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1986/87 – Un Foggia Barletta targato Zeman

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CAMPIONATO 1986/87 – Serie C1 – FOGGIA BARLETTA 2-2
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da “La Gazzetta del Mezzogiorno” dell’8 dicembre 1986:
Titolo della Gazzetta del Mezzogiorno

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Foggia: Ciucci, Codispoti, De Marco, Lagrasta, Costa, Pidone, Fratena, Rossi, Baldini, Grande, Silvestri; 12.Cangelosi, 13. Fabbiano, 14. Nocera, 15. Limone, 16. Compagno (all.Zeman)
Barletta: Renzi, Cazzani (dal 40′ Incarbona), Cocco, Castagnini, Petruzzelli, Marino, Fonte, Sciannimanico, D’Ottavio (dall’85’ Raggi), Pesce, Scarnecchia; 12. Serena, 13. Ghedini, 16. Paolillo (all. Marchioro)
Arbitro: Manfredini di Modena
Reti: 35′ Scarnecchia, 52′ Sciannimanico, 75′ autorete di Cocco, 80′ Pidone
Spettatori 16mila circa; Ammoniti Castagnini, Baldini, Sciuannimanico. Espulso Pesce all’81’ per doppia ammonizione. Calci d’angolo 12-0 per il Foggia
Nel giro di cinque minuti, ad un quarto d’ora dalla fine, il Foggia è riuscito a raddrizzare un risultato che sembrava ormai irreversibilmente compromesso, e dare un contenuto alla sua prestazione ed un premio a se stesso ed alla sua folla. La porta del Barletta, che si era portato in vantaggio in modo chiaro e grazie anche ad un paio di compiacenze degli avversari verso la fine del primo tempo ed aveva raddoppiato all’inizio della ripresa, sembrava letteralmente stregata visto che almeno quattro o cinque palle-gol erano finite fuori, che un paio erano state respinte sulla linea e che il portiere Renzi aveva neutralizzato un rigore e perfino ricacciato in campo una palla di Codispoti che – a detta dei foggiani e degli operatori della tv che aveva ripreso l’incontro – aveva oltrepassato di un buon metro la linea di porta.
Nel suo disperato e forsennato forcing, quindi, il Foggia è riuscito a far suo quello che, per quanto s’è visto nei 90′ di gioco, gli spettava di diritto, vale a dire il punto che gli consente di riprendere a camminare in classifica. E’ rimasto formalmente deluso (ma sostanzialmente soddisfatto del pareggio) il Barletta che con una condotta di gioco razionale era riuscito financo a legittimare il due a zero dell’inizio della ripresa in virtù della terza rete stagionale di Scarnecchia e del gol dell’ex Sciannimanico.
A quel punto c’era da aspettarsi il crollo del Foggia, ma la squadra di Zeman ha dato forze ed energie che pochi erano propensi ad accreditargli; ad attuare un pressing e costringere ad una sempre più affannosa difesa il Barletta che alla fine ha ceduto. Particolare curioso, a dare lo sbocco al recupero del Foggia è stato un giocatore avversario, Cocco, che deviando il “bolide” di Baldini ha anche spiazzato il suo portiere contribuendo a creare così le premesse di un pareggio che alla fine è stato applaudito da tutti e soprattutto dai foggiani.
E’ stato questo il miglior compendio ad una partita tirata, aspramente combattuta e giocata su tonalità piuttosto elevate per la serie C, degna forse di un campionato superiore. Una partita, peraltro, che ha avuto tutti i requisiti di un derby che è certamente da ricordare, non certo come l’altra partita, quella antipaticissima fra i tifosi più accesi delle squadre, che è cominciata su una curva a metà del primo tempo con scazzottate e botte.
Il Foggia ha dunque rimediato un pareggio giusto ma cha ad un certo punto sembrava quanto meno un’utopia. Ha così visto premiato il suo grande dinamismo, lo slancio ininterrotto dall’inizio alla fine, il suo gioco a tratti caotico che pure è riuscito a mettere almeno sette-otto volte un giocatore in zona di tiro, nonostante la squadra lamentasse l’assenza di elementi cardine come Armenise e Abate.
Non ha demeritato ovviamente anche il Barletta, dimostratosi squadra dal gioco essenziale, che ha mostrato la sua nuova dimensione stringendo opportunamente gli spazi della difesa per poi proiettarsi in rapidi ed insidiosi contropiedi che gli hanno consentito di infilare due volte Ciucci la cui imbattibilità interna durava dal gol subito dal Sorrento nel primo turno di campionato.
Marchioro si avvale di un complesso saldo, completo, armonico e ben impostato che si potrebbe definire una supersquadra per la terza serie, senza soffermarsi ovviamente solo sui nomi ma tenendo nella dovuta considerazione anche il gioco che la squadra biancorossa ha svolto contro un avversario di tutto rispetto.
Ed ora in rapida successione le fasi salienti del derby. Al 9′ Fonte mette giù Baldini in area barlettana e l’arbitro lascia correre. Al 17′ finalmente filtra il Foggia: triangolo Bladini-Grande-Baldini e tiro fuori del giovane interno. Fratena al 31′ conclude male di testa su cross da destra. Al 35′ in contropiede vantaggio del Barletta: allungo di Petruzzelli per Fonte che sulla destra arriva sul fondo e crossa una palla che sfugge a Costa ma non a Scarnecchia che in spaccata realizza fra palo e portiere. Cazzani colpito al naso lascia in barella il campo sostituito da Incarbona. Nel finale del tempo Renzi si salva un paio di volte su palloni alti ed al 48′ viene graziato da Codispoti prima e da Silvestri dopo.
Ripresa con il Foggia in pressing. Al 4′ cross di Codispoti sul quale non riescono a deviare in porta Fratena, Silvestri e Baldini. Al 7′ raddoppio del Barletta: punizione da destra di Castagnini, velo di Scarnecchia per Sciannimanico che indisturbato schiaccia in rete. Al 13′ l’ex Petruzzelli salva sulla linea su tiro di Fratena. Al 15′ ricaccia oltre la linea (?) la palla calciata da Codispoti. Al 16′ Silvestri sbaglia ancora clamorosamente. Al 21′ il rigore concesso per fallo di Pesce su Rossi e calciato da Fratena rasoterra sulla sinistra di Renzi che riesce ad accartocciarsi sulla palla. Alla mezz’ora bolide di Baldini deviato in rte da Cocco ed avvio della rimonta del Foggia che pareggia al 35′ con Pidone che conclude in gol su allungo di Rossi sul quale Baldini ha fatto da sponda di testa. Protesta Pesce che viene espulso per doppia ammonizione. Il Barletta è in dieci, ma il Foggia non ne approfitta. Meglio così: il 2-2 va bene per tutti. (Nino De Feudis)
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Incidenti prima e dopo
Ferito anche un poliziotto
Le cariche della polizia in curva

Le cariche della polizia in curva

FOGGIA – Quattro feriti e due persone fermati il bilancio dei tafferugli tra tifosi foggiani e barlettani. A dare il la il primo gol del Barletta: scaramucce in curva sud ma niente di grave.

Il peggio dopo la prima rete del Foggia, che ha riacceso le speranze dei foggiani. Nel piano superiore della curva sud sono volati insulti e poi botte. Immediato l’intervento degli agenti della Celere venuti da Bari. Nel fuggi fuggi hanno avuto la peggio in tre, di Foggia: un poliziotto, Mario Stanchi, 55 anni: spintonato, è rimasto ferito ad una mano, guarirà in 8 giorni; Giuseppe Gelormini, 36 anni, colpito alla testa (se la caverà in una settimana), mentre il figlio Michele, di 11 anni, ha riportato lievi contusioni.
I circa trecento tifosi barlettani messi in fuga dalla carica della polizia, prima di arrivare in stazione hanno scaricato la loro rabbia su alcune auto targate Foggia, hanno fracassato vetri ed aggredito un ragazzo che passeggiava in via Mazzini: Nicola Patruno, 21 anni, che ha riportato contusioni al viso (10 giorni) 
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ZEMAN – Il rigore fallito? Altobelli insegna
Casillo esclama: “Puntiamo a salvarci ma tutti devono temerci!”
FOGGIA – Prima il preambolo festoso con il carosello dei fans e con le bandiere al vento. Undici ragazzi, in look da calcio, girano per il campo. In testa un “diavolo” rossonero, armato di forca e di… corna manda in sollucchero la gente. Poi un derby da infarto, degno di una supersfida.
Al novantesimo le prime parole a caldo. Con il presidente Casillo che getta il guanto sparando: “Ci devono temere tutti. Puntiamo alla slavezza. Ma nessuno può metterci sotto i piedi. Oggi lo abbiamo provato senza sospetti”.
Ma il guaio è che questo Foggia ricco di baldanza e di ardore si permette troppi errori davanti alla porta nemica. Zeman non ci sta alla osservazione generica. E, preso da un insolito moto di turbamento, ribatte: “Creare otto palle gol, segnare due reti e vedersi respinto un tiro sulla linea non autorizzano a dire che si siano commessi tanti errori. Significa, invece, che il Foggia ha giocato dal primo all’ultimo minuto ed ha saputo per l’intera gara arrivare in fase conclusiva. Il rigore ed alcune occasioni gettate al vento? Altobelli insegni, fanno parte delle vicende di ogni confronto, spesso legate ad un filo di jella o di fortuna. Per me la squadranon ha nulla da rimproverarsi”.
Nemmeno il discorso sugli assenti trova il tecnico boemo disposto ad accettarlo. “Lasciamo perdere – fa – i sostituti non sono da mettere sotto accusa. Semmai dovrei parlare di un penalty che non ci è stato accordato nel primo tempo e di un pallone di Codispoti respinto dal portiere Renzi quando era già dentro. Perciò il 2-2 non rispecchia quello che il Foggia ha saputo fare in campo”.
Baldini che col suo bolide ha scatenato la risossa del Foggia difende a spada tratta il suo gol. “Quando Cocco ha deviato il mio tiro – sostiene – la palla aveva superato la linea. Pertanto quella rete mi appartiene di diritto. Non ci sono dubbi”.
l’altro bomber del derby, il navigato Pidone, compie un’analisi razionale della “sfida”. “Purtroppo – precisa – dopo tanta pressione sono arrivate le due ‘mazzate’ del Barletta: una in contropiede e la seconda su punizione. Al momento dello 0-2 e dopo l’imprecisione di Fratena dal dischetto, ho pensato per un attimo che non c’era più nulla da fare. Invece, con rabbiosa reazione, è venuto fuori il nostro indomabile carattere. Ed il pari ha fatto giustizia”. (Giovanni Spinelli)
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Marchioro – Risultato stretto…
FOGGIA – Per Marchioro la “sfida” si chiude con un pizzico di amaroin bocca. Diavolo di un Foggia! Sotto di un bis di gol gli aveva ormai fatto credere di averlo messo in croce. E già gioiva per una vittoria strepitosa. “Invece – riconosce – il derby si è sorprendentemente bilanciato, togliendo il gusto di un successo che sembrava avessimo comodamente in tasca. Perchè? E’ semplice a dirsi. Ci siamo trovati di fronte ad un avversario che non si è mai arreso e che, anzi, col passare dei minuti ha incrementato i suoi ritmi fino al punto da acciuffare un pareggio rocambolesco”.
La squadra di Zeman gli ha lasciato un’ottima impressione e solo per questo è disposto ad accettare com’è finita. “E’ una squadra di cursori – afferma – che spingono come dannati, sfruttano le fasce per i cross in mezzo, si sovrappongono in continuazione e giocano in tutte le zone del campo. Perciò diventano difficili da frenare. E sono certo che siano in grado di dare filo da torcere a chiunque. Oltretutto in casa possono godere della grossa spinta di un pubblico che fa sentire il suo caloroso appoggio, offrendo un notevole contributo alla forza morale dei giocatori in campo”.
A suo giudizio il Barletta ha compiuto tutto il suo dovere. E si lamenta anche lui “di un arbitraggio che, pur in buona fede, ha commesso alcuni errori che hanno prodotto nei suoi un quantum di stress nervoso”. Ma tornando alla sostanza del derby non manca di affermare: “Il Foggia è di sicuro la migliore squadra in assoluto incontrata finora. Il risultato? Beh, specie in riferimento allo 0-2, diciamo che ci va stretto. Ci sentiamo un po’ defraudati e un tantino rammaricati. Ma sono cose che succedono ai… vivi”.
Anche Sciannimanico, un ex della simpatia, condivide le tesi del trainer. “E’ un Foggia – dice- superiore alla scorsa stagione”. Mentre Castagnini aggiunge: “Sembrava fatta. Poi l’avversario si è reso irresistibile. Comunque per noi è un risultato positivo. Ora bisogna combattere per la vittoria finale”. E D’Ottavio fa: “Nonostante tutto è un punto guadagnato”. Chiude il presidente Di Cosola. “Il Barletta – sottolinea – merita di giocare in B. E ce la farà”. (Giovanni Spinelli)