro di affari della città”.
Se è vero quello che tu dici, e cioè che l’istinto del popolo è assolutamente infallibile, quale giustizia migliore di questa io potevo desiderare, oggi che la vita della città si svolge in piazza Cavour, mentre davanti alle piazze del Podestà e del Governo non passa anima viva? Ma non divaghiamo, torniamo al nostro argomento di attualità , e cioè VIA DELL’IMPERO.
Prima di andare avanti, è bene però che io ti faccia notare che quel “mozzicone” di strada, lungo cento metri (dico cento metri), largo tredici, con portici alti m. 4,50 e fabbricati alti m. 26, bloccato alle due estremità, si potrà, tutt’al più, chiamare “Strada con i paraocchi” ma non si chiamerà mai VIA DELL’IMPERO!

Via Dante (già via dell'Impero) negli anni 70

Via Dante (già via dell’Impero) negli anni 70

Te lo posso assicurare nel modo più categorico, e se tu non mi credi non devi far altro che rivolgerti agli stessi Edili,; sentirai che la risposta sarà su per giù del seguente tenore: “E quando mai noi l’abbiamo chiamata VIA DELL’IMPERO? Noi non ci siamo mai sognati di intitolare così quella strada. Per adesso il suo nome non è stato ancora trovato, ma visto e considerato che a Foggia già esiste via Molignano, via del Persico, via del Pistello o del Pistacchio, via del Fico, via del Melo, può darsi che la chiameremo VIA… DEL PERO, ma VIA… DELL’IMPERO no e poi no!”.
Ho ritenuto mio dovere avvisarti, affinchè tu sia in guardia: in un domani si potrebbe far ricadere su di te la colpa di aver voluto sciupare un nome così sacro e risonante di gloria per un così brutto ed inutile “troncone” di strada!
Non nego che il nome VIA… DELL’IMPERO abbia fatto comodo a Persichetti, il quale infatti l’ha strombazzato ai quattro venti. Quel nome era, così direbbero i cacciatori, una specie, di specchietto per le allodole…. Ormai le allodole stanno già nel carniere, e quindi lo specchietto non serve più! A proposito, hai notato che l’impresa Persichetti non si è riservato per sè nemmeno un appartamento o un negozio?

Io, per non farti dispiacere, non ti voglio – per ora – contraddire sul fatto, ma ti faccio notare che il voler risolvere un problema urbanistico, e cioè scientifico, col metro dell’entusiasmo popolare, mi sembra un metodo nuovo.
(La polemica continua ancora su questi toni ed è arricchita, in un paragrafo intitolato “Lettere dal pubblico”, da una serie di interventi di personalità, tecnici e non che condividono le tesi dell’ing. Vito Ciampoli)