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Categoria: A Foggia mangiamo così

grano cotto

Il grano cotto

E’ una specialità che si tramanda da generazioni a Foggia per la ricorrenza dei Morti. Nell’antica Grecia gli ingredienti di questo particolare dolce, grano e melograno combinati insieme, erano offerti a Demetra, dea dell’agricoltura e alla figlia Kore che, rapita da Fiutone, nell’Ade aveva assaporato

semolabattuta

‘A sèmela battùte

“La semola battuta” è una pasta fatta in casa da utilizzarsi nel brodo di carne. Un uovo intero e semola di grano duro nella quantità assorbita dall’uovo stesso durante l’impasto, più un pizzico di sale e foglioline di prezzemolo. L’impasto risulterà piuttosto consistente, granuloso, quindi

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‘I ponta d’àghe

“Le punte di ago”, era una pasta all’uovo fatta in casa, buona da usare in brodo. Non l’ho mai assaggiata, nè vista, quel che so me lo ha raccontato la mia nonna materna. Farina bianca impastata con uova e un po’ di sale. Dopo la lavorazione

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‘A curatèlle

La denominazione di questa pietanza viene sicuramente dalla parola cuore che è il componente base, insieme al fegato, polmoni, milza e trachea cartilaginosa di un agnello o un capretto. Insomma le interiora che i macellai ( chianghìre, dalla parola chianga, pietra su cui lavoravano) abilmente estraevano dall’animale

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U’ cucenìlle

Era anche la denominazione di un gioco fra i ragazzi più piccoli, quando si giocava all’imitazione di “mamma e papà”, con il papà che andava a lavorare e la mamma che restava in casa, in attesa del rientro, a cucinare. E le similitudini fra il gioco e la pietanza